«De Luca non ha mai voluto parlare con noi della tragedia della Terra dei Fuochi» — così Sigfrido Ranucci ha concluso il drammatico servizio di Report sull’avvelenamento della Campania.
La consigliera indipendente Marì Muscarà commenta con forza le parole del giornalista:
Purtroppo nessuno vuole parlare davvero della Terra dei Fuochi. È un’emergenza che serve solo a blandire la coscienza politica e a simulare interventi, ma che non si vuole o non si può risolvere. Ricordo bene quando, nel 2020, la Commissione Terra dei Fuochi, ciclo dei rifiuti e bonifiche fu cancellata su richiesta di De Luca.Allora il Movimento 5 Stelle accettò un patto di non belligeranza di cinque anni, durante i quali non si sarebbe dovuto neppure nominare il tema. I cosiddetti progressisti tacquero, e da quel momento calò il silenzio. Muscarà sottolinea come, da allora, la Campania non solo non abbia conosciuto una vera stagione di bonifiche, ma abbia visto crescere il paradosso:
Il dirigente che firmò l’invio dei rifiuti tossici in Tunisia — un episodio che gridava vendetta — è stato addirittura promosso a un ruolo più elevato e oggi resta saldo ai vertici della Regione per altri tre anni. Ecco la misura del rispetto che questo governo regionale ha per i cittadini avvelenati.
Dopo questa ennesima campagna elettorale lampo, la Terra dei Fuochi continua a vivere soltanto nel sangue e nei corpi dei campani. Una tragedia taciuta, ma che ogni giorno si rinnova nei reparti oncologici e nelle falde contaminate. Chi governa ha il dovere morale e politico di rompere il silenzio e restituire giustizia a questa terra. La sottoscritta è stata l’unica in consiglio a non fermarsi mai nel denunciare in consiglio questo scempio ed il silenzio della Giunta”.
