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 Nel 2026, l’Italia torna al SIAL di Parigi con una delegazione di 218 aziende, riunite dall’Agenzia ICE – Italian Trade Agency, l’ente pubblico del governo italiano incaricato di promuovere le imprese e i prodotti italiani all’estero.

 Attraverso questa partecipazione, l’Italia afferma più che mai il proprio ruolo di riferimento mondiale nel settore agroalimentare.

 Una presenza che coniuga tradizione e innovazione, eccellenza artigianale e visione industriale, identità territoriale e risposte concrete alle nuove aspettative dei consumatori.

 n un mercato globale in profonda trasformazione, caratterizzato dall’evoluzione delle abitudini alimentari, dalla ricerca di trasparenza, sostenibilità e qualità, le aziende italiane dimostrano la loro capacità di far evolvere il Made in Italy senza mai rinunciare a ciò che ne costituisce l’unicità: la cultura del prodotto, il know-how e il gusto.

 Questa edizione del SIAL di Parigi riveste inoltre una particolare dimensione simbolica.

Nel 2026, l’Agenzia ICE festeggerà 100 anni di accompagnamento delle imprese italiane all’estero.

Un secolo dedicato allo sviluppo degli scambi economici, all’apertura di nuovi mercati e alla promozione dell’eccellenza italiana nel mondo.

 Ora che la cucina italiana è stata ufficialmente inserita dall’UNESCO nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, questa presenza al SIAL di Parigi testimonia una forte convinzione:

il patrimonio non si conserva, ma continua a reinventarsi.

 «Da cento anni,  l’Agenzia ICE accompagna le imprese italiane nel loro sviluppo internazionale con una convinzione immutata: dietro ogni prodotto ci sono donne, uomini, territori e un know-how che contribuiscono al prestigio economico e culturale del nostro Paese”, – dice Luigi Ferrelli, Direttore della sede di Parigi dell’ ICE, evidenziando: “La Francia occupa un posto del tutto particolare in questa storia. I nostri due paesi condividono ben più di una semplice vicinanza geografica.

Coltivano la stessa esigenza di qualità, la stessa attenzione verso i prodotti, gli artigiani, i territori e il know-how. Da un secolo, questo rapporto si costruisce attraverso un dialogo economico costante che oggi rende la Francia uno dei principali partner commerciali dell’Italia.”

 “Il SIAL di Parigi –rileva il Direttore Ferrelli – rappresenta una delle espressioni più significative di questo rapporto. Con oltre 200 aziende italiane riunite dall’Agenzia ICE nel 2026, la nostra partecipazione illustra la vitalità di un ecosistema capace di innovare senza mai perdere di vista le proprie radici. Dietro ogni azienda espositrice si delinea la stessa ambizione: rispondere alle nuove sfide alimentari preservando al contempo l’identità che costituisce la ricchezza del Made in Italy.”

 “Le grandi trasformazioni che oggi stanno rivoluzionando il settore alimentare – sostenibilità, evoluzione delle abitudini, innovazione, nuove aspettative dei consumatori – rappresentano altrettante opportunità per le aziende italiane di continuare a creare valore – specifica il Direttore  della sede di Parigi dell’ ICE -, affermando: “In un momento in cui la cucina italiana entra a far parte del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, questa edizione del SIAL di Parigi ci ricorda che la nostra gastronomia non è solo un’eredità. È un patrimonio vivo, in continua evoluzione, capace di ispirare le generazioni future.

Mi auguro che questa edizione sia l’occasione per rafforzare ulteriormente i legami

che uniscono i nostri due paesi, per favorire nuove collaborazioni e per far scoprire ai visitatori le aziende che oggi plasmano il Made in Italy di domani.”

 100 ANNI DI ICE

Un secolo al servizio della proiezione economica italiana

 L’Agenzia ICE accompagna dal 1926  le imprese italiane nel loro sviluppo internazionale.

In cento anni, la sua missione è rimasta la stessa: favorire l’internazionalizzazione delle imprese, attrarre investimenti esteri e rafforzare la presenza del Made in Italy sui mercati mondiali.

Oggi questa missione assume una nuova dimensione.

In un contesto internazionale caratterizzato dalla ridefinizione degli scambi commerciali, dalle tensioni geopolitiche e dalla trasformazione delle catene di approvvigionamento globali, le imprese

sono alla ricerca di partner affidabili, innovativi e in grado di garantire uno sviluppo duraturo.

L’Italia risponde a queste nuove sfide facendo leva su un modello riconosciuto per la sua capacità di innovazione, la qualità del suo tessuto di PMI e la sua eccellenza industriale.

 Un’ambizione: accompagnare le imprese che daranno forma al «Made in Italy» dei prossimi cento anni.

 Alcuni dati chiave

 L’Italia: prima potenza agroalimentare d’Europa in termini di valore aggiunto agricolo.

 +5,6% di crescita delle esportazioni nel 2025.

 89 miliardi di euro di valore aggiunto generato dalla filiera agroalimentare italiana (agricoltura,

industria alimentare, bevande e tabacco) nel 2025,

rispetto agli 83,4 miliardi di euro del 2024.

 Il 4,4% del valore aggiunto nazionale italiano proviene ormai dalla filiera agroalimentare.

 Oltre 890 prodotti con marchi di qualità europei (DOP, IGP, STG).

 73 miliardi di euro di esportazioni agroalimentari nel 2025, un record storico.

 Con quasi 14,5 miliardi di euro di scambi agroalimentari, su oltre 110 miliardi considerando tutti i settori, la Francia figura tra i partner commerciali strategici dell’Italia e rimane un mercato prioritario per il Made in Italy. E’ per l’agroalimentare il secondo mercato di destinazione dopo la Germania.

In un contesto maturo e particolarmente competitivo, i prodotti italiani continuano a rafforzare la loro presenza, sostenuti da un’offerta che coniuga qualità, origine, diversità delle produzioni regionali e capacità di rispondere all’evoluzione dei consumi.

I risultati registrati nel 2025 confermano questa dinamica.

Le importazioni francesi di prodotti agroalimentari provenienti dall’Italia hanno raggiunto i 6,84 miliardi di euro, con un aumento del 4,78% rispetto al 2024.

Una tendenza che prosegue nel 2026: nei primi sei mesi dell’anno, esse

ammontano già a 3,35 miliardi di euro, con un ulteriore aumento del 2,3%.

 Categorie di prodotto emblematiche, solidamente radicate

Questa crescita complessiva si basa su un’offerta particolarmente diversificata.

Nel primo semestre del 2026, i formaggi italiani rappresentano 563,7 milioni

di euro di importazioni francesi, con un aumento dell’1,8%.

La pasta, altra categoria emblematica del Made in Italy alimentare, raggiunge i 254,7 milioni di euro (+0,4%).

La dinamica è particolarmente sostenuta per i prosciutti e i salumi, le cui importazioni crescono del 5%, raggiungendo i 107,4 milioni di euro. I vini italiani raggiungono invece i 115,6 milioni di euro (+1,2%) e l’olio d’oliva i 62,9 milioni di euro (+0,8%).

Con 598,8 milioni di euro di importazioni e una crescita del 2,5%, anche i preparati a base di cereali

e i prodotti da pasticceria illustrano la diversità di un’offerta italiana che va ben oltre le sue categorie più emblematiche.

 Un mercato esigente, opportunità sostenibili

In un mercato francese altamente competitivo, i consumatori attribuiscono un’importanza crescente alla provenienza, alla qualità e alla tracciabilità dei prodotti.

Il settore agroalimentare italiano risponde a questa esigenza grazie alla ricchezza dei suoi territori, alla diversità delle sue specialità e alla sua capacità di innovazione.

 Al SIAL di Parigi 2026, le 218 aziende riunite nella partecipazione collettiva organizzata da

ICE-Agenzia illustreranno un Made in Italy che coniuga tradizione e innovazione in uno dei suoi mercati più strategici.

 Quando il patrimonio diventa un laboratorio di innovazione

L’Agenzia ICE accompagna le aziende italiane al SIAL di Parigi da oltre 60 anni,.

Una fedeltà che testimonia una convinzione: l’innovazione nasce tanto dal know-how trasmesso quanto dalle tecnologie emergenti.

Ad ogni edizione, l’Italia presenta ben più che semplici prodotti. Racconta l’evoluzione di una cultura alimentare capace di reinventarsi senza mai perdere la propria identità.

Sulla scia delle grandi tendenze individuate dal SIAL, l’alimentazione si sta trasformando sotto l’influenza di nuove aspettative: maggiore trasparenza, qualità, sostenibilità, naturalità ed esperienze.

In questo contesto, le aziende italiane non seguono le tendenze: le interpretano attraverso la propria cultura del prodotto.

Il Made in Italy alimentare si costruisce oggi all’incrocio di diverse dinamiche.

 Al SIAL 2026 le 218 aziende italiane saranno presenti con un un’unica ambizione: Plasmare l’alimentazione Made in Italy di domani

In un mondo in cui tutto accelera, alcune aziende rivendicano il tempo come un vero e proprio savoir-faire.

La trafilatura al bronzo, le lunghe stagionature, l’affinamento in botte o ancora le tecniche di maturazione dei formaggi diventano altrettanti tratti distintivi che danno vita a prodotti unici.

L’Italia vanta una biodiversità eccezionale.

 Dagli uliveti del Lago di Garda ai boschi di tartufi, ogni territorio plasma una propria identità

alimentare. Questa ricchezza si traduce in filiere profondamente radicate nel loro ambiente.

 Il piacere rimane al centro dell’esperienza alimentare. Pistacchi di Bronte, nocciole

IGP del Piemonte, agrumi di Sicilia, oli d’oliva di alta qualità, prodotti del mare,

panettoni reinventati…

Ogni azienda racconta un territorio

 Quest’anno, sebbene le 218 aziende italiane riunite dall’agenzia ICE che porteranno i colori dell’Italia al SIAL di Parigi abbiano storie diverse, condividono una stessa visione: creare un dialogo tra patrimonio, innovazione e competitività internazionale.

 Aziende bicentenarie affiancano giovani imprese tecnologiche.

Le ricette di famiglia incontrano la ricerca scientifica. Le filiere agricole si alleano

con le nuove tecnologie per rispondere ai cambiamenti del mercato.

Le aziende italiane presenti al SIAL di Parigi incarnano le trasformazioni

del settore Made in Italy:

  • un’alimentazione più sostenibile
  • ingredienti naturali
  • un’agricoltura più resiliente
  • l’ascesa

delle proteine vegetali

  • prodotti premium
  • competenze valorizzate
  • innovazioni

al servizio del gusto

Nel 2026 si scriverà una nuova pagina.

Attraverso 218 aziende, centinaia di competenze e una stessa passione per il prodotto, il Made in Italy continua a inventare l’alimentazione di domani.

Presso i padiglioni italiani al SIAL di Parigi dal 17 al 21 ottobre le  218 aziende aspettano i visitatori rappresentate in 3 padiglioni espositivi suddivisi tra Dimostrazioni culinarie dal vivo condotte da chef, Degustazioni e scoperte di prodotti, Incontri con i produttori, Appuntamenti con la stampa e incontri B2B.

 Le aziende italiane saranno presenti;

Hall 1: Gastronomia, pasta, oli d’oliva, aceti balsamici, prodotti ittici, riso, tartufi e innovazioni vegetali;

Hall 5B: Dolciumi, specialità regionali, panettoni, pistacchi, agrumi e prodotti gourmet;

Hall 7: Latticini, formaggi d’eccezione e innovazioni del settore lattiero-caseario..

 Da non perdere: gli spettacoli culinari dal vivo

Per tutta la durata della fiera, gli chef Justine Piluso e Matteo Pioppi si alterneranno sul palco del Live Demo, nel cuore dello StrEat Lab (passaggio tra il Padiglione 6), per mettere in luce la ricchezza dei prodotti italiani attraverso dimostrazioni culinarie dal vivo.

In programma:

  • Matteo Pioppi:

sabato 17 ottobre, dalle 12:45 alle 13:15

  • Justine Piluso:

domenica 18 e lunedì 19 ottobre,

dalle 12:45 alle 13:15.

Concepito come un vero e proprio spazio di esperienze e incontri, il Live Demo consentirà

ai visitatori di scoprire i prodotti in situazioni reali, di dialogare con gli chef

e i produttori e di esplorare nuove ispirazioni culinarie al ritmo del programma

ufficiale della fiera.