IL RITORNO AL SACRO DELLA NATURA, EDITA DA GIUBILEI REGNANI CON LA PREFAZIONE DI GIORGIA MELONI.
Nella splendida e suggestiva location dell’Agorà Morelli, presso la grande sala riservata agli eventi, tra l’accesso alla Galleria Borbonica con i suoi percorsi di arte e di avventura nelle viscere della città, si è svolta domenica scorsa la manifestazione di presentazione del volume di Nicola Procaccini, dal titolo “L’ECOLOGIA DEI CONSERVATORI” Il ritorno al sacro della natura. Un saggio di grande respiro che l’autore, Parlamentare Europeo del Gruppo dei Conservatori Europei, ha tracciato con estrema lucidità, grande passione e argomentazioni sofisticate ma altrettanto condivisibili e di appassionante lettura.
Il libro si apre con la prefazione di Giorgia Meloni e costituisce una pietra miliare per una interpretazione nuova, autentica e perfettamente aderente del termine” ecologia”, scevro dalle manipolazioni riduttive e di parte cui la sinistra europea, negli ultimi 30 anni, ha inteso tradurre e fagocitare.
Il volume-saggio di Procaccini, pertanto, si delinea come un autentico manifesto politico e culturale della Destra Conservatrice, impegnato a sottrarre i temi dell’ecologia al monopolio storico della sinistra e dell’ambientalismo velleitario.
L’autore parte dalla traduzione originale della parola greca “oikos” da cui deriva il termine ecologia. Oikos nella nostra lingua si traduce in “casa”. Il luogo ove nasce e vive il nucleo familiare. Ove i suoi componenti trovano conforto e protezione sino all’età adulta. E’ questo il motivo per cui i conservatori di ogni parte del mondo identificano la casa con la Patria. L’amore per la propria abitazione, il luogo ove si vive, l’amore per i figli immaginando di tramandare quei valori di riferimento alle nuove generazioni, casa compresa. Questi sono i valori e il significato di Patria e questo l’approccio dei conservatori alla vita e alla società. In una parola, il motivo di fondo che differenzia questi ultimi dalle ideologie progressiste e ambientaliste. Ma non basta: la protezione della vita. Di ogni forma di vita. Umana, animale, vegetale. In uno con la protezione delle radici classiche e cristiane dell’Europa e di gran parte del mondo.
L’autore passa poi a dimostrare gli orrori e gli errori delle politiche “Green” di Bruxelles. Il Grean Deal e la “decrescita felice” voluta fortemente dalle sinistre europee negli ultimi anni, che tanti sconvolgimenti e disastri ha prodotto nel Vecchio Continente e nelle sue popolazioni, a partire dai lavoratori del comparto automobilistico in Italia, Francia e Germania in particolare. Una politica miope e scellerata colpevole di aver creato un vantaggio competitivo e un enorme mercato per le importazioni di automobili cinesi a discapito dell’Europa. Un processo che ha, in pochissimo tempo, polverizzato un settore trainante dell’economia dei Paesi Europei trascinandosi dietro disoccupazione e crisi economiche drammatiche. Tutto questo per un vano e inaudito furore ambientalista che ha perseguito politiche di abbattimento delle emissioni di C02, senza tener conto che proprio i paesi asiatici (Cina in Primis) sono i maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico con proporzioni almeno centuplicate rispetto all’intero continente europeo.
Procaccini si sofferma poi sul pensiero del filosofo britannico e conservatore Roger Scruton che si fonda sulla idea che l’ecologia deve poter imporsi dal basso. Guidata dall’amore degli esseri umani per l’ambiente e il territorio che li circonda. E non certo dalle imposizioni burocratiche e le scelte spesso dannose imposte dalle politiche ambientaliste calate dall’alto. Il volume di Procaccini, riprendendo il pensiero del filosofo conservatore anglosassone, invita a trovare il legame sacro e spirituale con il Creato. La tutela del paesaggio e delle biodiversità deve coincidere con la salvaguardia delle radici identitarie e delle tradizioni delle comunità locali e territoriali.
A differenza dell’ecologismo radicale che spesso interpreta la figura dell’uomo come un parassita del globo terrestre, la visione dei Conservatori Europei propone un modello antropologico e fortemente realistico. Innovazione tecnologica e sviluppo economico non costituiscono una minaccia per la natura, ma devono essere strumenti necessari per la protezione dell’ambiente naturale. Superando, di fatto, lo scontro ideologico contemporaneo per stabilire, senza conflitti inutili e dannosi, le modalità di gestione della crisi climatica globale. Con ciò ponendo le basi per una agenda ecologista condivisa e più efficace, di matrice conservatrice e il più possibile moderna e squisitamente naturista. Approccio indispensabile anche per affrontare la nuova e delicata questione dell’intelligenza artificiale su cui si rende indispensabile, ancora una volta, un approccio molto attento, scevro da furore ideologico, che imperni la delicata materia del controllo dell’IA attraverso la essenziale supervisione scientifica dell’uomo con le sue conoscenze, la sua sensibilità, la sua attenzione illuminata.
All’incontro di presentazione del volume presso l’Agorà Morelli erano presenti numerose autorità e personalità cittadine del mondo della Cultura e della politica, tra i quali l’On. Amedeo Laboccetta, Presidente dell’Associazione Culturale POLO SUD, L’On Luciano Schifone, Presidente del Circolo Culturale “LA CONTEA”, l’avvocato penalista Sergio Cola, L’imprenditore Massimo Vernetti, l’On. Prof. Gerolamo Cangiano, il giornalista ed ex Parlamentare Europeo Ernesto Caccavale, l’avvocato napoletano Antonio Todaro, l’imprenditore Alfredo Catapano dell’ASCOM e molti altri.
La presentazione del volume “l’ecologia dei conservatori” ha visto affiancati all’autore il giornalista napoletano Simone di Meo quale moderatore del dibattito, che si è sviluppato con gli interventi sempre lucidi e illuminati del giornalista Gennaro Sangiuliano ex Ministro della Cultura del Governo Meloni e Capo dell’opposizione di Centro Destra in Consiglio Regionale della Campania, oltre all’ex Deputato Europeo Valentino Grant con i quali si sono affrontate le tematiche sviluppate nel saggio di Nicola Procazzini, apprezzandone linguaggio e contenuti.
In definitiva possiamo dire che si è vissuta una domenica mattina molto interessante, all’insegna della cultura e della buona lettura.
