L’Editoriale del Direttore:
Partiamo dalla fine della lunga battaglia in Val di Susa. Mentre si valutano i danni alle infrastrutture, si fa il conto degli automezzi militari incendiati e dei mezzi di lavoro andati in pezzi, oltre, naturalmente al tragico bollettino dei feriti tra le forze dell’Ordine che, tra gravi e contusi, superano abbondantemente i 120 ricoveri in ospedali della zona, i giovani e meno giovani organizzatori del “festino” violento e programmato scientificamente con tanto di attacchi proditori in stile “guastatori” condotti contro i valichi di accesso ai cantieri di lavoro per la costruenda linea ferroviaria TAV Torino-Lione, trovano il tempo e la sfacciataggine di indire una conferenza stampa nella quale sciorinano le loro ragioni sull’accaduto.
Si proprio così. Le loro ragioni. Le ragioni di tanta violenza, le motivazioni inaudite e intollerabili di un gruppo di esaltati e farabutti che rivendicano con fierezza le loro azioni criminali contro lo Stato e i suoi uomini delle Forze dell’Ordine. Oltre a tanti innocenti operai che in quei cantieri di lavoro operano ogni giorno tra mille difficoltà tecniche, oltre alla paura, sempre incombente, di essere coinvolti in incidenti gravi e improvvisi prodotti dalla follia di questi criminali.
Un migliaio di incappucciati, No TAV e antagonisti e forse anche di più, arrivati da ogni parte d’Italia, dal Belgio, Francia e Germania, giunti in Val di Susa con la scusa di partecipare al Festival Alta Felicità, manifestazione canora che da dieci anni viene riproposta per affermare e rimarcare le lotte cruente contro i cantieri della linea ferroviaria , hanno ben presto deviato la loro attenzione sui cantieri di Chiomonte ove si sono registrati i primi incidenti furiosi con circa 1 milione di danni alle attrezzature ferroviarie e di cantiere.
Erano probabilmente più di un migliaio e armati di tutto punto con la più lucida premeditazione. Lo si può dedurre dal numero così rilevante di manifestanti fermati e identificati dalle forze dell’Ordine, Circa 450 antagonisti di ogni età. Anche non giovanissimi.
Costoro, dopo aver messo a ferro e fuoco i cantieri ferroviari di Chiomonte, con una manovra diversiva particolarmente efficace, da professionisti della guerriglia urbana, hanno deviato tra le montagne raggiungendo Salbertrand, Traduerivi, e San Didero ove hanno devastato tutto ciò che potevano, nonostante il contrasto delle forze di Polizia accorse prontamente. Per limitare i danni, tanto per usare un eufemismo.
Sono più di dieci anni che questa follia si ripete. Puntualmente. D’estate e d’inverno e ogni qual volta costoro ritengono di rinfocolare la loro protesta contro lo Stato. Arrivano furtivi, mischiandosi con i turisti della Valle. Si preparano, si travestono, si armano, si rendono irriconoscibili anche alle telecamere e via, all’attacco dei cantieri. Milioni e milioni di Euro andati in fumo in questi attacchi criminali. E i lavori proseguono, nonostante tutto. Ma a quale costo? E la sicurezza degli operai e degli uomini delle forze dell’ordine non hanno alcun valore?
Per fortuna e per quel che può valere, il Presidente del Consiglio Meloni e il Ministro degli Interni Piantedosi sono prontamente arrivati su in Val di Susa. Verificare sul posto gli effetti degli attacchi terroristici è stato il primo atto doveroso della rapida visita tra le montagne sconvolte dalle violenze degli antagonisti. La visita ai reparti di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza ed Esercito impegnati nel contrasto di queste azioni proditorie e criminali dei soliti noti, il doveroso omaggio dello Stato per il tramite dei rappresentanti del Governo.
Cosa c’è da fare subito dopo? Pensare ad un inasprimento delle pene per chi si macchia di questi miserevoli reati nascondendosi dietro cappucci neri e bombe molotov? Noi non siamo convinti che vada seguita questa strada. Le leggi ci sono. Vanno soltanto applicate. Vanno soprattutto applicate da quel potere dello Stato che risponde al nome di Magistratura. La polizia li arresta anche in flagrante, combattendo molto spesso corpo a corpo con questi gentiluomini. Ma poi ce li ritroviamo di nuovo fuori i cancelli della costruenda ferrovia TAV in Val di Susa o dovunque si stia tendando di ammodernare le infrastrutture di questa Nazione.
Un gioco perverso a “guardie e ladri” dove le guardie fanno sempre e ottimamente il proprio dovere in nome della collettività, e i ladri, resi liberi, sbeffeggiano le guardie che li hanno arrestati, riprendendo a delinquere sotto gli occhi increduli degli uomini in divisa.
Occorre rivolgere un appello accorato a tutte le forze sane del Paese. Alle forze politiche di maggioranza e opposizione per ottenere un unanime atteggiamento di condanna di fatti così gravi, incomprensibili e inaccettabili. Occorre maggiore fermezza e unanime presa di posizione anche nei confronti della Magistratura che troppo spesso si gira dall’altra parte ammiccando ora a questi ora a quelli che devastano le nostre città con una disinvoltura che fa rabbrividire. Non è più tollerabile tacere di fronte a reati di questa natura o, peggio ancora, lasciar correre. Non è più una contrapposizione politica o ideologica tra destra e sinistra. Qui sono in ballo le prerogative democratiche e le libertà individuali dei cittadini italiani. Lasciar correre è da irresponsabili. Per non dire da vigliacchi!
