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 “E’ necessario utilizzare le risorse economiche fino all’ultimo centesimo e sul comparto agricolo lo stiamo facendo, portando un’innovazione particolarmente rilevante che oggi ci mette nella condizione di poter guardare gli scenari di carattere globale.

Importanti sono le risorse del PNRR, ma ancora più importante è quello che noi stiamo facendo come sistema paese nella conquista di quelli che sono i mercati internazionali.” Così il presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel suo intervento alla festa di Forza Italia in calendario a Telese dal 26 al 28 settembre sul tema della Libertà.

“Nel 2024 abbiamo raggiunto sul settore agricolo e agroalimentare il record storico delle esportazioni superando i 69 miliardi. Nel 2025 abbiamo l’obiettivo di crescere ulteriormente nonostante le mille

difficoltà che ci sono a livello geopolitico, a livello globale, per tutte le tensioni che noi conosciamo, ma l’intuizione di cercare, di conquistare, di conoscere, di approfondire anche quelli che sono nuovi i mercati, sta facendo la differenza. In questa ottica voglio altresì sottolineare il ruolo centrale che l’agricoltura sta avendo per il nostro Paese.”: ha ricordato il presidente Prandini, ringraziando e salutando il Ministro e segretario nazionale di Forza Italia Tajani  per il lavoro straordinario che sta attuando come Ministro degli Esteri, ma anche come Ministro del Commercio Estero.

 “707 miliardi è il valore complessivo che la filiera agricola agroalimentare oggi rappresenta per il Paese Italia, 4 milioni di occupati e soprattutto una crescita legata alle esportazioni.

Questo – ha detto il presidente di Coldiretti – ci fa capire quanto l’agricoltura e l’agroalimentare siano diventate un veicolo economico,  straordinario di crescita e anche interessante per le nuove generazioni che  deve avere un ruolo centrale non solo a livello nazionale, ma anche in Europa, specialmente a Bruxelles, dove si decide il futuro delle politiche agricole e commerciali e Forza Italia, attraverso l’impegno dei suoi rappresentanti nel Partito Popolare Europeo, riveste un ruolo strategico.”

“E’ a Bruxelles – ha specificato il presidente Prandini-  che noi ci giocheremo il futuro non solo del comparto agricolo, ma di quelli che sono gli scenari che l’Europa deve assolutamente occupare. Sotto questo punto di vista la conoscenza che i rappresentanti politici di Forza Italia hanno e che possono esplicitare e attuare all’interno del Partito Popolare Europeo è di fondamentale importanza.”

 “L’ Europa  deve guardare a quello che è uno scenario globale rispetto alle tensioni che stiamo vivendo, sia legate agli scontri bellici, sia legate anche a nuove forme di alleanza. Guardiamo quello che è avvenuto giorni fa rispetto alla Cina, alla Russia, all’India, a una parte della Corea, al Brasile, dall’altra parte agli Stati Uniti. In tutto questo noi dobbiamo riscoprire quegli insegnamenti che sono figli anche di chi ha aperto un percorso legato a una visione del mercato internazionale rispetto a un ruoloche a noi può non solo spettare, ma che noi dobbiamo assolutamente occupare.” – ha aggiunto il presidente di Coldiretti Prandini, ritenendo che sotto questo punto di vista Forza Italia possa essere una voce assolutamente importante.

“Sicuramente all’interno del Governo, destinatario di riconoscimenti internazionali per l’attività assoluta della Presidente Giorgia Meloni, ma anche per il lavoro silenzioso che il Ministro degli Esteri, Tajani  ha attuato in tutti i rapporti di carattere istituzionale, che ha con grande  lungimiranza e che oggi stanno portando l’Italia ad essere quel soggetto credibile, quel soggetto che può essere punto di riferimento per l’intera Europa in una visione di una geopolitica che vede anche l’Africa non solo come un continente dove ci possono essere problemi, ma un continente sul quale investire, ad esempio tramite il piano Mattei.”

 Un lavoro portato avanti con Antonio Tajani e Maurizio Gasparri con tanti rappresentanti di Forza Italia “proprio –ha detto concludendo Prandini – per cercare di riportare il nostro Paese a ruolo protagonista sullo scenario internazionale, ma per i nostri settori economici, per quell’economia reale che ha fatto grande quel ceto medio che il mondo ci invidiava, che purtroppo si è indebolito negli ultimi decenni, ma bisogna che dobbiamo fare in modo che ritorni ad essere assolutamente straordinario in termini di crescita economica e occupazionale, anche per le nuove generazioni.”