NAPOLI – Venerdì Napoli si trasformerà in una gigantesca scenografia a cielo aperto per l’arrivo di Papa Leone XIV. Ma dietro l’incenso e le bandierine, la realtà è un insulto al buon senso. Il Sindaco ha deciso: per far passare la papamobile, la cultura deve fermarsi. Scuole chiuse, lezioni sospese e migliaia di famiglie nel caos. È il trionfo della “politica del lucchetto”: non sapendo gestire il traffico, l’amministrazione Manfredi preferisce semplicemente spegnere la città.

Ancora una volta, Palazzo San Giacomo gioca a fare Ponzio Pilato: si lava le mani del diritto allo studio e della mobilità dei lavoratori, sacrificandoli sull’altare di un “decoro urbano” che dura appena il tempo di un servizio al TG1.

Il Trucco sopra le Macerie

Il paradosso è quasi insopportabile. Si blindano le strade e si tirano a lucido i monumenti per il Pontefice, mentre a pochi chilometri di distanza, la Circumvesuviana e i treni EAV continuano la loro agonia quotidiana. Il torto della politica è tutto qui: trovare risorse e logistica impeccabile per un evento di poche ore, mentre si condannano i pendolari a viaggiare su carri bestiame in ritardo cronico per il resto dell’anno.

È facile accogliere il Papa con i tappeti rossi; è difficile garantire che un operaio di Pompei o uno studente di Pozzuoli arrivino a destinazione senza vivere un’odissea.

Ragioni e Torti di una Metropoli a Metà

  • Il torto dei residenti: Forse l’unico errore dei napoletani è essersi abituati all’idea che l’eccezionalità sia l’unica scusa per vedere le strade pulite e i vigili urbani agli incroci.
  • La ragione degli esclusi: Hanno ragione i genitori che devono prendersi ferie forzate perché le scuole chiudono, e hanno ragione i commercianti che si vedono sequestrare i dehors “per sicurezza”, proprio mentre lo Stato fatica a proteggerli dal pizzo reale nei vicoli.

Conclusione: Un Cimitero di Speranze

Napoli venerdì sarà bellissima, pulitissima e silenziosissima. Un cimitero di efficienza temporanea costruito sulla pelle di chi la città la vive ogni giorno. Se per pregare dobbiamo smettere di funzionare, allora non siamo una metropoli europea, ma una parrocchia gigante che ha rinunciato a governare se stessa. Papa Leone XIV porterà un messaggio di speranza, ma ai napoletani servirà un miracolo vero per sopravvivere alla normalità che tornerà sabato mattina, quando le scuole riapriranno e i treni torneranno a non passare.