Il Parco Archeologico di Ercolano ha aderito alle Giornate Europee del Patrimonio (GEP, European Heritage Days), la più grande manifestazione culturale d’Europa, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l’Italia dal Ministero della Cultura, in programma il 26 e 27 settembre 2026, dedicata quest’anno al tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”. Con l’iniziativa diurna “Resistere al tempo. La scrittura a Ercolano” il Parco Archeologico di Ercolano ha proposto attività didattico-culturali relative alle fonti scritte — tavolette cerate, papiri carbonizzati, graffiti e iscrizioni monumentali e parietali — tra conoscenza e conservazione, con la partecipazione del “Gruppo Storico Oplontino”, che ha allestito un banchetto didattico di strumenti scrittori e offerto una breve scena teatralizzata sul loro uso. Ha partecipato alle GEP del Parco la Prof.ssa Maria Vittoria Bramante, giurista, antichista e storica del diritto (UniPegaso), che ha presentato l’instrumentum scriptorium ercolanese a contenuto giuridico. Tavolette cerate, papiri carbonizzati, graffiti e iscrizioni sono beni culturali apparentemente inerti: sono vivide testimonianze capaci di raccontare aspetti della vita
quotidiana. Un approccio multidisciplinare alla conservazione ha costituito il cuore dell’iniziativa orientata alla transdisciplinarità. Per l’occasione, le figure professionali interne del Parco – un archeologo, un restauratore e un architetto – hanno guidato i visitatori direttamente nei contesti di scavo che hanno restituito ‘scritture’. La vera chiave di volta dell’evento è stata la sinergia strategica tra la tutela sul campo e la divulgazione scientifico-accademica. La Prof.ssa Maria Vittoria Bramante spiega: “I supporti scrittori da Ercolano antica – frequentemente rappresentati nelle pitture parietali delle città vesuviane – si differenziavano tra loro per materiale e dimensioni e in ragione della funzione, vale a dire per le modalità con cui erano assemblate e scritte, utilizzate e custodite. Il pugillaris era un polittico, composto da più tabulae, tenute insieme, a mo’ di libro, da un legaccio passante nei fori realizzati su un lato lungo. Le pagine, ad esclusione di quelle di copertina, erano incavate e cerate, e avevano la caratteristica di presentare al centro un rettangolino per evitare che le superfici di cera combaciassero, danneggiando per l’effetto quanto era graffito nel verso dei lati brevi. Assai rigorosi erano i modi di confezionamento delle tavolette destinate ad accogliere gli atti riguardanti le vicende giuridiche dei privati, dittici e trittici: certificazioni di stato e cittadinanza; contratti di vario tipo, di mutuo, di locazione, di costituzione di garanzia, di vendita di fondi, la vendita dell’uva ancora sui tralci, o di schiavi, di società; accordi processuali”.
Da Ercolano dittici e trittici provengono da 8 case e l’ultimo ritrovamento in ordine di tempo è il trittico del fuggiasco che è stato rinvenuto nel fornice IV sull’antica marina, nei più recenti scavi, e di recente pubblicato negli Scritti in onore del Prof. Camodeca, da Bramante (W. Eck, F. Grelle, F. Lamberti, C. Masi Doria, cur., Magistro incomparabili. Scritti in onore di Giuseppe Camodeca, Lecce, Edizioni Grifo 2026), e a firma della quale è imminente un lavoro sulla scrittura ad Ercolano. Probabilmente queste tavolette contenevano la prova della liberazione dalla condizione di schiavo, spiega Bramante, e ne dimostravano lo status libertatis. Prive cioè di segni di scrittura riconoscibili con l’esame autoptico, resta, ad oggi, un mistero perché un fuggitivo le trovasse così importanti da portarle con sé in occasione della fuga. Il contributo degli strumenti informatici e dell’intelligenza artificiale alla lettura delle tabulae ceratae ercolanesi potrà, auspicabilmente, restituire testi. La direttrice Colaiacomo ha dichiarato “Apriamo una finestra su un patrimonio spesso meno conosciuto, ma straordinario, quello della scrittura antica, e lo facciamo insieme alle professionalità che ogni giorno si prendono cura di questi luoghi e lo studio in occasione dei percorsi diurni”, e conclude individuando il senso più profondo del tema di quest’anno delle GEP nel proteggere il patrimonio sapendolo rinnovare, renderlo vivo e accessibile a tutti. Il contributo della storica del diritto ha evidenziato, a partire dalle tavolette, ritrovate nelle Case ercolanesi, come anche nella società romana era avvertito il tema della libertà personale e della cittadinanza, della emancipazione femminile, legata alla maternità e al saper fare, dell’importanza
di mangiare bene e sano con prodotti classificati in base alla qualità e alla provenienza, all’alfabetizzazione economica e finanziaria: il Diritto Romano ‘Resiste al Tempo’ attraverso la scrittura. Un aspetto che va particolarmente apprezzato è il laboratorio esperienziale “Cera una volta” nel quale i bambini in visita al Parco hanno avuto modo di sperimentare la scrittura latina su riproduzioni di tavolette cerate con stilo, che sono state realizzate in modo sostenibile, per mostrare il riuso creativo di materiali di uso quotidiano. La Direttrice del Parco, Dott.ssa Federica Colaiacomo, ha ribadito l’importanza di coniugare la tutela con la conservazione e la fruizione con costanti spinte all’innovazione metodologica, all’interdisciplinarietà e all’inclusione della comunità. Portare la ricerca accademica fuori dalle aule universitarie e connetterla direttamente con i luoghi della cultura è la strada maestra per valorizzare la nostra identità e fare vera innovazione sociale.
