Quando il talento femminile ridisegna i confini del territorio

La libertà è autodeterminazione, il potere di dare forma alle proprie idee trasformandole in impresa. Questo il messaggio centrale di ‘Marzo Donna’, iniziativa di Casartigiani e Coldiretti Napoli che ha celebrato il successo di donne come Emilia Pentella, con il suo progetto d’integrazione tra terra e bottega ‘Nutriti d’Italia’, e Cristina Varchetta, esempio di visione e continuità nel territorio. Si racconta Emilia Pentella, l’imprenditrice che ha trasformato l’eredità storica dei Supermercati Pentella in una missione d’avanguardia per il Sud. Durante l’evento “Marzo Donna”, promosso da Casartigiani e Coldiretti Napoli, Emilia ha condiviso una visione dove l’impresa non è solo profitto, ma identità e coraggio di tracciare la propria strada. «Mi definisco una System Builder», spiega, descrivendo un approccio alla gestione che supera i modelli tradizionali. Il suo progetto “Nutriti d’Italia” è la sintesi perfetta di questa filosofia: un format nato per unire agricoltura e artigianato, creando un ecosistema dove i produttori locali non sono semplici fornitori, ma partner di un valore condiviso. In un settore spesso a trazione maschile, Emilia ha scelto di imporsi con la forza della competenza e della sorellanza. Attraverso il suo impegno in FIDAPA BPW Italy, promuove una leadership che sostiene il talento delle donne, convinta che solo facendo rete si possano abbattere i pregiudizi e costruire un futuro solido per le nuove generazioni. Quella di Emilia Pentella è la storia di una donna che, con grazia e determinazione, sta riscrivendo le regole del Made in Italy partendo da Napoli. Accanto a lei, l’esperienza di Cristina Varchetta ha arricchito il dibattito, portando la testimonianza di una tradizione vitivinicola secolare che si rinnova. Cristina ha mostrato come la tenacia femminile sia capace di custodire le radici agricole della Campania proiettandole verso mercati moderni e consapevoli “Il mio è il battito di una terra ardente. Sono nata e cresciuta tra i filari delle Cantine Astroni, dove l’odore dello zolfo e quello del mosto si fondono nel cuore dei Campi Flegrei. Guidare oggi questa realtà, fondata nel 1892 dal mio bisnonno Vincenzo, non è solo un lavoro: è la missione di custodire un’eredità che pulsa come il fuoco sotto il nostro cratere. In un mondo del vino spesso visto come maschile, io ne rivendico la natura profondamente femminile, fatta di ascolto, pazienza e cura. La mia sfida quotidiana è proteggere la biodiversità di questa oasi del WWF, valorizzando i vitigni autoctoni con un approccio etico e sostenibile. Per me, ogni vite è una figlia della terra da accudire. Il vino non è un semplice prodotto, ma un sentore di felicità e poesia liquida. Quando apro le porte della cantina, non offro solo una degustazione, ma condivido i sacrifici di quattro generazioni e la bellezza del mito che ci avvolge. Ogni calice racconta la forza del vulcano e la sapidità del mare!”. 

Quella di Emilia e Cristina è la storia di donne che, con grazia e determinazione, stanno riscrivendo le regole del Made in Italy partendo da Napoli. Esempi concreti di come il cuore e la visione territoriale possano diventare il motore di un’economia etica, capace di nutrire non solo il mercato, ma l’anima stessa del territorio