Tra 3 giorni, la 62a Conferenza di Monaco sulla sicurezza (MSC) fornirà dal 13 al 15 febbraio 2026 prossimo la piattaforma per una tre giorni di intensi dibattiti sulle sfide e più urgenti in materia di sicurezza a livello mondiale.

 Spunto di Essere conversazione sarà il nuovo Munich Security Index 2026 (Rapporto sulla sicurezza di Monaco) presentato oggi presso la Rappresentanza dello cStato Libero di Baviera a Berlino, riunendo  oltre 100 alti funzionari della politica, del settore privato, del corpo diplomatico, dei media e della comunità dei think tank berlinesi in un panel di alto livello moderato da Gordon Repinski di POLITICO.

Indagine annuale sui paesi del G7 e dei “BICS” (BRICS esclusa la Russia) con un progetto congiunto di MSC e Kekst CNC, il Munich Security Index (MSI) 2026 rivela una crescente crisi di fiducia nella governance democratica nei paesi del G7, un affievolimento della fiducia nella capacità dei governi di plasmare un futuro migliore e l’affermazione di una “politica del demolitore”.

Rileva che il mondo è entrato in un periodo più incline alla politica demolitrice, all’ordine del giorno, piuttosto che a riforme attente e correzioni politiche,  In prima linea tra coloro che promettono di liberare i propri paesi dai vincoli dell’ordine esistente e di ricostruire nazioni più forti e prospere c’è l’attuale amministrazione statunitense. Di conseguenza, a più di 80 anni dall’inizio della costruzione, l’ordine internazionale post-1945 guidato dagli Stati Uniti sembra ora essere in rovina. Nei capitoli del rapporto di quest’anno, gli autori si concentrano su diverse regioni e ambiti politici in cui la rinuncia dell’amministrazione statunitense agli elementi fondamentali dell’ordine esistente sta lasciando un segno particolarmente forte, sottolineando la portata della sfida e la necessità  di sforzi concertati per ridurre la diffusa dipendenza dalla leadership di Washington.

Conferenza sulla sicurezza di Monaco 2026: i leader chiave si riuniscono in un momento di eccezionale urgenza

La Conferenza sulla sicurezza di Monaco 2026  si terrà in un momento di eccezionale urgenza con l’attuale panorama della sicurezza caratterizzato da crisi sovrapposte, crescenti tensioni geopolitiche e profondi cambiamenti sistemici a cui la MSC 2026 intende offrire ancora una volta una piattaforma senza pari per affrontare queste sfide e promuovere stabilità e cooperazione.

Sulla base di questa missione, l’MSC 2026 riunirà oltre 1.000 partecipanti confermati provenienti da oltre 115 paesi, tra cui circa 60 capi di Stato e di governo. In particolare, ben oltre due terzi di tutti i capi di Stato e di governo europei hanno già confermato la loro partecipazione, a sottolineare il ruolo centrale della conferenza nel plasmare il dialogo strategico europeo, mentre è lietamente attesa la delegazione statunitense più numerosa di sempre, composta da oltre un quarto del Senato degli Stati Uniti.

Saranno inoltre presenti oltre 50 leader di organizzazioni internazionali, un numero mai visto prima, tra cui i vertici dell’UE, della NATO, dell’ASEAN, dell’OSCE della Banca Mondiale, dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e di numerose agenzie delle Nazioni Unite

Presentato per la prima volta nel 2021, il Munich Security Index 2026 (Rapporto sulla sicurezza di Monaco) cattura in modo completo la percezione di un’ampia gamma di rischi, consentendo confronti tra le percezioni del rischio nel tempo, tra paesi e tra diversi rischi. Nell’ultima indagine, condotta a novembre 2025, gli intervistati di quasi tutti i paesi del G7 e dei “BICS” (BRICS esclusa la Russia), ad eccezione di Giappone e Cina, considerano gli Stati Uniti un rischio maggiore rispetto all’anno precedente.

La quota di intervistati che percepisce gli eventi meteorologici estremi e i cambiamenti climatici come rischi imminenti per il proprio Paese è in calo nei Paesi del G7 e nei Paesi “BICS” dalla prima edizione dell’MSI nel 2021, raggiungendo un nuovo minimo nel 2025. Ciononostante, gli intervistati nei Paesi BICS continuano a classificare i rischi ambientali come i principali rischi per il proprio Paese, un andamento invariato dal 2021.

 Alla prossima 62a edizione dell’MSC, parteciperà una nuova coorte di Munich Young Leaders (MYL). Il programma riunisce circa 25 giovani decision maker ed esperti di spicco provenienti da istituzioni governative, parlamenti, think tank, media e settore privato provenienti dalla Germania, da selezionati Stati membri e partner della NATO, nonché da Stati di importanza strategica nella regione Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa.

Altrettanto  per rafforzare la diversità delle voci nella politica estera e di sicurezza, sarà ampliata la rete del  MSC Women Parliamentarians Program (WPP) con la quarta coorte WPP. Il programma riunisce parlamentari donne provenienti da tutto il mondo per rafforzare il loro ruolo nella politica estera, di sicurezza e di sviluppo.

Attraverso la partecipazione a eventi MSC selezionati e all’incontro annuale del WPP i partecipanti interagiscono con i leader internazionali della rete MSC. Il programma crea uno spazio in cui possono entrare in contatto oltre i confini, le regioni e le affiliazioni politiche, e generare insieme nuove idee e approcci politici. La coorte di quest’anno include, tra gli altri, parlamentari provenienti da Kenya, Namibia, Singapore, Francia, Argentina ed Ecuador.