Dalla trasparenza degli studi al consenso informato, fino all’intelligenza artificiale applicata alla medicina: oggi a Napoli esperti e istituzioni discutono il nuovo volto della ricerca clinica dopo l’aggiornamento 2024 della Dichiarazione di Helsinki.
NPOLI – La ricerca medica cambia pelle e con essa cambia anche il rapporto tra scienza e pazienti. È questo il filo conduttore della giornata di studio in programma oggi all’Istituto dei tumori di Napoli, dove esperti di bioetica, clinici, giuristi e rappresentanti delle istituzioni si confronteranno sull’aggiornamento 2024 della Dichiarazione di Helsinki, il documento internazionale che stabilisce i principi etici della ricerca medica sull’uomo.
Un tema tutt’altro che accademico. Le nuove frontiere della medicina personalizzata, delle sperimentazioni innovative e dell’utilizzo dei dati sanitari pongono interrogativi sempre più urgenti: come garantire davvero la tutela dei pazienti? Quanto deve essere trasparente la ricerca? E in che modo coniugare innovazione scientifica e diritti individuali?
Domande che saranno al centro dell’incontro promosso dal Comitato Etico Territoriale Campania 1 e dall’Associazione Etica Bioetica Cittadinanza APS, con il patrocinio del Coordinamento degli OMCeO della Campania, del Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica, dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica e del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Il punto di partenza è proprio la revisione della Dichiarazione di Helsinki, considerata la “Costituzione etica” della ricerca clinica mondiale. L’aggiornamento introduce nuove attenzioni sulla condivisione dei dati scientifici, sulla partecipazione consapevole dei pazienti agli studi clinici e sulla responsabilità dei ricercatori in un contesto sanitario sempre più tecnologico e globale.
<Oggi più che mai – sottolinea Piera Maiolino, responsabile scientifico del convegno e direttore del Dipartimento Servizi sanitari strategici – la ricerca clinica deve riuscire a coniugare innovazione e tutela della persona. L’aggiornamento della Dichiarazione di Helsinki rappresenta un passaggio fondamentale perché rafforza il principio di trasparenza e richiama tutti gli operatori sanitari a una responsabilità ancora maggiore nei confronti dei pazienti e della comunità scientifica. La qualità della ricerca non può prescindere dall’etica>.
Non solo teoria. L’appuntamento del Pascale punta infatti ad aprire un confronto concreto sul futuro della sanità e sul delicato equilibrio tra progresso scientifico e dignità della persona, in un momento in cui la fiducia dei cittadini nella ricerca rappresenta uno degli elementi chiave per lo sviluppo delle cure del futuro.
<Oggi tra le maggiori innovazioni con impatto profondo anche nella ricerca clinica, – dice il direttore scientifico del Pascale, Alfredo Budillon – l’intelligenza artificiale ci impone politiche e regole che sfruttandone le potenzialità al tempo stesso tutelino i pazienti, su questo l’istituto Pascale ha da poco approvato un nuovo regolamento ed una commissione ad hoc i cui primcipi illustreremo nel corso del convegno>.
