Napoli – La notte dei cento anni doveva essere l’apoteosi dell’orgoglio partenopeo, un ponte luminoso tra il passato glorioso di Maradona e le promesse future. Piazza del Plebiscito illuminata d’azzurro, i fuochi d’artificio sul lungomare e la retorica dei grandi eventi hanno riempito gli occhi di oltre 60mila persone. Ma spenti i riflettori dello show e smaltita la sbornia celebrativa, la realtà si è presentata all’alba con il suo volto più cinico e sfigurato. Quello che resta del Centenario non è solo la poesia di un secolo di passione, ma la solita, deprimente scia di inciviltà.

Il Lungomare Trasformato in una Discarica a Cielo Aperto

Bastava farsi una passeggiata alla Rotonda Diaz o lungo via Partenope poche ore dopo il grande spettacolo pirotecnico: un tappeto ininterrotto di lattine schiacciate, bottiglie di vetro spaccate sui marciapiedi, cartoni della pizza unti e plastica ovunque. La celebrazione spontanea dei tifosi si è trasformata nell’ennesimo pretesto per saccheggiare e stuprare gli spazi comuni. Cento anni d’amore per la squadra, a quanto pare, non equivalgono a un briciolo di rispetto per la città che la ospita. I cestini dei rifiuti, strabordanti già a inizio serata, sono diventati monumenti all’inefficienza di un sistema di raccolta che non impara mai dai propri errori.

Piazza del Plebiscito e i Monumenti Ostaggio della Calca

Se sul palco sfilavano le leggende e i proclami societari, tutt’intorno andava in scena il solito copione della sregolatezza. I monumenti storici dell’area monumentale e del centro storico sono stati trattati come tribune da stadio. Persone arrampicate ovunque, pali della luce colonizzati, basamenti dei palazzi storici imbrattati. C’è una sottile ma drammatica linea che separa l’entusiasmo popolare dal vandalismo da strada, e anche questa volta quella linea è stata calpestata senza troppi complimenti. Il decoro urbano è stato sacrificato sull’altare dell’evento straordinario, come se per festeggiare fosse obbligatorio sospendere le regole del vivere civile.

La Solita Amnesia Post-Evento delle Istituzioni

Il Comune e le aziende municipalizzate si difenderanno parlando di “piani straordinari di pulizia”, ma la flemma con cui la città si risveglia da queste imponenti manifestazioni è esasperante. Le transenne dimenticate, i residui di fumogeni che colorano i marciapiedi storici e l’aria pesante di una metropoli lasciata a se stessa dimostrano una totale impreparazione alla gestione dei flussi. Non basta accendere i monumenti di azzurro se poi, ai loro piedi, si tollera l’anarchia commerciale e l’inciviltà di chi consuma la città e la getta via.

Un Centenario Senza Maturità

Arrivare a cento anni di storia dovrebbe essere sinonimo di maturità. Napoli ha dimostrato di avere una tifoseria immensa e una capacità unica di creare spettacolo mondiale, ma manca ancora l’esame più importante: quello dell’educazione civica. Se l’amore per una maglia legittima il degrado del proprio territorio, allora questo secolo di storia è un traguardo a metà. La festa è stata bellissima, ma la spazzatura e l’incuria lasciate in dote ai cittadini che stamattina dovevano andare a lavorare sono il solito, imperdonabile autogol.