Presso la sede dell’Unione Industriali di Napoli il convegno “Ridefinire il rapporto Stato-Regioni. LEP, autonomie competitività del Paese” ha riunito autorevoli giuristi ed economisti per discutere condizioni necessarie a costruire un modello di governance capace di ripensare il regionalismo nello spirito della coesione territoriale, dell’unità della Repubblica e della efficienza amministrativa.
Per la discussione del tema i lavori si sono articolati intorno a due momenti complementari: nel primo è stato presentato volume “I LEP presi sul serio. Prestazioni pubbliche e diritti civili e sociali dopo la riforma del Titolo V”” di Sergio Beraldo, professore di Economia Politica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Il volume rappresenta la nuova uscita della collana “I Quaderni della Fondazione Mezzogiorno” e propone una riflessione innovativa sul significato costituzionale dei LEP, interpretati non come semplici standard amministrativi, ma come strumenti di garanzia dei diritti di cittadinanza e di promozione della coesione territoriale. Nel secondo, l’incontro è stato, altresì, occasione per l’illustrazione di una proposta di legge delega per la riorganizzazione delle competenze tra Stato e Regioni.
Ai lavori aperti dai saluti del Presidente dell’Unione Industriali Napoli Vittorio Genna e dall’introduzione del Presidente della Fondazione Mezzogiorno Antonio D’Amato la presentazione del volume ha visto dialogare Sergio Beraldo con Gianni Trovati, editorialista de Il Sole 24 Ore e moderatore dell’intera iniziativa.
La proposta di riordino dei rapporti tra Stato e Regioni stata illustrata da Sandro Staiano, professore ordinario di Diritto costituzionale dell’Università Federico II, e da Massimo Bordignon, professore ordinario di Scienza delle Finanze dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Alla tavola rotonda seguita hanno preso parte alcuni tra i più autorevoli studiosi italiani di diritto costituzionale ed economia pubblica: Floriana Cerniglia (Università Cattolica del Sacro Cuore), Giuseppe Pisauro (già Presidente dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio), Giulio Salerno (Università di Macerata), Vincenzo Tondi della Mura (Università del Salento) eLorenza Violini (Università degli Studi di Milano), chiamati a confrontarsi sulle prospettive di riforma del regionalismo italiano, sul ruolo dei LEP e sulle implicazioni economiche e istituzionali della ridefinizione dei rapporti tra Stato e autonomie territoriali
L’iniziativa promossa trova motivazione nella considerazione che a venticinque anni dalla riforma del Titolo V della Parte Il della Costituzione, appare sempre più evidente la necessità di una riflessione organica sul funzionamento del regionalismo italiano. La moltiplicazione dei livelli decisionali, le sovrapposizioni di competenze crescente contenzioso tra istituzioni hanno spesso prodotto incertezza amministrativa, rallentamento dei processi decisionali e difficoltà nell’attuazione delle politiche pubbliche. Nel frattempo, il contesto nel quale operano le istituzioni è profondamente cambiato. La competizione internazionale, transizione tecnologica, sfide energetiche e la gestione delle strategiche richiedono amministrazioni capaci di agire in modo coordinato, rapido ed efficace. In questo quadro, il tema dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) assume un valore centrale. Rappresentano lo strumento attraverso cui garantire in modo uniforme i diritti civili e sociali dei cittadini sull’intero territorio nazionale. La loro definizione costituisce un passaggio necessario, ma non sufficiente.
La storia recente ha infatti mostrato come la sola individuazione dei livelli essenziali non sia in grado, da sola, di risolvere le criticità derivanti dall’attuale assetto delle competenze pubbliche. La garanzia effettiva dei diritti richiede un sistema istituzionale in grado di assicurare coordinamento, responsabilità, adeguate risorse finanziarie e capacità amministrativa. La proposta della Fondazione Mezzogiorno nasce dalla consapevolezza di promuovere una riflessione ampia sulla ridefinizione dei rapporti tra Stato e Regioni, superando approcci contingenti ideologici riportando il dibattito su un terreno di analisi scientifica, istituzionale ed economica.
