ROMA – Alla Farnesina il seminario dedicato alle opportunità di partecipazione delle imprese italiane al sistema degli approvvigionamenti delle Nazioni Unite, organizzato in collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale (PAM), con la partecipazione delle altre Agenzie del Polo romano dell’ONU, FAO e IFAD.

I lavori, aperti dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, hanno favorito una maggiore conoscenza delle procedure di procurement del Programma Alimentare Mondiale e delle altre Agenzie delle Nazioni Unite, con particolare riferimento ai settori agroalimentare, della logistica e dei trasporti, per facilitare l’accesso delle imprese italiane alle gare per la fornitura di beni e servizi destinati ai programmi umanitari e di sviluppo, rafforzando il contributo del sistema produttivo italiano alle iniziative multilaterali.

Erano presenti, tra gli altri, il Consigliere Ecclesiastico del Ministro, Monsignor Marco Malizia, l’Assistant Executive Director del PAM per i Partenariati e l’Innovazione, Rania Dagash-Kamara, il Rappresentante Permanente d’Italia presso le Organizzazioni delle Nazioni Unite a Roma, Ambasciatore Bruno Archi, e il Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Stefano Gatti.

Nel suo intervento, il Ministro Tajani ha ringraziato le imprese che hanno preso parte alle iniziative Food for Gaza e Italy for Sudan, sottolineando il ruolo determinante del settore privato italiano nel successo delle missioni umanitarie promosse dalla Farnesina.

Ha inoltre espresso l’auspicio di un coinvolgimento sempre più ampio delle aziende nelle future iniziative di assistenza umanitaria.

L’Italia lavora in stretto raccordo con le Agenzie del Polo romano delle Nazioni Unite, grazie al lavoro quotidiano della Cooperazione italiana, che fa della promozione della sicurezza e della sovranità alimentare uno dei propri obiettivi strategici.

• Il valore dell’approvvigionamento delle Nazioni Unite nel 2025 ammonta a 23 miliardi di dollari, con le commesse maggiori nei settori salute, logistica e ingegneria, seguiti dai servizi gestionali per le operazioni umanitarie. Il settore agroalimentare si attesta attorno a 1,6 miliardi.
• Il valore totale dell’approvvigionamento della FAOammonta a 614 milioni di dollari nel 2025, con spese principalmente nei settori del trasporto e dell’acquisto degli input agricoli. L’Italia risulta tra i principali fornitori dell’organizzazione, con un totale di commesse pari a circa 89 milioni (seguita da Afghanistan e Sud Sudan).
• Il valore totale dell’approvvigionamento del PAMammonta a 3 miliardi di dollari, la gran parte per spese di logistica (1,2 miliardi) seguita da prodotti alimentari.
• L’Italia si attesta quale 19° Paese fornitore delle Nazioni Unite per valore dei beni, con un totale di commesse dal sistema ONU pari a circa 345 milioni di dollari nel 2025 e circa 8000 fornitori registrati nel portale dedicato delle Nazioni Unite. I settori principali riguardano i servizi (gestionali e trasporti)seguiti da beni in campo medico-sanitario. Le principali agenzie destinatarie sono FAO (89 milioni), PAM (55 milioni) e IFAD (35 milioni), seguite da UNDP (26 milioni) e UNICEF (15 milioni).

Il Programma Alimentare Mondiale (PAM) è il suo ruolo strategico nella gestione dei trasporti umanitari.

I principi base del modello di approvvigionamento del PAM

Il modello di approvvigionamento del PAM si fonda sul principio del value for money, ovvero sulla capacità di ottenere il miglior equilibrio possibile tra costo, qualità, tempistiche e affidabilità. In un contesto umanitario, infatti, il prezzo non rappresenta l’unico elemento determinante nella scelta di un fornitore: è altrettanto importante garantire che beni e servizi siano disponibili nel momento giusto, rispettino gli standard richiesti e possano essere forniti anche in ambienti caratterizzati da difficoltà operative o condizioni di sicurezza critiche.

• Un ulteriore elemento centrale è la trasparenza e dalla correttezza dei processi di selezione. Il PAM applica procedure volte a garantire competizione equa tra i fornitori, tracciabilità delle decisioni e gestione responsabile delle risorse.
• Un aspetto caratterizzante dell’approccio del PAM è la combinazione tra approvvigionamento internazionale, regionale e locale. Quando possibile, l’organizzazione privilegia l’acquisto di beni e servizi vicino alle aree di intervento, così da ridurre i tempi di approvvigionamento, contenere i costi e contribuire allo sviluppo delle economie locali. Nei contesti di emergenza più complessi, invece, il ricorso a fornitori internazionali consente di garantire continuità e disponibilità di risorse anche quando i mercati locali non sono in grado di rispondere ai fabbisogni.
L’approvvigionamento riveste un ruolo determinante nell’esecuzione dei trasporti umanitari, poiché la capacità di movimentare beni essenziali dipende direttamente dalla disponibilità di una rete affidabile di fornitori logistici e servizi di trasporto.
• Un’operazione di trasporto umanitario richiede una pianificazione integrata che comprende la disponibilità dei beni, la scelta delle modalità di trasporto più appropriate, la selezione degli operatori logistici, la gestione della documentazione, il coordinamento delle autorizzazioni e la capacità di operare in aree caratterizzate da infrastrutture limitate o condizioni di sicurezza instabili.
• In questo contesto, approvvigionamento e logistica sono interconnessi: attraverso l’approvvigionamento, il PAM acquisisce le capacità operative necessarie per rendere possibile il trasporto degli aiuti, selezionando partner logistici in grado di garantire affidabilità, flessibilità e continuità operativa.
Servizi di trasporto e logistica
Nell’ambito delle operazioni umanitarie, il PAM utilizza procedure di approvvigionamento anche per acquisire servizi di trasporto terrestre, marittimo e aereo, oltre a servizi complementari quali movimentazione delle merci, gestione dei magazzini, manutenzione dei mezzi e supporto logistico.
• La selezione dei fornitori di trasporto non si basa esclusivamente sul costo del servizio, ma considera una serie di fattori chiave per il successo dell’operazione, tra cui la capacità tecnica e organizzativa dell’operatore, l’esperienza maturata in contesti umanitari, la disponibilità di mezzi adeguati, la copertura geografica, il rispetto degli standard di sicurezza e la capacità di adattarsi rapidamente a situazioni impreviste.
• Questo approccio consente al PAM di costruire una rete di partner logistici affidabili, in grado di operare anche in scenari caratterizzati da elevata complessità, come aree colpite da conflitti o emergenze improvvise.