“Ridentem dicere verum: quid vetat? “
Una delle frasi più famose di Orazio in una delle sue satire è sicuramente quella secondo cui anche scherzando si può dire la verità senza offendere il soggetto a cui è rivolta la frase a mo’ di licenzioso ammonimento, ma facendogli comprendere che non è tutto oro quel che si vuole fare sembrare.
Stanislaw Lobotka, uno dei pretoriani di Antonio Conte, in un’ intervista rilasciata circa un mese addietro in un podcast slovacco ha rappresentato in modo semiserio la durezza del metodo di lavoro di Conte e del suo staff. Frasi con qualche sorrisetto ingannatore, che comunque hanno evidenziato uno stress nemmeno troppo latente da parte del metronomo del centrocampo azzurro, uno di quelli che macina chilometri e chilometri a partita parlando poco e dando tanto in termini di qualità e quantità del gioco. Il fatto che le dichiarazioni del centrocampista siano state rese pubbliche solo un paio di giorni addietro e all’ indomani della brutta sconfitta di Bologna e della clamorosa conferenza post partita di Conte mi fanno sorgere il dubbio che il tecnico di Lecce non abbia tutti i torti nel sentire tamburi di guerra ad assediare la squadra e il suo lavoro in un momento delicato della stagione.
Lobotka ormai vicinissimo ai 31 anni- li compirà il prossimo 25 novembre- ha espresso dei giudizi sul metodo di lavoro del suo allenatore senza però giudicarne qualità o capacità….Dunque?
Se un atleta sottolinea che il lavoro che svolge quotidianamente è assai pesante ma lo svolge seriamente nel rispetto di un contratto firmato non vedo che male ci sia nel sottolinearlo soprattutto se chiosa, parlando di De Bruyne un campione di 34 anni, suo attuale compagno di squadra :” se mi avesse chiesto se Napoli era un posto ideale per venirci a giocare gli avrei risposto mandami una tua maglia…”
Siamo alla frutta se vogliamo o”vogliono” fare passare come pietre contro Conte le parole di Lobotka forse, anzi senza forse, il giocatore più soldatino di tutti per Conte,per applicazione e comportamento dentro e fuori dal campo. Chi voleva creare un’ altra polemica c’è riuscito approfittando del momentaccio che vive il “villaggio” napoletano dove si vuole togliere dal centro proprio Conte, approfittando delle sue parole che, a seconda di chi le vuole interpretare,possono essere ulteriormente divisive tra lui e il gruppo o rafforzative per creare stimoli e voglia di venire fuori da un momento di impasse.
Lobotka ha detto quel che pensava senza acredine o rassegnazione, compreso il fatto che a 31 anni potesse voler avere voglia di altre esperienze. Una sincerità che non può essere destabilizzante per l’ ambiente napoletano e per Conte.
Tuttavia, ci permettiamo di scriverlo, anche Conte deve trovare il modo e la capacità di relazionarsi con i singoli giocatori senza creare spifferi che per mano o bocca di certi ambienti, ed è proprio lui a ricordarlo urbi et orbi ai tifosi napoletani, diventano uragani sul Golfo.
Bene ha fatto De Laurentiis a dare più forza al tecnico dopo Bologna ma ora è necessario che il club sia in prima linea per accertarsi che tutte le parole dette e spesso “manipolate” ad arte nell’ interpretarle rimangano tali senza sconvolgere il lavoro di rafforzamento del club e della squadra.
Conte sa quello che deve fare e lo sanno benissimo anche i giocatori,professionisti seri e pagati puntualmente. Lavorare, lavorare, lavorare…Magari con un sorriso in più e Qualche mugugno silenzioso in meno. Lobotka, magari non conoscendo Orazio, ha aperto una strada per parlarsi, dire della sensazioni e delle verità senza creare spaccature o divisione nella sacralità dello spogliatoio.
Così come siamo certi, come lo è Mauro Berruto uno dei personaggi e tecnici più colti e raffinati dello sport italiano, che le parole di Conte vogliono compattare e rafforzare l’ ambiente e non tendono a minarlo.
Le risposte devono darle il campo, Conte, Lobotka e il gruppo Napoli…
La città, anche quella che non tifa, guarda e attende con fiducia…
Il progetto del rilancio di Napoli è appena partito tra lavori e appuntamenti in vista anche dell’ “Americas Cup”e quello di rafforzamento e ringiovanimento del Napoli dopo i due scudetti di De Laurentiis non può e non deve subire interruzioni dovute a “interventi” sbagliati…In campo e fuori. Sperando che siano sempre e solo errori di valutazione in buona fede e che…Orazio e la sua frase diventino un alleato per il Napoli e non il nemico. Che esiste ma si nasconde benissimo tra social, media,stampa e addetti ai lavori che lanciano sassi e nascondono le mani! A buon intenditor…