Tavola Rotonda sul tema  “Patrimonio e futuro: Strategie di turismo rigenerativo per la valorizzazione del Real Albergo dei Poveri”, presso Palazzo Caracciolo,  promosso su iniziativa del Corso di laurea in Hospitality management della Università degli Studi di Napoli Federico II, coordinato dalla Prof.ssa Valentina Della Corte,  Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Ateneo Federiciano.

L’appuntamento è stato occasione per la presentazione delle linee di sviluppo scientifico e accademico delle nuove strutture e spazi di accoglienza del Real Albergo dei Poveri, che la Prof.ssa Della Corte, Coordinatrice del Corso di Laurea in Hospitality Management e del Master in Hospitality & Destination Management e responsabile scientifico del progetto di valorizzazione dell’Albergo dei poveri,  segue in prima linea, promuovendo proprio i modelli di turismo rigenerativo oggetto della tavola rotonda.

 Ai lavori, moderati dal giornalista Enzo Agliardi e introdotti dalla Prof.ssa Alessandra Allini, Direttore del Dipartimento di Economia, con la Prof.ssa Della Corte sono intervenuti la Dott.ssa Maria Grazia Falciatore, Capo di Gabinetto del Comune di Napoli, Teresa Armato, Assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli, Gianni Cicia, Prof. Ordinario di Economia Agraria, Alimentare ed Estimo Rurale, Università degli Studi di Napoli Federico II, Ferruccio Izzo, Prof. Ordinario di Composizione Architettonica e Urbana, Università degli Studi di Napoli Federico II, Alfonso Pecoraro Scanio, Docente del Corso di Laurea in Hospitality
Management, già Ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente,
Gianluigi Riccio, Chief  Data Officer Meditech,  Mauro Sciarelli, Coordinatore del Corso di Laurea in Economia Aziendale, Università degli Studi di Napoli Federico II e
Giorgio Ventre, Prof. Ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni, Università degli Studi di Napoli Federico II.

 Il grande progetto di rigenerazione urbana del Real Albergo dei Poveri (noto anche come Palazzo Fuga) a Napoli punta a trasformare l’immensa struttura settecentesca nel più grande polo culturale d’Europa.

Il Progetto di Riqualificazione

L’intervento di restauro, supportato da consistenti investimenti legati ai fondi PNRR e ai Fondi di coesione, prevede il completamento di lotti decisivi e la progressiva occupazione degli spazi da parte di grandi istituzioni:

  • Polo Universitario: Una porzione di circa 60.000 m² ospiterà la scuola di alta formazione della  Università degli Studi di Napoli Federico II, diventando l’hub di riferimento anche per i corsi legati al turismo e al management pubblico.
  • Raddoppio del MANN: L’ala sinistra accoglierà nuove sezioni distaccate del Museo Archeologico Nazionale di Napoli  su cinque piani complessivi.
  • Nuova Public Library: La Biblioteca Nazionale amplierà i suoi spazi occupando la palazzina interna della corte centrale con un modello ispirato alle grandi biblioteche parigine.

Nel suo intervento la Prof.ssa della Corte ha inquadrato il contesto di riferimento e le linee di intervento e di rigenerazione che vedono al centro Palazzo Fuga, mettendo in evidenza:

Contesto Turistico e Sfide di Napoli

Sovraccarico e Distribuzione: Napoli vive un “Rinascimento” turistico con flussi enormi, ma eccessivamente concentrati in alcune aree. L’obiettivo è distribuire questi flussi su un patrimonio UNESCO più ampio, creando nuovi attrattori per distendere la pressione (es. sperimentazioni con il Ministero).

Impatto sui Residenti: Nonostante il rischio di gentrificazione e sovraccarico infrastrutturale, le analisi mostrano che i residenti sono consapevoli dei benefici economici e dell’innovazione sociale portata dal turismo, pur difendendo l’identità genuina della città.

Brand e Immagine: L’immagine di Napoli è cambiata, consolidandosi come “capitale del Mediterraneo”, meta ambita da diversi segmenti di turismo.

  1. Il Concetto di “Turismo Rigenerativo”

Sostenibilità Ampliata: Oltre alla classica tripla elica (ambiente, sociale, economia), il modello include l’identità culturale e il ruolo trasversale della tecnologia, fondamentale sia per la promozione che per la fruizione.

Approccio Sistemico ed Esperienziale: Non basta più la semplice visita; serve far “vivere” la città attraverso sistemi gestionali innovativi e piattaforme tecnologiche (es. l’Osservatorio del Turismo, definito “modello Netflix”, che monitora i movimenti e la permanenza dei flussi).

Valore Duraturo: La sostenibilità implica creare attività che garantiscano la conservazione e la durata nel tempo dei beni ristrutturati, generando valore culturale, economico e sociale.

  1. Il Progetto per l’Albergo dei Poveri

Visione Generale: Trasformare l’edificio nel “più grande progetto d’Europa”, dotandolo di un’anima poliedrica per garantire la sua sopravvivenza nel tempo. L’idea è creare un ecosistema basato su “smart green experience” in un contenitore storico.

Pilastri Fondamentali:

Inclusione Sociale: La cittadinanza come parte attiva, sia come utenza che come partecipante alla realizzazione delle iniziative.

Filiera Etica (Food): Percorsi di cultura gastronomica che leghino il cibo al territorio, alle origini e all’identità.

Ospitalità Innovativa: Ipotesi di realizzare il più grande “eco-hotel integrato” (possibilmente in accordo con catene internazionali), oltre a spazi per studentati.

Proposte Specifiche di Utilizzo:

Museo delle Arti Visive: Installazioni permanenti, mostre temporanee, premi biennali per arte digitale e Metaverso.

Centro Polifunzionale: Auditorium sostenibile, spazi modulari per turismo congressuale (per dare alla città un “doppio polmone”), polo per performance dal vivo e alta formazione.

Smart & Green Lab: Laboratori sul cibo etico, spazi per famiglie, sinergie con università, centri di ricerca, acceleratori e start-up.

Scuola del Turismo: Prima scuola dedicata, in collaborazione con il Sindaco e interlocutori istituzionali.

Attori Coinvolti: Sono già presenti o previsti insediamenti della Scuola Superiore Meridionale, Biblioteca Vittorio Emanuele III, MANN (Museo Archeologico Nazionale), Accademia delle Belle Arti.

  1. Governance e Gestione

Ecosistema Collaborativo: Il Comune di Napoli agisce come soggetto leader, interfacciandosi con istituzioni pubbliche, università, imprese e comunità locali.

Necessità di Coordinamento: Data la complessità del progetto, è fondamentale istituire un organo di governo snello ma unitario (ipotizzata una Fondazione) capace di coordinare tutte le sezioni e mantenere chiara la visione complessiva.

Altrettanto la Dott.ssa Maria Grazia Falciatore, Capo di Gabinetto del Comune di Napoli ha posto l’accento su:

  1. Storia, Identità e Approccio al Progetto

Contesto e Missione: Il lavoro di rigenerazione dell’Albergo dei Poveri prosegue da quasi cinque anni sotto l’indirizzo della Giunta Manfredi. L’approccio privilegia la definizione simultanea del “contenitore” (l’edificio) e del “contenuto” (le attività), evitando di separare il recupero strutturale dalla destinazione d’uso.

Radici Storiche:  L’edificio, nato nel 1700 come luogo di accoglienza per le fasce deboli (con servizi per bambini, scuola del corallo, artigianato e salute), possiede una forte identità. La mostra “Siamo ancora qui” ha agito da “detonatore” antropologico: ha permesso agli eredi delle generazioni che hanno abitato la struttura di riconnettersi con il luogo, percepito non come spazio estraneo ma come parte della propria storia collettiva.

Valori Guida: Il progetto si fonda su sostenibilità, identità culturale e condivisione. Lo spazio non è neutro; il suo valore risiede nel significato per chi lo abita e lo utilizza.

  1. Stato di Avanzamento e “Ancore Istituzionali”

Cantiere e Abitabilità:  I lavori procedono per blocchi; la Scuola Superiore Meridionale sarà la prima a concludere i propri spazi (previsto fine anno). Parallelamente ai lavori strutturali, gli spazi vengono già “abitati” attraverso eventi e mostre per mantenere viva la connessione con la città.

Le Tre Ancore Istituzionali: Sono stati definiti tre poli principali che garantiscono sostenibilità di processo:

  1. MANN (Museo Archeologico Nazionale): Inteso nella sua dimensione digitale.

2      Biblioteca: Concepita come “public library” (sul modello francese) a disposizione degli studenti.

  1. Residenze Studentesche:  Necessarie per garantire la vita quotidiana, la guardiania e l’uso continuo degli spazi ampi.

 Attività Pregresse:  Oltre alla mostra storica, si sono svolte esposizioni sull’imprenditoria femminile (con la Fondazione Bellisario), sulla fotografia (“Esploso” sui fuochi d’artificio) e dibattiti artistici, dimostrando la capacità attrattiva del luogo.

  1. Sostenibilità Economica e Gestione

 Superamento dei Fallimenti Passati: A differenza di precedenti tentativi falliti per mancanza di un esito chiaro o di fondi europei non spesi, l’attuale progetto punta su una visione definita (punto di partenza e di arrivo) che permetta flessibilità creativa.

 Modello di Governance: È necessaria una figura giuridica che coordini il sistema in modo integrato e sinergico. Attualmente, la direzione artistica e programmatica è affidata a una figura specifica (citata come “Valente”), ma la visione deve essere più ampia.

 Necessità di Sinergie Pubblico-Private: Data l’imponenza della struttura e i costi di manutenzione (anche in ottica UNESCO), lo Stato da solo non può garantire la tutela nel tempo. È indispensabile intercettare sinergie con privati per rendere il luogo bello, abitabile e tecnologicamente avanzato (es. “casa di tecnologie emergenti”).

 Efficienza dei Costi: La mostra “Siamo ancora qui” è citata come esempio di sostenibilità economica: realizzata con meno di 100.000€ utilizzando oggetti storici di recupero (scarpe, letti, foto d’archivio), ha generato un flusso turistico significativo.

  1. Strategia Turistica e Impatto Urbano

 Turismo Generativo e Grandi Eventi:  Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di città attrattiva, capace di gestire grandi eventi (come la Coppa America) senza compromettere la tutela del patrimonio. L’obiettivo è tenere insieme “vecchio e nuovo”.

 Pianificazione Integrata: La gestione dei flussi turistici richiede un piano dei trasporti coordinato e un’analisi costante (tramite l’Osservatorio del Turismo) per distendere i flussi e proteggere i siti identitari.

Contributo della Comunità: Il successo del percorso è supportato da una rete di università e esperti (incluso il Comitato tecnico scientifico UNESCO) che offrono il loro contributo intellettuale spesso a titolo gratuito, mossi dalla volontà di far crescere la città per le generazioni future.

Intervento Assessora Armato

“La percezione di Napoli, la reputazione di Napoli in questi anni dell’amministrazione Manfredi è molto cresciuta fuori dalla città. Credo che anche nella nostra città ci sia la consapevolezza delle cose che si stanno muovendo, anche dei grandi progetti che si stanno realizzando e di quelli che nascono, di quelli che si realizzano già e di quelli che verranno. Io credo che parlare dell’Albergo dei poveri, che io chiamo rap, sia un esempio di come vogliamo che sia la nostra città, cioè una città che recupera i luoghi della propria identità.” Così nel suo intervento l’Assessore al Turismo e alle Attività Produttive delComune di Napoli, Teresa Armato.

“Abbiamo fatto diventare  – ha detto l’Assessore Teresa Armato – quel luogo un simbolo di rinascita di recupero di una zona che i ragazzi chiamano K3 perche piazza Carlo III nella nostra città era anch’esso un luogo, se non degradato, sicuramente dimenticato.”  “Un luogo –ha specificato- che veniva progressivamente abbandonato trascurato ignorato e che adesso sta vivendo una nuova vita. E quello sono le prime cose che noi abbiamo voluto.”

“Io credo – ha aggiunto l’Assessora al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli – che Maria Grazia Falciatore ne abbia parlato, in particolare in riferimento alla  casa delle tecnologie e per quello che mi riguarda al tavolo dell’artigianato,  convocato più volte per fare progetti di rilancio del marchio dell’artigianato napoletano dell’artigianato di qualità. E poi delle due mostre che hanno avuto centinaia di migliaia di visitatori l’anno scorso.”

“Mi permetto di dire naturalmente – ha detto altresì, l’Assessora Armato – con gli eventi che si realizzazono, quella della piazza può essere anche un volano  di uno sviluppo turistico che si basa sul recupero della nostra identità. Noi abbiamo cercato così che questi grandi flussi che arrivano nella nostra città fossero spalmati in tutta la città, rendendo attraenti le altre zone della nostra città e non soltanto il centro storico o il centro Unesco, durante tutto l’anno e non soltanto a primavera o durante il Natale. Un’ obiettivo che abbiamo raggiunto è che Napoli è la città  che ha imparato a destagionalizzare meglio i flussi turistici. Tant’è vero che abbiamo turisti da gennaio a dicembre senza flessioni praticamente, se non con picchi significativi ma senza flessioni significative.”