Premi Nobel, capi di Stato ed esponenti del mondo scientifico, accademico, religioso e istituzionale internazionale, riuniti al Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo per la Nobel Laureatus Assembly, un’iniziativa promossa da una coalizione internazionale di istituzioni con il coinvolgimento della Santa Sede.
Obiettivo dell’incontro elaborare la Rome Declaration on an Unarmed and Disarming Peace in the Age of Artificial Intelligence, documento di indirizzo per la governance globale dell’intelligenza artificiale e dei rischi legati alle nuove tecnologie.
Ai lavori della Sessione 7 -“The Common Good in the Digital Age: Artificial Intelligence, Democracy, and the Economic Revolution: Toward a New World Order”, dedicata alle implicazioni economiche e sociali dell’intelligenza artificiale e alle prospettive di un nuovo modello di sviluppo orientato al bene comune ha partecipato il Segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo. “Il tema non è essere ‘pro’ o ‘contro’ l’IA, ma scongiurare il rischio del suprematismo tecnologico “, ha dichiarato il segretario generale di Coldiretti. ” Gli agricoltori conoscono il potere del limite: sapere sempre quando è il momento di fermarsi. Se pochi soggetti controllano algoritmi, dati, cloud e biotecnologie, possono arrivare a controllare anche filiere alimentari, sementi e mercati. Quindi la vita di tutti.”
Per Gesmundo il punto di contatto tra intelligenza artificiale e guerra nucleare risiede proprio in questo: ” Il problema non è solo l’arma autonoma, ma chi governa sistemi strategici che incidono sulla vita delle persone. Oggi la sicurezza alimentare è infrastruttura centrale della sicurezza nazionale”. Da qui la domanda politica al centro del suo intervento: l’intelligenza artificiale resterà uno strumento al servizio dell’uomo o diventerà un nuovo fattore di concentrazione del potere? “È una chiave originale perché lega tecnologia, democrazia e cibo “, ha concluso.
