Dal Castel dell’Ovo al Cimitero delle Fontanelle: i luoghi simbolo della città tornano finalmente accessibili.
Non solo monumenti, ma identità: Napoli ritrova le sue radici attraverso la riapertura del suo immenso patrimonio. Il 2026 è l’anno della rinascita, dopo anni di restauri e cantieri tornano a vivere i tesori partenopei e tu sai di quali stiamo parlando?
il Cimitero delle Fontanelle
Dopo cinque anni riaprirà i battenti entro la fine di marzo. Un annuncio che arriva come un regalo di Pasqua per la città, restituendo a napoletani e turisti uno dei luoghi più iconici, mistici e identitari del capoluogo campano. Il percorso verso la riapertura non è stato privo di ostacoli. Inizialmente prevista per la scorsa estate e poi slittata a dicembre, l’inaugurazione è stata rimandata più volte a causa di complessi intoppi burocratici e tecnici. Oggi, il traguardo è vicino: i lavori di messa in sicurezza delle cavità tufacee, l’installazione di moderni impianti di illuminazione e la creazione di percorsi protetti sono conclusi, garantendo un’esperienza di visita sicura e suggestiva. La vera novità risiede nella governance del sito. Il Comune di Napoli ha siglato un partenariato pubblico-privato con la cooperativa sociale “La Paranza”, realtà già protagonista del successo internazionale delle Catacombe di San Gennaro. Questa collaborazione punta a replicare un modello di turismo sostenibile capace di generare impatto sociale e culturale direttamente nel cuore del Rione Sanità. Con la riapertura delle Fontanelle, Napoli si riappropria del palcoscenico principale del culto delle “anime pezzentelle”. Questo antico rito, che vede i fedeli “adottare” e curare una capuzzella (un cranio anonimo) in cambio di protezione, rappresenta un legame unico al mondo tra il popolo e l’aldilà.
ll Teatro di Neapolis (o Teatro di Nerone)
Si prepara a riaprire le porte nel cuore del Decumano superiore. Dopo il completamento dei restauri, che hanno portato alla luce scoperte eccezionali come la Tribuna degli Imperatori, l’inaugurazione è ora prevista tra marzo e aprile 2026. Il leggero ritardo rispetto ai piani iniziali è dovuto alla messa a punto di un modello di gestione misto pubblico-privato. Questa formula è stata scelta per garantire aperture regolari ed evitare i problemi di carenza di personale che attualmente tengono chiusi altri tesori cittadini, come le mura di piazza Cavour o Carminiello ai Mannesi.Secondo Luigi Carbone, presidente della Commissione Cultura, i lavori sono ormai alle battute finali e si sta procedendo con l’affidamento dei servizi per definire il calendario degli eventi inaugurali.
Castel dell’ Ovo
Riapre i battenti per la Pasqua 2026, dopo la lunga chiusura causata dalle mareggiate del 2023. Secondo quanto dichiarato da Carbone, i ponteggi sono stati rimossi e si stanno ultimando gli impianti, anche se i lavori proseguiranno per un altro trimestre in aree specifiche come il Ramaglietto. Ecco i punti chiave del piano di rilancio:Ingresso gratuito: A differenza del Maschio Angioino, il cui biglietto raddoppierà passando da 5 a 10 euro, per Castel dell’Ovo non è previsto il pagamento di un ticket d’ingresso. Investimenti massicci: Il restyling totale conta su circa 14 milioni di euro complessivi: 8 milioni dai fondi FSC, 2 milioni dalla Città Metropolitana per scogliera e Ramaglietto, e 4 milioni dal Comune per interni e illuminazione. Hub culturale: L’obiettivo è restituire alla città il suo simbolo più iconico, rendendolo un punto di riferimento strategico anche in vista dei grandi eventi internazionali come la Coppa America.
Il Real Albergo dei Poveri di Napoli (Palazzo Fuga) sta vivendo una trasformazione storica: diventerà una seconda sede del MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli).
Ecco i punti chiave del progetto:
Nuovi spazi espositivi: Il MANN utilizzerà circa 10.000 mq per esporre migliaia di reperti che oggi sono chiusi nei depositi.
Polo culturale: Oltre al museo, ospiterà la Biblioteca Nazionale, aule dell’Università Federico II e uno studentato.
Stato attuale: I lavori sono finanziati dal PNRR con l’obiettivo di completare gran parte del restauro entro il 2026.
Mostre in corso: La struttura è già parzialmente aperta per eventi temporanei (come la mostra “Ancora qui”) che permettono di ammirare l’imponenza dell’edificio durante i lavori. In sintesi, non è più solo un monumento storico in disuso, ma sta diventando il cuore culturale della zona di Piazza Carlo III. E dopo anni di attesa e lavori, la Biblioteca dei Girolamini riapre le porte in modo definitivo proprio in questo periodo, nella primavera del 2026. È un momento storico per Napoli: dopo il lungo restauro necessario a seguito dei famosi furti, il complesso è tornato pienamente fruibile. Oltre alle sale della biblioteca, puoi visitare anche la Chiesa, la Quadreria e i chiostri. Ricordate però che per i biglietti non si usano più i contanti: devi acquistarli online o tramite i totem digitali all’ingresso!
