L’editoriale del Direttore – 

INDIGNAZIONE UNANIME DELL’UNIONE EUROPEA, DEL PRESIDENTE MATTARELLA E DELLE FORZE POLITICHE ITALIANE, LA REAZIONE FERMA E COMPOSTA DELLA PRESIDENTE MELONI. ESISTONO MARGINI DI RICUCITURA DELLO “STRAPPO” TRA ITALIA E U.S.A. ???

Quel che è accaduto in questi ultimi giorni nello scacchiere politico internazionale ha davvero pochissimi precedenti nei rapporti istituzionali e politici tra Paesi Alleati e i loro Leaders nazionali. Una bufera imprevista e imprevedibile che ha lasciato di ghiaccio la diplomazia di mezzo mondo, rischiando di mandare all’aria rapporti consolidati di amicizia e di collaborazione tra due Paesi fortemente legati da vincoli antichissimi di autentica fratellanza fra i rispettivi popoli, nonostante la distanza geografica dei diversi continenti.  Fattori storico-sociali ed economici che certamente non saranno completamente sfuggiti al “vecchio bisonte americano” quando ha rilasciato quelle dichiarazioni che hanno fatto il giro del mondo con la velocità della luce. Dichiarazioni improvvide, fuor di luogo, certamente poco garbate poiché rivolte ad una donna ma, soprattutto, diplomaticamente impronunciabili e inconcepibili per un Capo di Stato. Un personaggio atipico e intraducibile, il Presidente Statunitense, che certamente riesce molto meglio come imprenditore piuttosto che come Leader di un Paese che è universalmente riconosciuto come la culla della Democrazia. E questo lo testimonia senza alcun dubbio il modo certamente unico e sconsiderato che lo vide uscire di scena al temine del suo primo mandato Presidenziale nel Gennaio del 2021, dopo aver aizzato la folla dei suoi supporter contro il Parlamento americano, perché convinto di aver subito una ingiustizia nel conteggio dei voti a favore del candidato Repubblicano Joe Biden, poi proclamato eletto. Ricorderete l’assalto e la devastazione del Campidoglio di Washington il 6 Gennaio del 2021 che costò la vita a quattro manifestanti pro-Trump e un poliziotto di servizio al palazzo governativo. Oltre a decine e decine di feriti tra forze dell’Ordine e i rivoltosi inferociti. E dopo la sua rielezione a Presidente degli Stati Uniti, il 20 Gennaio 2025, inizia il balletto dei cosìddetti “Ordini Esecutivi” del Presidente con i quali ha prima minacciato e poi imposto dazi a gran parte dei Paesi del mondo. Dazi poi revocati, poi nuovamente applicati a macchia d’olio in un susseguirsi di irrefrenabili pulsioni senza logica ne’ efficacia. Riuscendo tuttavia a creare solo  malesseri e fibrillazioni nelle borse di mezzo mondo e nei mercati internazionali in continuo fermento. Ma sarebbe inutile ricordare tutte le “corbellerie” lanciate da Trump in questi mesi di mandato Presidenziale, a partire dalla intenzione di occupare anche “Manu Militari” la Groenlandia o di annettere il Canada, passando per il blitz in Venezuela con l’arresto rocambolesco di Maduro. O quando si è impegnato con il mondo intero e in poche settimane per far cessare il conflitto Russo-Ucraino. Conflitto che non è stato mai così cruento e oltremodo dimenticato da Trump, come in queste settimane. Un susseguirsi di iniziative politico-militari, ma anche economiche, del Presidente USA che definire contraddittorie, temerarie ed inutili non rendono fino in fondo l’idea di quanto gravi esse siano state per gli equilibri internazionali e per il raggiungimento di una pace reale e duratura in tutti gli scenari di guerra.    Ma soprattutto perché poste in essere al di fuori della Carta delle Nazioni Unite e del Diritto Internazionale. Con queste premesse, certamente non auspicate né condivise a livello internazionale, si pone la lettura di quanto si sta consumando a livello di polemica personale e politica tra il Presidente degli USA Trump e la Premier italiana investita di offese poco edificanti, soprattutto per il vecchio “Tycoon newyorkese” che le ha pronunciate di proposito e gratuitamente. Tanto al fine di sottolineare il presunto atteggiamento rinunciatario dell’Italia e dell’Europa nel sostenere la “guerra personale” di Trump contro l’Iran.  E qui casca l’asino. Perché arrivare a bombardamenti così massicci del territorio iraniano quando erano aperte, e da tempo, delle trattative di pace avviate da diversi attori dello scacchiere mediorientale e del mondo arabo moderato che si erano offerti di esercitare un ruolo di mediazione per giungere a un disarmo unilaterale dell’Iran sul fronte nucleare? E quali risultati ha portato sin ora questo conflitto se il tanto contestato uranio arricchito rimane ancora fermamente nelle mani degli “Ayatollah” pronti a minacciarne l’impiego ogni qual volta lo reputino necessario. Anche solo come deterrente per futuri attacchi americani o di Israele sul suolo iraniano? E la battaglia che Trump aveva annunciato per liberare il popolo iraniano dal regime sanguinario dei “Pasdaran,” altrimenti detti Guardie della Rivoluzione Islamica? Che fine hanno fatto le iniziative diplomatiche e di intelligence che l’attuale governo americano aveva annunciato e promesso ai milioni di dissidenti iraniani costretti a vivere in Patria sotto le pressioni continue e violente di un regime ultra autoritario? Si è forse stemperato sino a sciogliersi quel desiderio di democrazia e libertà di Trump per il popolo persiano alla vista del petrolio iraniano?  Chi vivrà vedrà. Per ora rimane la veemente e storica risposta della Premier italiana e la solidarietà dei Paesi UE che respingono ogni ricatto e ogni menzogna di qualsiasi personaggio politico mondiale che voglia ergersi a padrone del mondo. La Premier Meloni e men che meno l’Italia, nel corso della sua storia, non ha mai implorato nessuno e per nessun motivo. La sua dignità, il rispetto che merita il nostro Paese sono elementi imprescindibili e indifferibili per tutti. Alleati compresi. Al vecchio Presidente Trump, ormai verso la via del tramonto, rimarrà il vuoto pneumatico che ha prodotto in questi pochi mesi di governo degli USA. Ma soprattutto dovrà fare i conti con la Storia. Per una guerra con l’Iran assolutamente non conclusa definitivamente. Con la guerra in Ucraina che non è riuscito a spegnere nonostante le sue dichiarazioni bellicose e fin troppo sicure. Con le paure e l’atteggiamento servile mostrato nei confronti di Putin e del numero uno Cinese Xi Jinping. Atteggiamento ripreso e registrato dalle telecamere delle tv di tutto il mondo. Solo fuffa e nessun risultato diplomatico apprezzabile. Continui pure, Presidente Trump. Ci si risente dopo le elezioni di Novembre negli Stati Uniti di quest’anno. E buone vacanze.  E naturalmente, Viva l’Italia!