“Mi piace innanzitutto partire da un dato. C’è un nuovo bilancio con una nuova architettura e questo bilancio ha bisogno di essere illustrato bene. Abbiamo una conferma delle risorse sul primo pilastro, pari a 294 miliardi di euro, e la parte che attualmente, nell’attuale bilancio, è rivolta allo sviluppo rurale per 87 miliardi di euro, è all’interno dei Piani nazionali e regionali di questo nuovo fondo che deve essere definito.” Così il vicepresidente della Commissione Europea e Commissario europeo per la Politica Regionale, Raffaele Fitto, intervenendo intervenendo a margine dell’Assemblea nazionale Coldiretti, tenutasi presso il Teatro Eliseo di Roma con al centro le scelte contenute nella proposta della Commissione Europea del nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 dell’Unione europea, che prevede l’accorpamento, tra l’altro, delle risorse della Politica Agricola Comune e quelle della Coesione, in un unico contenitore da attuare attraverso un piano di partenariato nazionale e regionale.”
In questo fondo – ha spiegato il Vicepresidente e Commissario UE, Fitto – ci sono 781 miliardi complessivamente, dei quali una buona parte sono assegnati fra il primo pilastro dell’agricoltura e le risorse per le immigrazioni e i confini. Mi piace sottolineare questo perché le risorse sono raddoppiate su questo capitolo pari a 34 miliardi di euro, la parte restante, 453 miliardi di euro, deve essere definita con i piani nazionali e regionali e sarà un’occasione per sviluppare e garantire le risorse alle quali si fanno riferimento, in modo particolare quelle dello sviluppo rurale. Mi sembra che siamo anche reduci da un’esperienza, quella del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dove le risorse per l’agricoltura sono aumentate anche nell’ultima revisione. Quindi adesso si tratta di mettere in campo un lavoro positivo con il governo e con le Regioni quando si completerà l’iter della proposta di bilancio.” “La proposta della Commissione – ha ricordato – inizia un iter, ma il bilancio pluriennale è un provvedimento sul quale si avvia una fase di lavoro molto lungo e complessa che durerà per almeno un anno e mezzo con tutti i colegislatori, ma con tutti gli stakeholders e quindi ci sarà la possibilità di lavorare per chiarire meglio alcuni aspetti, per definire meglio alcuni ambiti e soprattutto per individuare e realizzare quelli che sono gli obiettivi centrali di questa proposta, cioè avere maggiore semplificazione e avere una maggiore flessibilità. “La semplificazione per poter superare quelli che sono gli aspetti burocratici che da sempre hanno rappresentato un limite, la flessibilità per affrontare le sfide nuove che abbiamo di fronte nella dimensione globale e geopolitica che abbiamo, nella quale abbiamo avuto modo di verificare anche negli anni passati quanto sia complesso il modello di gestione e di utilizzo delle risorse europee quanto sia necessario potenziare in modo forte ed efficace anche la parte relativa alla flessibilità – ha specificato il Vicepresidente e Commissario UE, Fitto, ricordando: “In questi giorni abbiamo definito, per esempio, la revisione dei medio termine della politica di coesione, che è un altro aspetto molto importante sull’attuale programmazione. Il messaggio è sul tema della semplificazione che non possiamo decidere sette anni prima come utilizzare le risorse e utilizzarle in modo assolutamente immodificabile in un mondo che cambia. Dobbiamo essere in grado ad avere quella flessibilità per spostare in base agli scenari nuovi le risorse in modo efficace. E questo bilancio mette in campo questa possibilità.” “Per i dazi – ha detto, inoltre il Vicepresidente e Commissario UE, Fitto – io sono ottimista nel senso che è auspicabile trovare un’intesa nell’interesse dell’Europa e degli Stati Uniti. L’Europa, la Commissione Europea, ha un approccio assolutamente propositivo e costruttivo per trovare questa intesa. Chiaramente al tempo stesso laddove non dovesse essere raggiunta, la Commissione Europea metterà in campo le proprie contromisure, ma l’auspicio è che si possa trovare un punto di sintesi e che si possa dare una risposta positiva anche in questa direzione, sapendo che appunto è un interesse reciproco e questo rafforzerebbe anche un dialogo dal punto di vista dei rapporti tra Stati Uniti ed Europa che in questo momento, a mio punto di vista, sarebbe un ottimo segnale.”
