L’Editorial del Direttore: 

Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Con disappunto, sconcerto e disgusto autentico. Ogni qualvolta accade qualcosa in Italia o all’estero, questioni di natura politica anche internazionale o più semplicemente accadimenti di cronaca italiana che riguardino il mondo degli immigrati o gli extracomunitari in genere, scatta la protesta violenta del mondo variegato della sinistra nostrana. Non poteva sfuggire a questi illustri signori della rivolta prêt-à-porter, per altro nella città di Bologna, l’occasione ghiotta della morte di uno sfortunato immigrato marocchino di 42 anni, che nella tarda mattinata di domenica scorsa, in preda ad una crisi nervosa molto forte che lo aveva spinto ad atteggiamenti inconsulti e violenti contro taluni residenti di un caseggiato di via Italo Svevo, nel quartiere periferico di Pilastro, veniva raggiunto da una pattuglia del 113, prontamente allertata dai residenti del fabbricato residenziale. Costoro lamentavano la presenza di un uomo in preda ad un forte stato di agitazione che stava danneggiando alcune serrande di garage e di negozi del caseggiato. La pattuglia della Polizia di Stato interveniva prontamente con l’ausiio del personale sanitario del 118 con autoambulanza. I 4 sanitari attendevano di intervenire sull’uomo, per verificarne lo stato di evidente agitazione psichica, non appena fossero state completate le procedure di immobilizzazione con manette ai polsi praticate dagli agenti di polizia. In quei pochi e convulsi minuti con il malcapitato Abderrahim Fakir riverso a terra e i poliziotti che tentavano di immobilizzarlo con evidente difficoltà, sotto lo sguardo dei sanitari del 118 pronti ai prestare le cure necessarie per allentare lo stato di agitazione dell’uomo,  si è consumata la tragedia della morte improvvisa dell’immigrato marocchino, normalmente integrato,  che viveva in Italia da oltre 15 anni e conduceva una attività autonoma di servizi logistici sul territorio bolognese.

Questo il fatto di cronaca. Tragico certamente per la morte improvvisa e imprevista di un padre di famiglia.

Incredibile e incomprensibile quanto accaduto subito dopo:

“Richiamate alle armi” le truppe cammellate niente meno che dal Sindaco del PD di Bologna Matteo Lepore, la città rispondeva con una parte di cittadini indignati ma assolutamente tranquilli nel loro modo di manifestare il dissenso, in uno con il cordoglio per l’accadimento,  e l’altra parte della città impegnata esclusivamente a mettere a ferro e fuoco il centro di Bologna con feroci devastazioni ma, soprattutto, con l’impegno principale di attaccare la polizia di Stato e, in genere le forze dell’ordine, ree di aver  “deliberatamente” tolto la vita al povero Abderrahim Fakir.

E’ il solito canovaccio ipocrita della sinistra cosiddetta progressista. Che di progresso civile ha ben poco. Che di civiltà e umanità non sa cosa farsene. Che anche la morte di un povero padre di famiglia prende a pretesto per le sue azioni politiche di “disturbo” contro il Governo e contro gli Organismi Istituzionali come la Polizia di Stato. Pronti come sono ad invocare la loro presenza quando sono in difficoltà, ma altrettanto pronti a demolire l’attaccamento allo Stato delle Forze dell’Ordine e la loro funzione di garanzia della libertà e della sicurezza individuale del cittadino, di tutela dell’Ordine Pubblico e garante delle prerogative democratiche della Nazione. 

Noi abbiamo ancora fiducia nella Magistratura. E confidiamo in una approfondita e imparziale indagine sui fatti di Bologna. Siamo convinti che la stessa autopsia immediatamente disposta dai Magistrati bolognesi possa fugare ogni sospetto e ogni ombra sull’azione di servizio condotta dai poliziotti del 113 e dai sanitari della Croce Rossa, escludendo completamente eventuali responsabilità di questi operatori pubblici.

Confidiamo altresì sulla necessità di indagare sul comportamento del Sindaco di Bologna o di chiunque altro abbia voluto soffiare sul fuoco di un tragico accadimento, mettendo a ferro e fuoco una intera città, così tanto irresponsabilmente. Ma, soprattutto, esclusivamente per finalità politiche fin troppo evidenti e deprecabili dalla maggioranza degli italiani.

Esprimiamo il nostro dolore e il cordoglio per la fine tragica di Abderrahim  Fakir e, nel contempo, rinnoviamo la solidarietà agli oltre 60 poliziotti feriti nel corso degli incidenti seguiti alle manifestazioni organizzate dalla sinistra bolognese, che hanno devastato il centro storico del capoluogo Emiliano.