Mancano gli ultimi 90′ di gioco per chiudere una stagione calcistica caratterizzata da una serie di eventi che hanno confermato l’ imbarazzante momento del calcio italiano, dall’ ennesimo fallimento della Nazionale per partecipare al mondiale fino alle dimissioni di Gravina, per terminare con l’ indagine della Procura di Milano su Rocchi che ha aperto nuovi scenari sulla trasparenza e linearità dell’ operato degli arbitri in Italia. Un mondo a parte, quello arbitrale, che in realtà sembra pilotato sempre e solo dal vile denaro e dall’ esosa ambizione delle ex “giacchette nere” di fare carriera per arricchirsi e perciò ad essere disposte a farsi adepti e discepoli della “setta” che comanda.
La vicenda sembra essere improvvisamente caduta nel dimenticatoio per altre faccende riguardanti il rotolare del pallone sul campo che ha inguaiato il nuovo “vate” juventino Luciano Spalletti che ieri, dopo la figuraccia rimediata in casa dai suoi ragazzi, ha attaccato Dazn dicendo che la pressione mediatica(sic!) subita ha condizionato i suoi uomini, mentre ha ridato ossigeno a tre vecchie volpi come Conte,che ha ufficialmente portato il Napoli in Champions, Allegri e Gasperini che hanno fatto un passo decisivo per arrivarci con Milan e Roma.
Perché si parla poco o niente della situazione nel mondo arbitrale e dell’ Affaire-Rocchi?
Si vuole forse mettere e nascondere la polvere sotto il tappeto? Turarsi il naso per non sentire il fetore che viene da quell’ ambientino dove le pugnalate alle spalle hanno già fatto vittime come Zappi, presidente AIA, condannato dalla Federale a 13 mesi anche in terzo grado di giudizio, o come appunto il designatore Rocchi oggetto di indagine penale dopo che invece la Procura Federale aveva velocemente archiviata la questione creata e promossa da ex arbitri “fatti fuori” per non aver assecondato i desiderata del loro numero uno?
Speriamo vivamente di no, anche perché se il Procuratore Generale di Milano ha concesso al p.m. Ascione l’ ulteriore proroga di indagini significa che il materiale raccolto ha indubbiamente un peso specifico e una rilevanza anche penale degna di nuovi e più approfonditi elementi da valutare e riscontrare.Che l’ indagine arbitrale possa essere partita da altri tipi di indagini e intercettazioni e si sia sviluppata o si stia sviluppando parallelamente ad esse può essere se l’ epicentro è Milano già coinvolta per i noti fatti di ingerenze malavitose nell’ ambiente calcistico meneghino .Speriamo solo che l’ elezione del nuovo presidente della FIGC non distolga l’ attenzione dei media da una faccenda che mina l’ intera struttura del calcio italiano dalle fondamenta perché gli arbitri sono, o almeno dovrebbero essere i garanti di una pulizia morale e di una imparzialità mai messa così a dura prova in queste ultime stagioni con l’avvento della VAR. Sarebbe il caso di prendere seriamente in esame la totale autonomia della classe arbitrale rendendo ” professionisti” coloro che,nei fatti, gestiscono da “dilettanti” uno spettacolo milionario.
Al momento, mancando notizie, speriamo non per tacere, la situazione non è gravissima, non ancora almeno, ma è da prendere molto seriamente…Per il bene del calcio futuro e soprattutto perché c’è bisogno di calcio VERO!!
