Stazioni spettacolari, firme di archistar e investimenti milionari: ma a cosa serve una metropolitana “fantasma” che chiude nel pomeriggio proprio mentre Napoli esplode di turisti?
NAPOLI – Se la bellezza potesse trasportare le persone, la Linea 6 sarebbe la migliore del mondo. Ma a Napoli, purtroppo, la bellezza non basta per arrivare in tempo in ufficio o per rientrare a casa dopo una serata a Chiaia. Oggi, la “linea dei sogni” che collega Fuorigrotta a Piazza Municipio torna al centro delle polemiche, diventando il simbolo di una città che corre a due velocità: quella dei rendering e quella della realtà.
Un capolavoro (quasi sempre) chiuso
Il paradosso è servito: abbiamo le stazioni più belle d’Europa, come la nuova fermata Chiaia, un abisso d’arte che lascia a bocca aperta, ma per ammirarla bisogna sbrigarsi. Nonostante l’estensione dell’orario fino alle 21:30 nei feriali, il weekend — quando la città è invasa da migliaia di visitatori — la metro continua a “tirare i remi in barca” alle 15:30. Una scelta che i commercianti e i residenti definiscono “un suicidio d’immagine e logistico”.
Treni vecchi per stazioni nuove?
Mentre si tagliano nastri e si celebrano le architetture di Uberto Siola, i pendolari si chiedono dove siano i nuovi treni. La flotta attuale è composta da convogli “restituiti” dal passato, spesso insufficienti a garantire frequenze dignitose. Le promesse sui nuovi convogli si rincorrono da anni, ma nel frattempo le banchine restano deserte per decine di minuti, trasformando l’attesa in un test di pazienza per cittadini e turisti.
Il “buco nero” di Piazzale Tecchio
E poi c’è la ferita aperta di Piazzale Tecchio. I cantieri per il deposito e l’officina, necessari per far funzionare davvero la linea, continuano a strozzare il traffico di Fuorigrotta. Con la previsione di chiusura lavori a fine 2026, i residenti si chiedono se vedranno mai la fine di questo infinito cantiere o se la Linea 6 sia destinata a restare una magnifica incompiuta, ottima per i selfie ma inutile per la mobilità.
L’eredità di Pasqua e l’incubo del 25 aprile
Il bilancio dell’appena trascorso weekend pasquale è impietoso: mentre Napoli registrava il tutto esaurito, la Linea 6 si confermava il grande “flop” del trasporto cittadino, con orari ridotti che hanno lasciato a piedi migliaia di turisti proprio nel momento di massimo afflusso. Ma lo schiaffo peggiore deve ancora arrivare. Con il ponte del 25 aprile ormai alle porte, il timore è che si ripeta lo stesso copione: una metropolitana da un miliardo di euro che decide di andare in vacanza proprio quando la città, tra il lungomare e San Pasquale, avrebbe più bisogno di respirare. Senza un piano straordinario, la “metropolitana dell’arte” rischia di restare solo un magnifico monumento all’inefficienza.
