«Questa lettera – spiega la consigliera indipendente della Regione Campania Marì Muscarà – è una vera e propria provocazione civile. Le parole di Concetta Parente, mamma di Sophie, raccontano in poche righe dieci anni di promesse tradite e di porte chiuse in faccia a chi vive ogni giorno il dolore della malattia rara».
Muscarà rilancia l’appello della madre di Sophie: «In questi dieci anni – aggiunge – la politica regionale ha mostrato una distanza inaccettabile dal mondo della disabilità. La lettera a De Luca, rimasta senza risposta, non è solo un atto di denuncia verso un singolo presidente, ma un atto d’accusa verso un intero sistema che troppo spesso si ricorda di queste famiglie solo nei proclami e mai nella realtà». La consigliera invita chi oggi si prepara a scendere in campo per le Regionali ad ascoltare, prima di tutto, il grido di dolore delle famiglie: «Chi si candida a governare la Campania abbia la faccia tosta di presentarsi davanti a chi non ha mai visto, davanti a chi è stato ignorato. Non basta un programma elettorale: serve un impegno concreto, che parta dal basso, dalle esigenze di chi vive ogni giorno la fatica e la paura. Se il risultato della politica – conclude Muscarà – è l’apatia di fronte al dolore di una bambina come Sophie, allora la politica ha fallito. E come ricorda la stessa lettera: ogni azione, buona o cattiva, genera una conseguenza. Chi oggi volta le spalle a chi soffre, domani non si stupisca se la vita farà lo stesso con lui». Link
