Ci sono vite che non si possono riassumere in una biografia, perché sono diventate il pavimento su cui camminiamo tutti i giorni. Emma Bonino ci ha lasciati l’11 settembre 2026, e la prima sensazione è stata quella di una grande solitudine. Per più di cinquant’anni, quando c’era da metterci la faccia per una causa difficile, lei c’era. Con quel suo fare schietto, il turbante in testa, la sigaretta tra le dita e uno sguardo che non si faceva spaventare da nessuno. Oggi che Emma non c’è più, quel vuoto rischia di spaventare. Ma se c’è una cosa che ci ha insegnato, è che la nostalgia non serve a niente se non si trasforma in azione. Questa non è una lezione accademica, ma una cassetta degli attrezzi per la vostra vita, un passaggio di testimone da donna a donna.
1. Niente vi è dovuto, tutto va difeso
La prima cosa che Emma vi direbbe oggi, guardandovi negli occhi, è di non addormentarvi sui diritti che avete. Il fatto di poter decidere del vostro corpo, di studiare, di votare, di aprire un conto in banca senza il permesso di un uomo, vi sembra normale. Non lo è. È il risultato di lacrime, denunce, arresti e piazze piene. I diritti non sono mai acquisiti per sempre: basta un attimo di distrazione, un cambio di governo o un’ondata di paura collettiva per vederseli sfilare da sotto i piedi. Siate vigili. Sempre.
2. Il vostro corpo appartiene solo a voi
Emma ha iniziato la sua battaglia negli anni ’70, quando l’aborto in Italia era un reato clandestino che uccideva le donne nelle stanze sul retro. Ci ha messo la faccia, rischiando il carcere, perché aveva capito una verità profonda: se una donna non è padrona della propria pancia, non sarà mai padrona di nulla. Non permettete a nessuno — che sia lo Stato, la Chiesa, un partner o il giudizio della società — di farvi sentire in colpa per le vostre scelte riproduttive o personali. L’autodeterminazione è il primo mattone della libertà.
3. Abbiate il coraggio di stare antipatiche
Viviamo in un’epoca che ci vuole costantemente alla ricerca di un “like”, dell’approvazione degli altri. Emma Bonino vi direbbe: mandate al diavolo il consenso facile. Le battaglie più importanti della sua vita sono iniziate nella solitudine più assoluta, tra gli insulti generali. Se sentite che un’ingiustizia sta schiacciando qualcuno, abbiate il coraggio di essere impopolari. La disobbedienza civile — dire “no” a una legge ingiusta e pagarne le conseguenze — è l’atto d’amore più grande che si possa fare per la società.
4. Non chiudetevi nel vostro giardino
Il femminismo di Emma non ha mai avuto confini. Non le importava solo delle donne italiane o europee. Il suo cuore e la sua rabbia erano a Kabul con le ragazze a cui veniva vietato di studiare, erano in Iran con chi si toglieva il velo, erano nei villaggi africani per fermare l’orrore delle mutilazioni genitali. I diritti o sono di tutti o sono privilegi. Non commettete l’errore di pensare che ciò che accade dall’altra parte del mondo non vi riguardi. La sofferenza di una donna, ovunque sia, è una ferita alla vostra stessa libertà.
5. Smettetela di fare le vittime e organizzatevi
Questo è forse l’insegnamento più duro e più utile. Emma non amava i piagnistei. Diceva sempre che lamentarsi non ha mai risolto un problema. Il patriarcato, le discriminazioni sul lavoro, il tetto di cristallo: sono ostacoli reali, giganti. Ma non si abbattono solo con la rabbia, si abbattono con la competenza. Studiate, preparatevi, siate inattaccabili sul piano dei fatti. E soprattutto, fate rete. Trovate le vostre alleate, anche tra chi la pensa diversamente da voi su tutto il resto, e fate squadra.
Il testimone ora è vostro
Emma Bonino ha arato un terreno duro, pieno di sassi, per lasciarvi una terra più fertile. Non vi ha chiesto di essere perfette, vi ha chiesto di essere libere.
Il modo migliore per dirle grazie non è dedicarle una via o una statua, ma guardarsi intorno, individuare la prossima battaglia e cominciarla. Senza chiedere il permesso a nessuno.
