NAPOLI – Non è un’installazione di arte contemporanea e non è un omaggio alle antiche cisterne romane. Le cascate d’acqua che periodicamente rigano le pareti della Stazione Museo sono il segno tangibile di un degrado strutturale che non risparmia nemmeno i gioielli della Linea 1.
Pioggia fuori, fiumi dentro
Il paradosso della stazione Museo è sotto gli occhi di tutti i pendolari: mentre sopra la testa si ammira la maestosità del Museo Archeologico Nazionale, sotto i piedi ci si ritrova a schivare pozzanghere e secchi di plastica. Le infiltrazioni non sono più un evento eccezionale legato alle “bombe d’acqua”, ma una patologia cronica della stazione. Le pareti, progettate per ospitare calchi di statue fidiache, mostrano preoccupanti macchie di umidità, distacchi di intonaco e rivoli che scorrono pericolosamente vicino ai quadri elettrici e agli impianti tecnici.
Il degrado delle opere d’arte
L’acqua non minaccia solo la sicurezza e il decoro, ma mette a rischio il patrimonio artistico della stazione. Il corridoio di collegamento tra la Linea 1 e la Linea 2 (stazione Cavour) è spesso vittima di colamenti d’acqua dalle volte, che rendono il pavimento scivoloso e l’aria insalubre. È umiliante vedere opere d’arte circondate da nastro segnaletico “pericolo” e pavimenti coperti da stracci, in quello che dovrebbe essere il biglietto da visita turistico della città.
Manutenzione cercasi
Il problema risiede nelle carenze di impermeabilizzazione e in una manutenzione ordinaria che sembra incapace di arginare la forza della natura. Nonostante i milioni di euro spesi per la realizzazione e i proclami sulle “stazioni più belle del mondo”, la gestione delle acque piovane e delle falde sotterranee resta il tendine d’Achille del sistema. Ogni infiltrazione trascurata non è solo un danno estetico, ma un colpo alla durabilità delle infrastrutture e alla dignità di chi, pagando il biglietto, si aspetta un servizio moderno e non una gimkana tra le perdite.
Un appello al decoro
Non basta inaugurare nuove stazioni se non si è in grado di preservare quelle esistenti. Museo merita di tornare a essere un luogo dove l’unico “fluire” ammesso sia quello dei passeggeri e della bellezza, non quello delle infiltrazioni che ne stanno lentamente mangiando le fondamenta.
