La guerra sta entrando nel vivo della prima fase

di Rosario Lavorgna

“Meglio morire da piccoli con i peli del culo a batuffoli che morire da grandi soldati con i peli del culo bruciati” Chiunque abbia prestato servizio militare ricorda questa antica melodia, figlia della naja, ma soprattutto della guerra. E non è affatto troppo pensare che una simile litania sia già nelle bocche di centinaia di migliaia di coscritti russi inviati al fronte ucraino senza nessuna preparazione, con armi di dubbia funzionalità e vestiti alla meno peggio. I Rapporti che si leggono sugli scontri a Bakhmut sono spietati e fotografano una realtà inammissibile da entrambe le parti. I Russi usano i nuovi arrivati come carne da cannone con avanzate frontali che ne macellano a centinaia tutti i giorni. La finalità è quella di sfiancare le difese ucraine e soprattutto ridurne il munizionamento tagliando le strade di rifornimento. In un giorno sono stati uccisi fino a 1200 russi accertati, mentre per le perdite ucraine bisogna far ricorso all’arte della guerra per capire, visto che loro si difendono da posizioni fortificate o semi fortificate. In questa ecatombe di nome Bakhmut gli analisti sono fermamente convinti che la cittadina, o quello che ne rimane, non ha alcun valore strategico, ma solo politico, avendo la Russia perso quasi tutto quello che aveva conquistato all’invasione.  Si sta avvicinando inesorabile il momento nel quale la grande Russia dovrà fare i conti con i suoi fantasmi, con gli spettri del passato, e decidere che farsene di un uomo come Vladimir Putin che alla causa russa ha portato solo una cosa: dolore e distruzione. Quanto tutto questo sarà finito pensate che il mondo avrà lo stesso sguardo per la Russia? E’ finita l’amicizia, è terminata la tolleranza, la cooperazione e qualsiasi giustificazione a questa guerra come prova a fare il professorino Orsini che non è solo fuori dalla grazie dei tempi, ma anche da quella degli uomini. Alla fine, con mio grande rammarico, sono pienamente concorde con l’analisi di alcuni alti ufficiali della Nato, ma non a stelle e strisce, che insistono col dire che questo è solo l’inizio di un conflitto molto più grande che troverà il suo epicentro nello scontro diretto tra USA e Cina.

6 pensiero su “L’analisi: Coscritti russi al macello di Bakhmut sacrificati sull’altare di Putin”
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