La cantautrice Morena Chiara, promessa della scena musicale campana racconta della sua esperienza di cantante e di attrice nella serie Noi del Rione Sanità

C’è un pezzo del cuore di Napoli, un quartiere antico e suggestivo che intreccia tradizione e innovazione che negli ultimi anni ha conosciuto il riscatto attraverso l’arte e la cultura e la rinascita grazie al coraggio di chi ha creduto fosse possibile cambiare la vita segnata dei ragazzi del quartiere . La cultura è stata la risposta alla camorra e al degrado. Da qui nasce la serie di successo appena conclusa Noi del Rione Sanità, con la regia di Luca Miniero, che racconta senza filtri la storia di un quartiere con i suoi errori e  le sue speranze attraverso la tenacia di un prete che si mette contro la camorra e la curia stessa per piantare i semi del cambiamento. La serie si ispira al libro autobiografico e all’esperienza reale di Don Antonio Loffredo, il parroco che nel 2006 ha fondato una cooperativa sociale innescando il riscatto dell’intero quartiere togliendo i giovani dalle mani della camorra usati come reclute e pedine nel gioco della mafia. A raccontarci la serie e la sua esperienza in essa Morena Chiara, giovane voce femminile della sigla della serie “Uè Mamma” che canta  insieme a Lucariello nonché interprete del personaggio di Gaia, proprietaria di un bar su quattro ruote che si trova sulla piazza davanti la chiesa della Sanità e cornice che presiede  alle vicende quotidiane dei personaggi principali.

Tu che sei napoletana come ti sei sentita a recitare in una serie che racconta di Napoli?

“Emozionata anche perché è stata la mia prima serie in tv. Artisticamente io nasco come attrice di teatro e da oltre 10 anni faccio la comparsa nel cinema, per me essere parte di una serie che racconta della mia città interpretando un personaggio anche caratteristico è stato naturale perché mi sento io stessa un sampietrino di questa città come penso sia Gaia, rappresentante di un modo di essere e di vivere Napoli come la sarta del quartiere o il panettiere. E io essendo anche artista di strada della Napoli di oggi mi sono sentita pienamente a mio agio ad interpretare Gaia.”

Perché definisci caratteristico il tuo personaggio?

“Perché i personaggi di Luca Miniero sono caratterizzanti , come le maschere della commedia dell’arte con pochi caratteri, determinati modi di comportarsi che ti fanno capire il personaggio che ti trovi davanti. Gaia è un personaggio che abita all’interno di una roulette che diventa chiostro del caffè e raduno per il quartiere.”

Essendo tu stessa artista di strada, che canti per le vie e per le piazze di Napoli  non ti sembra  che questo personaggio fosse destinato a te ?

“In realtà io dovevo apparire solo nella sigla come cantante, poi mi è stato proposto d’interpretare Gaia, un personaggio anche un po’ misterioso. Mi fa pensare ad una sorta di fata, un personaggio quasi fiabesco che incornicia le storie dei ragazzi del quartiere. Gaia non è un’artista di strada ma fa parte della strada, parla con la gente e intrattiene  le persone quindi in questo simile a me. Anche il vestiario di Gaia non a caso è tale e quale al mio, un personaggio che si ritrova nel contesto della serie ma anche nella mia vita!”

La serie ti sta facendo conoscere anche di più come cantante?

“Si, il bello di questa serie è che dà voce a voci nuove che sono parte integrante di Napoli. In questa ricerca di Lucariello e Lello Savonardo che hanno curato la direzione artistica io ho colpito per questo mio napoletano un po’ blues e un po’ lento malinconico. Il bello è stato far conoscere una cantante senza etichetta come me che fa parte della Napoli underground e inserire la mia voce nella narrazione di una storia vera, indimenticabile la prima al cinema Metropolitan dove sono venuti anche i veri ragazzi di Don Loffredo che fanno parte della storia reale!”

Noi della Sanità cosa ha dato alla Sanità e a Napoli stessa?

“Questa serie tratta storie reali, traccia un percorso di rinascita realmente avvenuto nella Sanità. Racconta una Napoli reale, Luca Miniero volge uno sguardo veritiero che coglie i veri colori di Napoli. La serie ci fa capire che quando uno vuole fare qualcosa e lotta per arrivare ad una determinata cosa riesce anche quando ha tutto e tutti contro. Il cambiamento ci può essere se c’è volontà di fare e creare proprio come ha fatto Don Loffredo! Quanto tu più credi  e non ti arrendi più cambi le cose!”