Il 25 aprile nei cuori di chi non ricorda non è una festa, è un’ideologia psicosomatica;

Il 25 aprile per chi vede l’Italia come geolocalizzazione di se stessi è solo un riferimento temporale su google map;

Il 25 aprile per chi non ricorda il 4 novembre è solo un pretesto per cantare ‘bella Ciao’;

Il 25 aprile per chi ha sostituito il tricolore con la bandiera palestinese è solo una fobia catto-comunista d’altri tempi;

Il 25 aprile per chi pensa che sia una liberazione, è solo perché è troppo considerarla una sconfitta di civiltà;

Il 25 aprile per chi non si sente Italiano è una sconfitta due volte;

Il 25 aprile per chi denigra il nostro Esercito, le Forze dell’ordine e tutti i difensori delle nostre libertà  è come disegnare una svastica sul simbolo della Pace;

Il 25 aprile per chi non conosce la nostra Costituzione, nata dal sacrificio di tanti senza ideologie ma solo con il coraggio e la forza di volontà, è una giornata rossa, ma solo sul calendario;

Il 25 aprile, come il 4 novembre, come il 2 giugno sono spazi temporali identitari che vanno capiti, prima di essere promossi. La SCUOLA ha fallito anche perchè non è stata e non è in grado di significare alle nuove generazioni che l’Italia, il Sistema Paese, e la nostra grande tradizione, affondano le radici in queste date che non sono dei simboli istituzionali, ma sono delle ricorrenze sacre dove tutti noi ITALIANI ricordiamo e commemoriamo chi si è immolato per la nostra italianità e la libertà di un POPOLO unico e indivisibile.

Qualcuno potrebbe dire: ma questo è un discorso da fascisti;

Chi lo pensa lo fa solo perchè non ha capito nulla né della politica, né dell’identità nazionale, e soprattutto perché ha dimenticato la STORIA.