L’Editoriale del direttore:

Si è appena conclusa una settimana particolarmente dura e di difficile “digestione” per la sinistra nostrana. E meno male che è finita, altrimenti sarebbe stato utile ricoverare la Schlein in un Centro di Salute Mentale per evidente “stress psico-fisico”.  A giudicare dalle recenti interviste televisive della segretaria del PD ove è apparsa visibilmente affaticata e in evidente stato confusionale. Ciò, presumibilmente, per il susseguirsi di notizie politiche, della scorsa settimana, particolarmente favorevoli al Governo Meloni, che hanno causato non poche difficoltà all’opposizione progressista.

Durante un’intervista dei cronisti RAI infatti, la leader democratica appariva subito in difficoltà a seguito della richiesta di un commento dei nuovi dati OCSE sul primato europeo raggiunto dall’Italia sul fronte dell’occupazione. Nessuna risposta della Schlein.  Analoga situazione quando le è stato chiesto di esprimersi sul via libera della Commissione Europea alla maggiore flessibilità nella spesa energetica, che consentirà all’Italia di disporre di risorse aggiuntive fino al 2028 senza incidere sui vincoli ordinari di bilancio.

Secondo il Governo, questa misura permetterà di programmare nuovi investimenti per fronteggiare gli effetti dell’aumento dei costi energetici legati alle tensioni internazionali, senza aggravare il debito pubblico. Si tratta di ben 14 miliardi di Euro, quale Deroga concessa al Patto di Stabilità dell’UE, per mitigare gli aumenti dei prodotti petroliferi e dare maggiore respiro a famiglie e imprese. 

Anche su questo tema, tuttavia, la segretaria del PD ha preferito non entrare nel merito, glissando goffamente sulla domanda del giornalista RAI.

Lo stesso giornalista ha quindi spostato l’attenzione sulla nuova Risoluzione europea in materia di rimpatri dei cittadini extracomunitari privi di regolare permesso di soggiorno, tema sul quale il Governo Meloni rivendica un ruolo decisivo nella definizione del nuovo “Patto Europeo su Migrazione e Asilo”. Anche in questo caso la Schlein ha evitato di affrontare direttamente la questione, preferendo sviare l’attenzione sulla drammatica vicenda dei quattro braccianti stranieri morti nelle campagne calabresi, tragedia che ha profondamente colpito l’opinione pubblica. Peccato che l’argomento risultava estraneo alle questioni oggetto dell’intervista.

A quel punto il cronista ha preferito interrompere l’incalzare delle domande. Lasciando i telespettatori imbarazzati dal continuo “depistaggio” condotto dalla Segretaria DEM con l’evidente tentativo di evitare di esprimersi su argomenti troppo imbarazzanti per la sinistra. D’altronde questo non era proprio il momento più propizio per intervistare la Schlein, avrà pensato lo sfortunato cronista della RAI.

Tutto questo mentre gli argomenti a favore delle politiche governative si moltiplicavano con ritmo crescente da una edizione all’altra dei telegiornali nazionali e nelle edizioni di tutti i quotidiani italiani e stranieri di questa settimana appena trascorsa. Solo per dovere di cronaca, ricordiamo il pagamento della penultima rata del PNRR, pari a 12,8 miliardi di euro. Secondo i dati diffusi, l’Italia ha già impegnato oltre l’85% delle risorse complessivamente assegnate dall’Unione Europea, con centinaia di migliaia di progetti avviati sul territorio nazionale e in attesa dell’ultima tranche di finanziamento che completerà il programma del PNRR (166miliardi di Euro sin qui erogati su un totale di 194,4 miliardi di Euro assegnati all’Italia con oltre 670.000 progetti finanziati in ogni angolo dello stivale).

Tra gli interventi più significativi figurano i progetti di telemedicina, l’ammodernamento tecnologico delle strutture sanitarie, il potenziamento delle reti idriche, il rinnovo della flotta dei Vigili del Fuoco, il rafforzamento dei Centri per l’Impiego, la digitalizzazione degli archivi giudiziari e il reclutamento di personale nei settori dell’istruzione e del servizio civile.

A questi risultati si aggiungono le grandi opere infrastrutturali previste soprattutto nel Mezzogiorno, tra ferrovie, porti e aeroporti e nuove reti stradali, che secondo le stime governative dovrebbero contribuire alla crescita economica del Paese nei prossimi anni, in ragione del 2/3 % del PIL nazionale.

La settimana politica è stata inoltre segnata dalla decisione del Tribunale di Firenze di archiviare il procedimento penale che vedeva nuovamente coinvolti Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri in relazione alle ipotesi di aver avuto un ruolo nelle stragi mafiose del 1993. Notizia che produrrà l’effetto di una autentica tegola sulla testa di una sinistra già in forte confusione.

Si é trattato dell’ennesima conferma dell’infondatezza di accuse che per decenni hanno alimentato il dibattito politico e giudiziario italiano. La sesta e consecutiva archiviazione sancita da Tribunali della Repubblica che si aggiunge ad altre decisioni analoghe intervenute nel corso degli anni, come la Sentenza della Suprema Corte di Cassazione dell’Ottobre 2025, ulteriore elemento a sostegno dell’estraneità dei due esponenti politici ai fatti arbitrariamente contestati. Una pagina oltremodo vergognosa oltre che dolorosa della giustizia italiana per le modalità fantasiose e sconcertanti dei capi di accusa letteralmente creati a tavolino e per i tempi biblici occorsi per giungere ad una verità assoluta, addirittura dopo la morte dell’imputato Berlusconi.

Resta l’auspicio che una vicenda giudiziaria così estenuante e controversa possa considerarsi definitivamente conclusa, evitando di riaprire artatamente uno scontro che ha segnato profondamente la vita politica italiana attraverso condizionamenti palesi e un accanimento senza precedenti contro le forze politiche del centro Destra e dei suoi leaders più rappresentativi.