“E’ necessario tornare a una pianificazione di medio-lungo periodo per creare opportunità di crescita e sviluppo. In questo contesto, il Sud Italia è un possibile hub infrastrutturale europeo, capace di favorire gli sbocchi commerciali dei prodotti europei.” Così il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, nel suo intervento alla quinta edizione del Forum “Verso Sud” (15 e 16 maggio, Sorrento) dove e’ stata presentata la nuova edizione del Libro Bianco realizzato da TEHA Group (The European House – Ambrosetti) con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il contributo di imprese e Istituzioni Partner.

Affrontando  il tema dello sviluppo economico e infrastrutturale dell’Italia, con particolare attenzione al Mezzogiorno, al settore agricolo e alle conseguenze delle tensioni geopolitiche internazionali, il presidente di Coldiretti Prandini ha attribuito grande importanza allo sviluppo del trasporto marittimo, al potenziamento dei retroporti e al collegamento con il trasporto ferroviario.

Queste  misure – ha rilevato Prandini  – potrebbero portare le esportazioni italiane a raggiungere i 100 miliardi entro il 2030, rispetto agli attuali 72,4 miliardi.

Effetti della crisi geopolitica e del blocco di Hormuz

Relativamente  agli effetti della crisi geopolitica e del blocco di Hormuz, Prandini ha evidenziato nel suo intervento le conseguenze economiche delle tensioni internazionali, dei dazi e del blocco dello Stretto di Hormuz.

Tra gli effetti ha segnalato:

* aumento dei costi aziendali nella filiera agricola di circa 200 euro per ettaro;

* incremento del 100% del costo dei fertilizzanti rispetto all’anno precedente;

* aumento del 70% del costo del gasolio utilizzato nelle imprese agricole.

“Questi rincari – ha denunciato – ricadono sull’intera filiera agroalimentare e sui consumatori.

Critica alla delocalizzazione produttiva

Nel suo intervento il presidente Coldiretti ha  criticato alcune scelte europee che avrebbero favorito la delocalizzazione di comparti produttivi.

“Il contesto geopolitico dimostra invece l’importanza di mantenere e difendere le produzioni strategiche nazionali”- ha detto, descrivendo Agricoltura e agroalimentare non solo come settori economici, ma anche come strumenti fondamentali per garantire la produzione di cibo e la stabilità sociale.

Difficoltà delle imprese agricole

“Le aziende agricole sono in difficoltà a causa dell’aumento dei costi energetici e logistici, senza che tali aumenti siano compensati da un adeguato incremento dei prezzi riconosciuti agli imprenditori agricoli – ha denunciato il presidente di Coldiretti Prandini, evidenziando che i prezzi di vendita risultano infatti ancora fermi ai livelli di sei o sette mesi fa, quando i costi di trasporto, fertilizzanti e carburanti erano inferiori.

Energia e nucleare di nuova generazione

Il settore energetico è stato definito dal presidente di Coldiretti, pertanto, centrale per la competitività del Paese e per la crescita di tutti i comparti produttivi.

Nel suo intervento ha sostenuto  la necessità di passare “dalle parole ai fatti” attraverso:

* sviluppo delle energie rinnovabili,

* introduzione del nucleare di nuova generazione.

Secondo il presidente della Coldiretti Prandini, senza questi interventi l’Italia continuerà ad avere costi energetici più elevati rispetto ad altri Paesi.

Agricoltura ed energia rinnovabile

Prandini ha quindi considerato l’agricoltura, quindi, strategica anche per lo sviluppo dell’autonomia energetica, citando tra le soluzioni possibili in tal senso impianti a biogas, impianti a biometano e fotovoltaico sulle coperture, ma sottolineando, la necessità di coinvolgere direttamente gli imprenditori agricoli nelle scelte e negli investimenti legati alla transizione energetica da sostenere con un maggiore e più equo utilizzo delle risorse europee da parte dell’Europa per tutti gli Stati membri.

“L’impegno di Coldiretti continua nel cercare di garantire da un lato icittadini, ma anche nel dare prospettive di futuro al lavoro dei nostri imprenditori.” – ha rilevato altresì nel suo intervento a “Verso Sud” il presidente di Coldiretti, Prandini, evidenziando la necessità di tornare a una pianificazione di medio-lungo periodo per creare opportunità di crescita e sviluppo. “In questo contesto, il Sud Italia – ha indicato – è un possibile hub infrastrutturale europeo, capace di favorire gli sbocchi commerciali dei prodotti europei.”

“Siamo in una fase -ha detto il Presidente di Coldiretti, Prandini – sulla quale dobbiamo continuare a lavorare per dare certezza al lavoro dei nostri agricoltori con  contratti pluriennali, contratti che danno una stabilità in termini di possibili investimenti, mettendo al centro la corretta redditualità del lavoro delle nostre imprese, dei nostri imprenditori.”

“Senza una corretta redditualità – ha specificato Prandini -noi rischiamo di avere delle forme di contrazione in termini di sviluppo e crescita dell’intero sistema agroalimentare. Non potremo colmare quello che noi non facciamo aumentando le importazioni provenienti da altri paesi, perché questo significa annientare quella che è l’identità che il cibo italiano ha e che soprattutto viene garantita in termini di certificazione e viene sempre più richiesta e da parte dei cittadini e dei consumatori di tutto il mondo.”

“Allora, sotto questo punto di vista,invece, – ha ribadito il presidente di Coldiretti, Prandini – grazie alla battaglia che Coldiretti sta attuando legata alla cancellazione del codice doganale sull’ultima trasformazione, noi potremo liberare più di 20 miliardi in più in termini di valore per illavoro delle nostre imprese.”