Nella Real Basilica di San Giacomo degli Spagnoli, Pontificia Reale Basilica di San Giacomo degli Spagnoli chiesa di Napoli ubicata nel centro storico della città, in piazza Municipio, all’interno del palazzo San Giacomo, la presentazione del libro di Nicola Forte.

A dialogare con l’autore:
Conte Giuseppe De Vargas Machuca, (saluti di benvenuto)

Don Gino Pecoraro, Rettore della Real Basilica di San Giacomo degli Spagnoli

Catello Maresca, Ambasciatore U.N.I.C.A., Magistrato e scrittore

Rosario Bianco, Direttore de L’Espresso napoletano.

Massimiliano Cerrito, Presidente Fondazione Barocco Napoletano.

Francesco Spinosa, Operatore e formazione turistico, vice Presidente FIAVET Campania Basilicata

Ha moderato Sergio Angrisano Giornalista e scrittore

Introduzione e intento dell’opera

Una determinazione risoluta e tenace quella che anima l’importante contributo alla conoscenza della storia della patria napoletana di Nicola Forte nel realizzare “Viaggio nella memoria persa del Regno delle due Sicilie”. La storia i fatti e i fattarielli, D’Amico editore.

L’opera nasce come un’iniziativa coraggiosa, perché propone una rigorosa ricostruzione narrativa, priva di nostalgie, di eventi spesso trascurati o poco conosciuti dagli storici.

Metodo e visione storica

Forte cerca di ristabilire un equilibrio tra fatti documentati e interpretazioni distorte. Nella sezione “La Storia”, riassume sei secoli di vicende segnate da dominazioni straniere, fino alla nascita di una monarchia indipendente.

“I Fatti” e il ruolo di Napoli

La parte dedicata a “I Fatti” raccoglie numerosi esempi di iniziative, opere pubbliche e sviluppi culturali che testimoniano la grandezza di Napoli. La città viene descritta come una vera capitale, anche attraverso citazioni autorevoli come quelle di Charles de Brosses e Gino Doria. Molti di questi eventi sono poco noti, a dimostrazione dell’accurata ricerca dell’autore, basata su numerose fonti.

“I Fattarielli” e la dimensione umana della storia.

Forte introduce una componente originale immedesimandosi nel “Capitan Nicola”, raccogliendo aneddoti borbonici vissuti o tramandati. Questa parte evidenzia come la storia non sia fatta solo di grandi eventi, ma anche di episodi minori e curiosi che la rendono più viva e umana.

Significato complessivo dell’opera

L’opera viene presentata come un viaggio appassionato nel passato, volto a recuperare memorie dimenticate e a correggere giudizi superficiali o distorti.

Conclusione

In chiusura Forte richiama l’insegnamento di Orazio: la verità può essere espressa anche con leggerezza, “ridendo”.