Gli attacchi hacker che hanno colpito ieri la filiera alimentare in Italia dimostrano che la sicurezza del cibo è una questione di difesa nazionale e mettono in luce i rischi di un sistema di approvvigionamento sempre più concentrato in poche grandi piattaforme logistiche e distributive. È l’allarme lanciato da Coldiretti, che chiede un piano straordinario per proteggere l’intera filiera alimentare, tutelando la salute dei cittadini, il reddito degli agricoltori e la continuità delle forniture.

“Abbiamo visto come bastano pochi attacchi informatici per mettere a rischio la conservazione e la distribuzione degli alimenti. Per anni abbiamo inseguito il mito dell’efficienza, riducendo le scorte al minimo e concentrando la distribuzione in pochi grandi centri, dimenticando che il cibo non è una merce qualsiasi. Non possiamo permettere che la tavola degli italiani dipenda dalla vulnerabilità di pochi nodi informatici e logistici”, denuncia il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo.

In questo scenario, la filiera corta e i mercati contadini di Campagna Amica rappresentano presidi strategici di sicurezza alimentare. “Una rete diffusa sul territorio che collega direttamente produttori e consumatori, garantisce l’accesso al cibo fresco e locale, sostiene il reddito degli agricoltori e riduce la dipendenza dai grandi centri di distribuzione -, spiega il segretario Gesmundo -. È anche in questa direzione che si sviluppa Campagna Amica per la Salute, il progetto che porta i mercati contadini negli ospedali, avvicinando il cibo fresco e di qualità ai luoghi della prevenzione e della cura. Rafforzare questa rete significa rendere il sistema alimentare più resiliente e il Paese meno vulnerabile alle emergenze”.