Il giorno 12 dicembre alle ore 9.00 presso il Complesso di Santa Patrizia dell’Università “Luigi Vanvitelli” di Napoli, sara’ inaugurata la targa commemorativa della memoria storica di Santa Patrizia, da 400 anni compatrona della città di Napoli, per la valorizzazione del Complesso di Santa Patrizia come patrimonio culturale storico-artistico-architettonico materiale ed immateriale. 

Il progetto nasce dall’iniziativa della dott.ssa Francesca Barrella, presidente APS Cur’Arti (ideatrice del Progetto Cur’Arti: “Rete fra Aziende Ospedaliere ed Istituti e Luoghi di Cultura per l’Inclusione, l’Accessibilità e la Prescrizione di Arteterapia’). “Il culto di Santa Patrizia – commenta la d.ssa Barrella – da più di 1000 anni è ancora vivo e radicato nella profonda spiritualità della nostra terra e rappresenta un ponte di interculturalità interreligiosa fra la Chiesa Ortodossa e Chiesa Cattolica a Napoli. La targa commemorativa ha un importante valore simbolico poichè restituisce sacralità e spiritualità al luogo che un tempo fu Chiesa di San Nicandro e Marciano poi Monastero di Santa Patrizia, sede del culto della Santa, dove per più di 1000 anni sono state custodite le sue spoglie fino alla loro traslazione presso il Monastero di San Gregorio Armeno”.

Presiederanno all’evento: il Rettore della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “Luigi Vanvitelli” di Napoli, prof. Gianfranco Nicoletti, il direttore dell’Istituto di Anatomia Patologica prof. Renato Franco, che hanno accolto con entusiasmo il progetto.

Santa Patrizia compatrona della città di Napoli con San Gennaro, rappresenta la più alta testimonianza partenopea di comunione fra la spiritualità cristiana orientale e occidentale. Nobildonna bizantina, nata intorno alla fine del VII secolo, dalla famiglia imperiale di Costantino II, rinunciò alla vita di corte e le ricchezze per dedicarsi a Dio. In fuga da Costantinopoli, naufragò a Napoli fondando la comunità delle Vergini di Cristo, con la sua nutrice Aglaia. È venerata santa sia dalla Chiesa cattolica che ortodossa nonostante la divisione scismatica del 1054.

All’indomani dell’Unità d’Italia, con la soppressione degli ordini religiosi, il Complesso del Monastero di Santa Patrizia fu ceduto all’Università. Nel Monastero di San Gregorio Armeno furono traslate le spoglie della Santa e il prezioso reliquario, mentre i prestigiosi dipinti della Chiesa di Santa Patrizia come le opere del Santafede e il tabernacolo del Sanfelice, furono distribuiti in diversi musei, tra cui il Museo Diocesano.

Attualmente l’aula magna della Scuola di Medicina e Chirurgia è ubicata all’interno della suddetta chiesa e il prof. Renato Franco si e’ attivato per il ripristino dei restanti beni culturali del complesso in attesa di essere recuperati e restaurati, come la biblioteca dell’Anatomia Patologica che risiede nella volta della chiesa.

All’evento parteciperanno: la Madre Superiore del Monastero di San Gregorio Armeno, Suor Giovanna De Gregorio delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia, del culto di Santa Patrizia e custodi delle spoglie della Santa; la prof. Gea Palumbo fondatrice di “Lectrices in fabula” per una performance in prosa; i giovani de La Scintilla Onlus ed i ragazzi dell’Istituto Professionale Alberghiero ISIS “Elena di Savoia-Diaz” che offriranno un contributo culinario a base di pastiera napoletana, dolce legato alla tradizione culturale delle monache del Monastero di San Gregorio Armeno. Indirizzo: Complesso di Santa Patrizia dell’Università “Luigi Vanvitelli” di Napoli. Via Luciano Armanni 5