L’EDITORIALE DEL DIRETTORE:

Chi scrive è reduce da una lunga vacanza nelle capitali e città d’arte europee. Vacanza necessaria per “ricaricare le pile”, alla ricerca di riposo, soprattutto mentale e per fuggire, solo per qualche giorno purtroppo, dalla monotonia di un panorama politico e dell’informazione ingessato e sempre uguale. Monotono e stucchevole.  Ove la fa da padrone la polemica sterile di buona parte della politica italiana incaponita nel tracciare un quadro apocalittico delle scelte governative e a criticarne, con poca efficacia, ma con serietà e determinazione disarmante, ogni provvedimento, ogni scelta politica su qualsivoglia argomento in discussione. A questo atteggiamento ormai reso insopportabile dai battibecchi che irrimediabilmente ne derivano tra rappresentanti dell’uno e l’altro schieramento, svetta l’altro aspetto altrettanto insopportabile della cronaca estenuante e ripetuta sul giallo di Garlasco e sulle “azioni” temporaneamente in rialzo o in picchiata dei due contendenti, Andrea  Sempio e Alberto Stasi.  Una sorta di telecronaca minuto per minuto mandata in onda a ripetizione da telegiornali e trasmissioni di approfondimento delle maggiori reti televisive italiane, pubbliche e private, pronte a stanare ogni particolare, ogni dichiarazione di giudici o avvocati, familiari dei protagonisti, amici o conoscenti pronti a “buttar dentro la disputa” nuovi elementi, nuovi particolari dimenticati, o per meglio dire omessi, forse di proposito, in questa brutta storia di giustizia malata e, con molta probabilità, negata, almeno nei confronti di Alberto Stasi che, sin ora, ha vissuto da “galeotto” nelle patrie galere per  oltre 10 anni e per di più, sembrerebbe, da innocente. 

Una storia triste e a tratti inverosimile che dovrebbe piuttosto far riflettere e non poco sulla realtà cruda e disarmante della giustizia in Italia, sui suoi tempi, le sue certezze azzoppate, i suoi rappresentanti sempre più intoccabili e inavvicinabili, autoreferenziali, supponenti e troppo spesso inadeguati.

Neanche questi esempi fin troppo eloquenti hanno fatto “schiarire” la mente degli elettori italiani in occasione del recente Referendum sulla giustizia. Privilegiando la voglia di colpire il Governo, come la storia dei Referendum ci insegna, piuttosto che ragionare liberamente sulla necessità di “correggere” per strada talune anomalie della Giustizia e provare a riformare un comparto della Pubblica Amministrazione che fa acqua da tutte le parti. Ma ormai non val la pena neppure di parlarne. E speriamo in un futuro migliore, malgrado tutto.

Una vacanza, dicevo, davvero necessaria per disintossicarsi da queste scorie. O almeno evitare per qualche giorno di caricare l’organismo di ulteriori veleni offerti sfusi e a pacchetti attraverso la visione delle trasmissioni televisive o dai telegiornali di ogni rete.

Ma le vacanze finiscono e, piaccia o meno, si ritorna a seguire la televisione e tutto appare terribilmente imbalsamato:  Renzi accusa in Senato, in una seduta ripresa dalla TV, la Presidente del Consiglio Meloni che non va mai a fare la spesa e, pertanto, non può comprendere il disagio dell’aumento dei prezzi per le massaie nostrane. Poi afferma che la sanità italiana è allo stremo, per colpa dell’aumento delle spese per armamenti e tanti altri particolari detti e ridetti, gridati e annunciati, falsi completamente o artificiosamente manipolati da uno stratega della comunicazione taroccata e ipocrita. La Meloni risponde che al supermercato ci va spesso e riceve il loco solo attenzioni e gratificazione da quelle massaie che, al contrario, le chiedono di andare avanti perché la strada imbroccata dal governo è quella giusta per il nostro Paese. Poi aggiunge che l’aumento delle spese militari è stato frutto di una decisione dell’Unione Europea in forza dei nuovi scenari internazionali e che comunque, sin ora, l’Italia non ha investito neppure un Euro in questa direzione. Pertanto la supposta crisi della Sanità italiana, ammesso che ci sia davvero, non è ascrivibile a finanziamenti mancati o trasferiti sugli armamenti. La Presidente del Consiglio terminava la sua replica al Senatore Renzi, ricordandogli che il comparto della sanità pubblica ha goduto di finanziamenti di anno in anno sempre più cospicui nel corso di questo triennio di Esecutivo di Centro Destra, raggiungendo il record storico di 142,9 miliardi di Euro (+2,4 miliardi rispetto alla Legge di Bilancio dell’anno 2025).

Ebbene, tra verità e falsità, o se volete fake News  e informazione corretta si consuma lo scontro politico in Italia. Raggiungendo forme a dir poco ridicole e insopportabili. Rendendo la politica italiana un guazzabuglio inestricabile. Ove la verità va cercata approfondendo gli argomenti e utilizzando fonti autorevoli e indipendenti. E, a proposito di queste fonti poco inclini a deformazioni o interpretazioni arbitrarie e di parte, potremmo concludere la nostra riflessione analizzando un dato reso pubblico solo 24 ore or sono.

Si tratta dell’ultimo report dell’Agenzia internazionale Standard and Poor’s con il quale si è certificato il giudizio sullo stato dell’economia italiana. L’Ente certificatore ha mantenuto invariato la propria valutazione tecnico-economica attestandosi sulla triplice B (BBB +) e migliorando anche l’out look in positivo (da Gennaio 2026 a Maggio 2026). Tradotto in parole molto semplici, potremmo dire senza timore di smentite, che il nostro Paese in termini assoluti in campo economico-finanziario marcia molto spedito e in acque assai tranquille.  Nonostante la crisi internazionale morda tutti i paesi del globo e in maniera traumatica a causa di tre guerre alle porte di casa, cruente e pericolose oltre che durature e sanguinose. Elementi assolutamente non trascurabili che, per nostra fortuna e per le scelte politico economiche del nostro Governo, in uno con la stabilità del governo stesso, delineano una situazione molto positiva che si riverbera anche in campo internazionale nella analisi finanziaria indipendente degli Enti di certificazione più qualificati a livello mondiale. 

Sono questi i dati incontrovertibili che dobbiamo prendere in considerazione se intendiamo davvero approfondire la natura delle tensioni a livello politico che portano a sminuire, se non a confutare a vanvera i risultati delle politiche governative. E d’altra parte suggeriamo ai nostri lettori una riflessione veloce e lapalissiana: ma chi si inventerebbe valutazioni così positive per la nostra economia se davvero fossero “smistati” i finanziamenti per la Sanità Pubblica per comperare cannoni e munizioni?  E il famoso carrello della spesa che il buon Renzi si lamenta che costa sempre di più, attribuendo la responsabilità esclusiva alle scelte economiche del Governo Meloni, non è forse determinato da un fattore incontrovertibile e si spera limitato nel tempo dettato dall’aumento dei costi del petrolio causati dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e, più in generale, dai conflitti che insanguinano il medio oriente? E non è forse vero che questa situazione stia creando seri grattacapi a tutti i paesi del globo alle prese con le medesime difficoltà di aumento dei costi del petrolio e dei suoi derivati? E non è altrettanto vero che il Governo Italiano stia lavorando alacremente da oltre due anni per individuare nuovi mercati di approvvigionamento di gas e petrolio e superare con meno fatica e preoccupazioni questi stress energetici dettati da fattori esterni e imprevisti come lo scoppio di tre pericolosi conflitti? 

E allora, lettori cari, forza e coraggio. Ricordiamo sempre che gli italiani hanno dato il meglio di se quando le condizioni richiedevano un impegno più robusto e determinato. Siamo certamente nelle condizioni di valutare il vero dal falso. Di comprendere i giochetti verbali velenosi e ipocriti dei soliti maestri di menzogne dello schieramento progressista, interessati solo a screditare il nostro Paese per meri interessi di parte.

E andiamo avanti con fiducia. L’Italia non può più tornare indietro!