Oltre 50 panel, forum e sessioni a porte chiuse, uno spazio unico in cui i leader governativi, i membri delle organizzazioni internazionali, il mondo accademico, i media, il settore imprenditoriale e la società civile di tutto il mondo discuteranno delle tendenze, delle sfide e delle questioni più urgenti riguardanti la regione mediterranea.

E’ l’opportunià che offre l’undicesima edizione dei MED Dialogues,  la principale conferenza di alto livello sul Mediterraneo, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’ISPI (Istituto Italiano per gli Studi di Politica Internazionale) che dal 15 al 17 ottobre a Napoli, si unirà a leader ed esperti globali per nuovi approcci, idee e suggerimenti orientati ad affrontare con un’” agenda positiva” per la regione mediterranea  le sfide socio-economiche e di sicurezza attraverso visioni comuni.

 La conferenza, conversazione globale che riunisce già oltre 10.000 partecipanti online,  preceduta da alcuni Tavoli a porte chiuse il 15 ottobre, sarà ufficialmente aperta giovedì 16 ottobre. La sessione istituzionale di apertura prevede l’intervento del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e del Presidente dell’ISPI, Franco Bruni.

Seguirà la sessione iniziale dell’iniziativa con la partecipazione del Ministro Tajani insieme al Ministro degli Affari Esteri dell’Iraq Fuad Hussein, della Ministra degli Esteri dell’Autorità Nazionale Palestinese Varsen Aghabekian Shahin e del Consigliere Speciale del Presidente USA per Africa, Paesi Arabi e Medio Oriente Massad Boulos. Il titolare della Farnesina parteciperà poi ad una sessione dedicata ai Balcani assieme agli omologhi di Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Macedonia del Nord, Kosovo e Slovenia.

Dialoghi Mediterranei costituiscono la principale iniziativa di diplomazia pubblica della Farnesina. L’edizione di quest’anno si tiene eccezionalmente a Napoli, in collaborazione con il Comitato Nazionale Neapolis 2500: una città crocevia politico ed economico, tra Europa e Mediterraneo, che celebra i 2500 anni dalla sua fondazione. Con la scelta di Napoli si intende ribadire la centralità del Mediterraneo nell’identità politica dell’Italia e scegliere un’area dinamica che vuole costruire il suo futuro insieme ad importanti attori della sponda Sud.

 Costruire il dialogo e la cooperazione sulla scia dell’accordo di Sharm el-Sheikh

A pochi giorni dal vertice di Sharm el-Sheikh del 13 ottobre, dove è stato raggiunto un accordo che getta le basi per rinnovati sforzi di pace nella guerra tra Israele e Gaza, l’edizione MED di quest’anno sarà il primo grande incontro di esperti per analizzare e discutere le prospettive e gli scenari regionali dopo il vertice, riunendo responsabili politici, rappresentanti di alto livello ed esperti di spicco per valutare le implicazioni per il più ampio panorama MENA(Middle East and North Africa)  e Mediterraneo.

 Oltre ai numerosi relatori dei panel, è confermata la partecipazione di esponenti di alto livello da tutta la regione del Mediterraneo allargato, nonché dei rappresentanti di numerose organizzazioni internazionali, tra cui Reem Al Hashimy, Ministra di Stato per la Cooperazione Internazionale degli Emirati Arabi Uniti; Rym Ali, Presidente della Anna Lindt Foundation; Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali; Nazila Ghanea, Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di religione o credo; Nawal El Moutawakel, Vice Presidente del Comitato Olimpico Internazionale.

Nei due anni dallo scoppio della guerra a Gaza successiva all’attacco del 7 ottobre la regione è stata sconvolta da radicali rivolgimenti. Equilibri consolidati nel tempo sono saltati, mentre si sono moltiplicati i teatri di guerra e le situazioni di instabilità: da Gaza al Libano alla Siria, dall’Iran allo Yemen, ai problemi della regione del Canale di Suez. La transizione in Libia resta incompiuta, mentre persiste l’insicurezza in Sahel, con riflessi sulla gestione delle migrazioni verso l’Europa.