Aversa (CE) – Ci sono spettacoli che si limitano a intrattenere e altri che riescono a raccontare una visione educativa. La serata conclusiva dell’ISISS “Osvaldo Conti”, andata in scena il 4 giugno al Teatro Cimarosa di Aversa, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Un evento che ha mostrato come il teatro, la musica, la danza e il cinema possano diventare strumenti privilegiati di crescita personale, inclusione e cittadinanza attiva all’interno della scuola.
Il Musical dei Musical, spettacolo conclusivo del progetto “Nessuno fuori scena: contrasto alla dispersione”, non è stato soltanto il risultato di mesi di prove e attività laboratoriali. È stato soprattutto la dimostrazione concreta di come le arti possano rappresentare un efficace antidoto all’abbandono scolastico, offrendo agli studenti uno spazio in cui sentirsi protagonisti, valorizzati e parte di una comunità.
Sul palco si sono alternati canto, recitazione, danza e momenti corali che hanno restituito al pubblico il frutto di un percorso costruito con passione e competenza. Un lavoro fortemente sostenuto dalla dirigente scolastica Filomena Di Grazia e coordinato dalla docente Loredana Buonanno, che hanno creduto nel potere formativo delle arti come strumento di contrasto alla dispersione scolastica e di promozione del benessere degli studenti.
Ma il vero successo della serata non è stato soltanto artistico. Dietro ogni scena, ogni coreografia e ogni interpretazione si è potuto cogliere il lavoro educativo che il teatro rende possibile: la capacità di collaborare, di rispettare i tempi degli altri, di affrontare le proprie fragilità, di sviluppare consapevolezza di sé e fiducia nelle proprie possibilità. Il teatro, infatti, non forma soltanto interpreti, ma persone capaci di ascoltare, comprendere e costruire relazioni significative.
Significativa è stata la presenza delle istituzioni, che hanno riconosciuto il valore pedagogico dell’iniziativa. In sala erano presenti il sindaco di Aversa Francesco Matacena, il vescovo Angelo Spinillo, il consigliere provinciale Giovanni Innocenti e il giudice Maurizio Spezzaferri, in rappresentanza del Tribunale di Napoli Nord. Tutti hanno sottolineato come esperienze di questo tipo contribuiscano alla formazione integrale dei giovani, valorizzando competenze relazionali, spirito di collaborazione e senso di responsabilità.
La direzione artistica è stata affidata a Angelo Perotta, mentre la sezione dedicata alla danza e alle coreografie ha visto impegnati Anna Maria Di Maio, Domenico Carfora, Mario Guadagno, Mariarosaria Saviano, Martina Fasano e Corrado Capone. Il lavoro musicale e vocale è stato curato da Elisabetta Romano e Luciano De Felice, mentre la regia e la formazione teatrale sono state affidate a Gianluca Masone, Rocco Di Santi, Paolo Corso e Melania Pellino.
La forza dell’iniziativa è emersa anche nella sua dimensione interdisciplinare. Gli studenti dei diversi indirizzi dell’istituto hanno collaborato mettendo a disposizione competenze differenti: dall’Indirizzo Coreutico all’Indirizzo Moda, impegnato nella realizzazione di parte dei costumi di scena, fino all’Indirizzo Servizi Culturali e dello Spettacolo, che ha contribuito sia sul palco sia dietro le quinte. Un esempio concreto di come la scuola possa diventare un laboratorio creativo in cui ogni talento trova il proprio spazio.
La seconda parte della manifestazione è stata dedicata al linguaggio cinematografico con la proiezione del cortometraggio “Gender Swap”, realizzato dalla classe 4QPdell’Indirizzo Servizi Culturali e dello Spettacolo. Un lavoro che ha confermato la capacità delle arti visive e audiovisive di stimolare riflessioni profonde e favorire il confronto su temi attuali, coinvolgendo studenti e docenti in un autentico percorso interdisciplinare.
A chiudere la serata è stata la proiezione del videoclip scolastico del brano “Aggio perzo ‘o suonno” di Neffa.
L’evento conclusivo dell’ISISS “Osvaldo Conti” ha lasciato un messaggio chiaro: quando la scuola investe nel teatro, nella musica, nella danza e nel cinema, non offre soltanto opportunità espressive. Costruisce percorsi di crescita umana, favorisce l’inclusione, rafforza l’autostima e sviluppa competenze che accompagneranno gli studenti ben oltre il contesto scolastico. In un tempo in cui il disagio giovanile e la dispersione scolastica rappresentano sfide sempre più complesse, le arti si confermano strumenti educativi straordinari, capaci di trasformare l’apprendimento in esperienza, i sogni in progetti e la scuola in una vera comunità di crescita.
