Il nuovo decreto per il Pnrr approvato dal Governo sancisce la scomparsa dell’Agenzia per la Coesione Territoriale. Per Anna Lepre (nella foto), Direttore del Centro Studi di Lepre Group, non si tratta di una cattiva notizia.

Non teme che, senza l’Agenzia, possa diminuire l’azione di coordinamento di politiche e interventi finalizzati a ridurre il divario meridionale?

Faccio una premessa. La mia valutazione prescinde dalle capacità professionali di chi presidiava quell’organismo, ma nasce dalla constatazione oggettiva della sua scarsa efficacia. I dati dimostrano che il ruolo di coordinamento dell’Agenzia non è mai stato esercitato con vantaggi tangibili per le politiche di coesione.

Può essere più esplicita?

Basta richiamarsi alle cifre esposte nell’ultima Relazione sulla Politica di Coesione per il ciclo 2014-2020. Emerge un quadro desolante. I soldi del ciclo di programmazione ormai giunto a termine possono materialmente essere spesi fino al 31 dicembre 2023. Siamo quindi a dieci mesi dalla scadenza, eppure la percentuale delle risorse effettivamente erogate, tra fondi strutturali Fers e Fse, cofinanziamento nazionale, fondi sviluppo e coesione, è appena del 34%. Sono stati spesi poco più di 46 miliardi su una dotazione di 126,6. Come facciamo a non parlare di un fallimento?

Ma basterà eliminare l’Agenzia per recuperare il terreno perduto?

Il Ministro per il Sud e le Politiche di Coesione, per gli Affari europei e il Pnrr, Raffaele Fitto, in raccordo con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, assumerà il coordinamento diretto di tutte le risorse finalizzate al riequilibrio territoriale. Si avvarrà a tal fine della collaborazione del Dipartimento della Coesione. L’obiettivo, che trovo condivisibile, è di sveltire e semplificare senza svilire ma, anzi, rendendo molto più incisive strategie e spesa delle risorse. L’auspicio, naturalmente, è che questa svolta consenta di evitare di perdere tanti miliardi, attualmente a rischio per colpa dei gravi ritardi accumulati.

Oltre che spendere le risorse residue del vecchio ciclo, vi sono quelle del Pnrr e della nuova programmazione 2021-2027…

Certo. Ma l’azione di Fitto tende proprio ad assicurare continuità e coerenza nell’utilizzo delle diverse fonti di finanziamento. E’ l’unica strada che può far sì che i soldi a disposizione vengano impiegati per ridurre strutturalmente il gap e non siano frazionati in una miriade di interventi di poca incidenza e spesso dettati da interessi di campanile o clientelari, come purtroppo spesso è accaduto in passato. E poi c’è un altro elemento importante…

Quale?

La corresponsabilizzazione diretta della Presidente Meloni. È il segno di una volontà concreta di proseguire nei fatti l’impegno per il rilancio del Mezzogiorno, e con il Sud dell’intero Paese, che ha più volte annunciato prima nella campagna elettorale, poi nelle prime dichiarazioni dopo la formazione del Governo.