Dalle “farm” alle reti intelligenti, fino alle certificazioni di provenienza, la filiera del tonno rosso Made in Italy punta su innovazione, origine e lotta alle frodi, con l’obiettivo di accelerare sulla strada della sostenibilità economica e ambientale e collocarsi come eccellenza a livello mondiale. È il tema al centro della due giorni di Cetara, promossa da Coldiretti Pesca, veri e propri Stati generali per un settore che rappresenta una delle punte di diamante della Flotta Italia. Assieme a rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, operatori del settore, ricercatori ed esperti, hanno preso parte ai lavori il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, la responsabile di Coldiretti Pesca, Daniela Borriello, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e il commissario europeo alla Pesca e agli Oceani, Costas Kadis, in collegamento.
Sul fronte dell’origine e della lotta alle frodi si sta concretizzando il progetto delle “farm”, impianti di allevamento in mare in Italia con sistemi più sostenibili, sia dal punto di vista tecnologico sia dal punto di vista ambientale e della filiera. Il progetto si inserisce peraltro nella campagna di trasparenza avviata dal Masaf, che prevede il sigillo di garanzia su ogni esemplare di tonno rosso per certificarne l’origine, valorizzarne la qualità e la salubrità e tutelare il lavoro delle quasi 400 imbarcazioni autorizzate alla cattura dai rischi della concorrenza sleale, tra quelle di maggiori dimensioni (20 a circuizione, 40 palangari e 2 tonnare fisse) e le piccole barche.
Ma l’obiettivo è anche lavorare sull’innovazione. La proposta di Coldiretti Pesca punta a introdurre l’utilizzo di stereocamere già durante il trasferimento dei tonni dalla rete di cattura alla gabbia di trasporto, per effettuare una prima stima del numero di esemplari, della loro lunghezza e del peso complessivo. I dati raccolti, documentati attraverso immagini verificabili, potranno essere confrontati con quelli rilevati durante il successivo ingabbiamento negli impianti di allevamento, consentendo di ricostruire con maggiore precisione ogni fase del percorso del pesce. Una doppia verifica che può rafforzare la fiducia nel sistema dei controlli, tutelare le imprese da contestazioni basate su dati non omogenei e contribuire a una gestione più efficace, trasparente e sostenibile della risorsa ittica.
Al centro dei lavori a Cetara anche il problema delle catture ricorrenti di esemplari sotto la taglia minima. Coldiretti Pesca e BlueChain hanno avviato uno studio tecnico-scientifico nell’ambito del Programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura 2025-2027. Il progetto punta a raccogliere e analizzare dati verificati sulle catture, sulla distribuzione degli esemplari e sulle modalità di pesca, per valutare possibili soluzioni nel rispetto della sostenibilità della risorsa. L’obiettivo è individuare nuove proposte di gestione della risorsa, da sottoporre alle autorità competenti sulla base di evidenze scientifiche, rafforzando al contempo tracciabilità e legalità della filiera.
