Comunque vada e dovunque vada Aurelio De Laurentiis resta sempre non al centro della scena ma al dì sopra e da attore protagonista. È stato così anche al Gran Galà del calcio tenutosi a Milano dove il presidente del Napoli, unitamente a Conte e ai giocatori, in primis Mctominay, è stato premiato per lo scudetto vinto nella scorsa stagione. E De Laurentiis nel suo intervento ha rilanciato la candidatura bis del Napoli anche per la corrente stagione, senza troppi giri di parole.
” Abbiamo una squadra più forte di quella della scorsa stagione e sono state drammatizzate troppo le situazioni seguite a dei momenti in cui qualche risultato è mancato” . Seguite al tweet inviato dopo la vittoria di Roma le parole del presidente sono un chiaro “avvertimento” alle rivali degli azzurri che, forse, troppo presto,anche per voce e scritti di molti media-men televisivi e quotidiani avevano già decretato il ” de profundis” per Conte e la sua truppa.
Lo stesso allenatore, a conferma delle parole del presidente ha rafforzato il concetto .
” Cercheremo di difendere al meglio lo scudetto vinto sapendo che sarà molto difficile perché ci sono tante squadre attrezzate in grado di vincerlo”.
Un primato da difendere ma non solo il primato in condominio con il Milan di Allegri. Il Napoli con la vittoria ritrovata in trasferta ritrova anche quella che per Conte è il marchio che deve distinguere le sue squadre: la voglia quasi ossessionata di vincere. E a Roma la squadra doveva vincere e ha vinto. Non senza difficoltà ma con il pragmatismo di chi, senza voler stupire, ha dimostrato una superiorità tattica, tecnica e pure atletica. In poche parole una concretezza che non è figlia del contropiede, come molti denigratori di Conte vogliono fare passare per “vecchio” il suo calcio,ma di uno studio profondo del gioco e dell’ avversario ma soprattutto delle capacità dei suoi “guerrieri” per metterli sempre nelle condizioni ideali di vincere le loro battaglie sul campo.
Una concretezza che, come si è visto a Roma, non è un oltraggio allo spettacolo, al calcio,anzi ne è la sua esaltazione e lo spot migliore per uno sport che in sé racchiude forza, velocità resistenza dal punto di vista atletico e pazienza, strategia, carattere da l punto di vista tattico.
Anche sul piano del mercato, messo in discussione da soloni anche napoletani e definito “fallimentare” da molti gufi al di là del Tevere, Conte sta togliendosi qualche soddisfazione. Aveva chiarito che non avendo acquistato top player da oltre 60/70 milioni, i nuovi arrivati, tanti buoni giocatori provenienti da club inseriti in diverse realtà dovevano ambientarsi e adeguarsi alle esigenze di un club importante e con un progetto di ulteriore crescita.
I fatti, pian piano, nel rispetto di modi e tempi cominciano a dargli ragione. Quelli che per molti sembravano dei “pipponi” perché sottoutilizzati o messi da parte si stanno rivelando risorse importanti in un momento in cui per gli infortuni le difficoltà sono oggettive e soprattutto sotto gli occhi di tutte le persone di buon senso. E procediamo con ordine partendo da Beukema e Noa Lang per continuare con Milinkoviic Savic che, riserva o titolare, è portiere da grande squadra. Elmas non fa stropicciare gli occhi ma è sempre presente quando lo mandi in campo e Gutierrez, per quel poco che s’è visto sembra in grado di recitare come Zuniga e Ghoulam un ruolo di terzino volante.Su De Bruyne c’è bisogno di soffermarsi per quello che stava iniziando a dare in termini di qualità tecniche e pure di sacrificio? Hojlund sta iniziando ad essere Il Lukaku.2 facendo a sportellate con gli avversari e mandando in rete i compagnie aprendo spazi enormi alle due frecce azzurre. Restano Lucca e Marianucci. L’ ex Udinese ha sofferto e sta soffrendo più degli altri il passaggio da un tipo di gioco, ad Udine era l’ uomo da cercare, ad un altro dove deve diventare uno degli undici in grado di aiutare i compagni oltre a puntare al gol. Con la sua stazza e anche un po’ di timidezza nell’ approccio con la squadra non ha finora dato quello che, a nostro avviso, può dare con un fisico “bestiale”. Marianucci è difensore di qualità e di sicura prospettiva. Le sue partite nell’ Under 21 sono una garanzia e chissà che contro il Cagliari, in Coppa Italia, non vada in campo dall’ inizio. Dei vecchi più in discussione, vuoi per condizioni atletiche vuoi per qualità e grinta che vogliamo dire? Spinazzola, prima dell’ infortunio, ha giocato partite degne del 2021 europeo, Olivera e Juan Jesus hanno confermato la serietà e l’ affidabilità ogni volta che Conte gli ha utilizzati,Raahmani e Politano di essere una presenza imprescindibile in certe gare. Lobotka, Anguissa, Buongiorno colonne sulle quali la società farà bene a rinnovare quanto prima il contratto così come a Neres, finalmente anche sorridente ora che Conte gli ha aperto la “gabbia” per farlo correre là dove lo porta l’ istinto da goleador. In ultimo due parole sul capitano Di Lorenzo.Ha sofferto e si vedeva, le tre stagioni tirate al massimo senza riposo. Non ha mai protestato ad alta voce lamentandosi per gli “straordinari” fatti. È ritornato sui suoi livelli dando l’ esempio. È un Napoli che, dopo Bologna, De Laurentiis e Conte hanno saputo risollevare e rigenerare più nello spirito e nella testa che nelle gambe. Anche se il lavoro di Conte non finisce qui. Perché la capolista non può abdicare dal suo ruolo e la gente di Napoli chiede vittorie sempre più numerose e nette. Già da domenica contro la Juventus dell’ ex Spalletti. E sarà un bel vedere sulle panchine lo spettacolo tra gli allenatori che hanno portato a Napoli due scudetti nelle ultime tre stagioni. Il vero vincitore, però, va detto, è sempre lui. Aurelio De Laurentiis, romano un po’ torrese e un po’ irpino…mix giusto per capire da due stagioni in qua Napoli, il Napoli e i napoletani. Va bene così.Il fuoco latente del Vesuvio forse ha colpito anche lui con Conte. Sognare la quinta esplosione nunn’e’ peccato!
