L’Editoriale:
Amici cari, purtroppo il guaio del nostro tempo è che la Storia non la si insegna più ai giovani. Le nuove generazioni pensano che il mondo parta dal Millenium bug e tutto ciò che è avvenuto prima appartiene alla preistoria. Basta pensare a come molti giovani italiani, con infarinatura sinistroide, hanno svenduto e sputato sul tricolore per preferire e sventolare fieri il vessillo palestinese. La storia millenaria dell’ISLAM ci insegna, tanto ieri quanto oggi, che non è cambiato nulla, solo le modalità con le quali si fanno le guerre e le invasioni cosiddette ibride. La volontà di islamizzare il mondo, come la stessa velleità russofona di rendere il pianeta un grande Soviet, dopo aver ‘gasato’ a prezzi stracciati il globo, con a capo lo zar di tutte le terre emerse Vladimir Putin, sono solo un esempio di quanto la Storia oggi venga trascurata ad hoc per permette alle nuove generazioni di non reagire, di non pensare, di non capire.
Il problema serio è però che se noi oggi non riusciamo a salvaguardare la nostra tradizione, la nostra identità di Italiani, come potremmo mai pretendere di leggere e capire fatti e circostanze che avvengono attorno a noi? La Storia, da maestra di vita, è sparita persino dalle scuole, e la ragione l’abbiamo abbondantemente enunciata: la gente non deve capire, non deve ricollegare, non deve farsi domande. Stiamo tornando alla Chiesa del Medioevo, che oggi però si chiama globalizzazione geopolitica.