Giornalismo e Informazione due realtà imprescindibili per un Paese civile e che in Italia hanno, addirittura, garanzie costituzionali quotidianamente vilipese dai poteri cosiddetti forti, dalle lobby del quarto potere e da una magistratura in chiave Santa Inquisizione con a disposizione centinaia di vulnus nel nostro Ordinamento e una filmica caccia alle streghe che continua impunita da oltre mille anni.
Su questo si inserisce la nota a margine del congresso di categoria a firma del giornalista Rosario Lavorgna, 59 anni, caporedattore del Multimediale per Agenzia Stampa Italia e fondatore e direttore di questo Quotidiano On line con un invito esplicito al presidente dell’Ordine Carlo Bartoli di essere garante ed argine di questa sorta di deriva inquisitoria in un mestiere delicatissimo come quello del Giornalista
“Un futuro all’insegna della qualità, ma non solo, anche e soprattutto nel rispetto della deontologia che è alla base del nostro lavoro quotidiano di racconto e commento. Una cosa però non va né dimenticata, né sottaciuta: Oggi 2026 la modalità del giornalismo come Multimedia Content Creation nella formula del ‘per conto terzi’ quindi rientrante nella libera professione è troppo spesso attaccata, denunciata, derisa e strumentalizzata in chiave giudiziaria dai grandi network. Questo è inammissibile in un Paese civile, in un Paese la cui carta costituzionale contiene garanzie per i lavori delicati e di pubblica utilità come il nostro. Il giornalista e Content Creator, ai sensi e per gli effetti della legislazione Europa come anche di tutto quel crogiolo di disposizioni nel nostro ordinamento che regolano e garantiscono il lavoro giornalistico nella sua espressione digitale con modalità e tecniche condivise e legate alla deontologia prima che alla ricerca e diffusione delle notizie, va tutelato contro le aggressioni strumentali mediatiche e giudiziarie che, a mo di caccia alle streghe, utilizzano i ‘vulnus’ del nostro ordinamento per postulare fantasiose ricostruzioni che ledono il nostro mestiere e minano dalle fondamenta la nostra credibilità di professionisti dell’informazione. Pertanto, chiedo al nostro presidente Carlo Bartoli, persona attenta e scrupolosa, che conosce bene questa delicata situazione che, ahimè, coinvolge in maniera particolare la Campania, di voler fare da argine istituzionale ad una deriva mediatica e giudiziaria che colpisce alcuni giornalisti nello svolgimento della loro funzione sul campo”.
Rosario Lavorgna, giornalista (Matr. 088390)
