Sorrento, 15/5/ – Sicurezza energetica e stabilità geopolitica priorità strategiche e principali rischi per il futuro della regione. E’ quanto emerge chiaramente dal quadro delineato da imprenditori e business leader dell’area euro‑mediterranea nel corso della quinta edizione del Forum “Verso Sud” organizzato TEHA a Sorrento.
Dai risultati emerge come, al di là della risoluzione dei conflitti in corso, la principale urgenza sia quella di rafforzare l’autonomia energetica nel lungo periodo, indicata da oltre la metà dei partecipanti (53%).
Accanto a questo, viene sottolineata la necessità di una risposta coordinata su più fronti: dalla gestione delle tensioni lungo lo Stretto di Hormuz e delle sue implicazioni per i mercati energetici (37%), agli investimenti incapitale umano e occupazione giovanile(37%), fino all’accelerazione della transizione verde (34%). Rilevante anche il tema del rafforzamento della cooperazione multilaterale(32%), mentre il coordinamento delle politiche migratorie si conferma un ambito di attenzione più circoscritto (21%).
Se sul fronte delle priorità emerge una visione orientata al medio-lungo periodo, sul versante dei rischi prevale invece una forte preoccupazione per le dinamiche più immediate.
In particolare, l’83% dei rispondenti individua nel possibile peggioramento della crisi energetica e nelle interruzioni delle forniture il principale fattore di instabilità economica per l’area euro‑mediterranea.
A questo si affiancano timori legati alla crescente complessità dello scenario internazionale: dalla frammentazione dell’ordine multilaterale (44%) al rischio di un conflitto globale più ampio tra le principali potenze (44%).
Restano inoltre rilevanti le criticità interne alla regione, come l’aumento delle disuguaglianze e dell’instabilità sociale(39%) e la divergenza demografica tra le due sponde del Mediterraneo (28%). Più contenuta, ma comunque presente, la preoccupazione per possibili escalation verso l’uso di armi non convenzionali (17%).
Nel loro complesso, le evidenze raccolte confermano come il Mediterraneo sia oggi al centro di una fase di profonda trasformazione, in cui la capacità di coordinamento tra Paesi, istituzioni e sistema imprenditoriale sarà determinante per garantire stabilità, crescita e competitività nel lungo periodo.
