Anna Lepre, Direttore del Centro Studi di Lepre Group

Un recente studio di Legambiente ci dice che Napoli è la città primatista in Italia per utilizzo dell’auto. Un record tutt’altro che positivo, sottolinea Anna Lepre, Direttore del Centro Studi di Lepre Group.

Quali i danni di un eccessivo rapporto tra i napoletani e l’auto?

Direi innanzitutto quelli legati all’inquinamento ambientale. A Napoli questo problema non si esprime solo in termini di gas tossici, ma anche nel rumore. La città è la terza metropoli mondiale in assoluto per il frastuono legato al traffico automobilistico. E poi c’è una questione specifica, che penalizza ulteriormente la città.

A cosa si riferisce?

Alla sua configurazione urbanistica. Napoli non è una città pianeggiante, ha spazi stretti e si sviluppa in verticale. Poco si adatta a un traffico automobilistico che superi certi standard fisiologici, come purtroppo, invece, accade quasi quotidianamente. Proprio per questo motivo, storicamente a Napoli si è pensato di sviluppare incisivamente il trasporto pubblico. Non solo con autobus o metropolitane, ma anche con le famose funicolari, fin dall’ottocento, come ci ricorda la famosa canzone. I risultati non sono mai stati pari alle attese, perché questo servizio pubblico ha sempre mostrato carenze gestionali e organizzative.

Nell’ultimo anno evidentemente sono aumentate, visto che il traffico automobilistico è aumentato quasi del 40%…

Infatti! E si tratta di un dato inquietante, su cui lavorare per migliorare rapidamente una situazione giunta ormai al limite della tolleranza. 

Pensa che vi siano pesanti responsabilità della Giunta Manfredi?

Sinceramente no. Molti dei problemi della Giunta hanno origine da errori delle passate amministrazioni. Ma è ormai passato un anno dall’insediamento di Manfredi e, francamente, ci saremmo aspettati qualche sia pure piccolo miglioramento che stentiamo a scorgere. La speranza è che l’immissione dei nuovi treni della metropolitana e di diversi nuovi autobus migliori la condizione degli utenti e incentivi una parte degli automobilisti a lasciar perdere il proprio veicolo per sfruttare il servizio pubblico. Ma, al di là dei tempi necessari per il salto di qualità, occorre anche lanciare qualche segnale diverso.

In che senso?

I cantieri devono chiudere alle scadenze fissate. C’è bisogno di controllare l’andamento di queste opere, sanzionando le imprese che ritardano e non hanno valide motivazioni per giustificare la loro condotta. E poi, se si potenzia un servizio, lo si deve fare sul serio e non dev’essere un’operazione di facciata. L’esempio clamorosa è quello della rimozione delle auto in sosta vietata. I mezzi adibiti a tale funzione non si vedevano da anni e molti cittadini speranzosi in un maggiore rispetto delle regole avevano visto con piacere il loro ritorno in azione. Purtroppo è durato qualche settimana, poi sono di nuovo spariti alla vista. Senza spiegazioni. Su questi aspetti, il Sindaco Manfredi dovrebbe dare una scossa ai suoi collaboratori!

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