Non sarà tutto oro quello che il Napoli ha fatto al Maradona asfaltando l’ Inter reduce da sette vittorie consecutive ma vivaddio si è vinto giocando il calcio che Conte predilige: massima attenzione difensiva con un centrocampo pronto a aiutare i difensori e transizioni veloci e pericolose. Sento di poter dire che se in campo è stata la vittoria di Conte il successo contro i neroazzurri è anche quello di De Laurentiis che ha scosso un intero ambiente con parole decise, confermando l’ unità di intenti e la fiducia al tecnico.
I risultati si sono visti in campo al di là della vittoria finale. Squadra concentrata, giocatori che sono sembrati un blocco unico e si sona mossi come legati tutti da una corda che ha impedito le voragini che si erano intraviste a Torino e che in Olanda erano diventati degli abissi tra i vari reparti.
La lettura preventiva della gara fatta da Conte è stata perfetta e l’ idea di Neres finto nueve, da troppi esperti ritenuta un azzardo, si è rivelata una delle mosse vincenti al pari della capacità del gruppo di non dare campo e spazio alle discese degli esterni neroazzurri tenendo Chalanoglou lontano dalla possibilità di trovare la luce per la profondità delle punte Lautaro e Bonny quasi sempre dominati da un Juan Jesus perfetto e un Buongiorno che pian piano sta tornando il mastino dei tempi migliori.la chiave vincente però è stato un centrocampo ordinato e sontuoso con un Mctominay disposto al sacrificio quando in campo c’era De Bruyne per consentirgli di cucire il gioco e che all’ uscita del belga, che aveva comunque sparigliato la partita con un rigore pesantissimo e che gli è costato l’ infortunio, si è impossessato,con un Anguissa dominante, della zona decisiva di campo per cambiare l’ inerzia della gara che nel primo tempo era stata quasi sempre in mano ai neroazzurri invano protesi a fare male a Milinkovic questa volta aiutato anche da quella fortuna che a Eindhoven era mancata soprattutto per la mancanza di grinta della squadra. La scossa c’è stata e s’è vista. I vecchi hanno fatto blocco ed i nuovi mandati in campo a difendere il vantaggio lo hanno fatto con grinta e anche con rabbia qualcuno. Se è tornato il Napoli di Conte, pronto al sacrificio fino all’ ultimo secondo di gara, lo sapremo martedì a Lecce. Gara insidiosa e da non sottovalutare. Contro le grandi è facile prepararsi mentalmente alla prestazione importante, contro le piccole le difficoltà e i pericoli sono proprio nella possibilità di sottovalutare l’ impegno. Conte da leccese purosangue già sa l’ ambientino che troverà… Vedremo che cosa s’inventera’ per una squadra che s’è ripresa la testa della classifica dopo sette giorni di inferno e i de profundis che molti soloni già prevedevano.