L’EDITORALE del Direttore:
Sal Da Vinci e Stefano De Martino portano Napoli nel cuore degli Italiani, con la musica e la creatività tipica della città di Partenope con 2500 anni di genio. Il festival della Canzone italiana 2026 termina con una acclamazione corale di “Pe sempre Si” che dopo “Rossetto e Caffè”, si candida a tormentone del 2026. Una canzone d’amore strepitosa e profondamente melodica che ha fatto “urlare” qualche benpensante allo stereotipo del ‘neomelodismo’. Ma noi conosciamo bene San Da Vinci e sappiamo che è lontano anni luce da quei ritmi e da quelle logiche. Una grande performance quella del cantante partenopeo che ha convinto e calamitato l’attenzione di milioni di persone affascinate dalla melodia prima e della napoletanità poi del grande artista. Ulteriore sigillo alla serata di festa per Napoli le parole di Carlo Conti che presenta ufficialmente al Paese Stefano de Martino come prossimo presentatore e direttore artistico del Festival 2027.
Un momento magico che la città ha vissuto con trepidazione, abbandonando per una sera quegli stereotipi che quotidianamente inficiano l’immagine della capitale del Mediterraneo. Sanremo 2026 ha confermato, tra le altre cose, che la genialità di un popolo non la ferma né il razzismo, né l’anti napoletanità diffusa in un Paese che nasce grazie all’immensità artistica e culturale all’ombra del Vesuvio.
