Cultura civica e scolastica per educazione formativa di cittadini consapevoli, rispettosi e partecipi: presso il Circolo Posillipo (via Posillipo 5, Napoli), il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara presenta il suo libro “La rivoluzione del buon senso”.

Nel corso dell’incontro,  moderato dal vicedirettore de Il Mattino, Vincenzo Di Vincenzo, il Ministro Valditara, a Napoli in occasione del Campus itinerante “Scuola Futura”, NextGen AI, primo summit internazionale dedicato all’esplorazione di potenzialità,  implicazioni, sfide ed opportunità  dell’Intelligenza Artificiale per la scuola, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in corso a Napoli dall’8 al 13 ottobre 2025, ha evidenziato  la necessità di una rivoluzione culturale pacifica in Italia, fondata sul buon senso, sul rispetto dell’autorità e sulla responsabilità personale, soprattutto nel contesto scolastico.

Forte  la sua denuncia per la perdita di valori fondamentali che hanno indebolito la società e l’educazione.

“Per fare una rivoluzione in Italia, una rivoluzione culturale e pacifica, delle idee, ovviamente, ci vuole coraggio perché – ha evidenziato il ministro Valditara –  da tanto tempo, da alcuni decenni, ci sono affermati dei luoghi comuni che hanno un po’ allontanato dal buon senso il pensiero quotidiano.” “Non che, sia ben chiaro, – ha specificato – i cittadini non siano dotati di buon senso, ma è laddove, soprattutto nella politica, nella cultura, talvolta anche nei media,  si forma il pensiero

comune, il pensiero diffuso, il cosiddetto politicamente corretto, talvolta sia e’ un po’ allontanati dal buon senso.”

“Negli ultimi decenni, il pensiero dominante e il “politicamente corretto” hanno allontanato la cultura italiana dal buon senso- ha puntualizzato il Ministro dell’ Istruzione e del Merito – richiamando emblematicamente l’esempio di una professoressa che, di fronte a una studentessa che rifiuta la sua autorità, riceve dalla preside un disarmante “faccia quello che può”.

Un episodio che  rappresenta il fallimento di un sistema educativo e sociale in cui le regole non vengono più rispettate e l’autorità dell’insegnante – e, più in generale, dello Stato – è messa in discussione.

“Il principio di autorità – ha sottolineato il ministro Valditara – non contrasta con la democrazia, ma ne è una condizione essenziale.” Citando Hannah Arendt, “non esiste democrazia senza autorità” – ha affermato-, rilevando che tuttavia, la cultura anti-autoritaria diffusa in Italia ha portato molti a considerare l’autorità come qualcosa di negativo, legittimando la disobbedienza e l’irresponsabilità verso istituzioni, insegnanti e forze dell’ordine.

Responsabilità e valore della condotta

Altro nodo centrale dell’intervento del Ministro della Pubblica Istruzione e del Merito nel presentare il suo libro,  la responsabilità individuale.

Ha  criticato la tendenza a giustificare ogni comportamento scorretto attribuendolo genericamente “alla società”, mentre, Invece, “ogni persona – soprattutto gli studenti – deve rispondere delle proprie azioni.”

Da qui nasce la riforma del voto di condotta, pensata per dare valore al comportamento e formare cittadini maturi. La punizione non un atto repressivo o “fascista”, ma uno strumento educativo presente in ogni società democratica.

Innovazione, merito e contrasto alla dispersione scolastica

Nel  rivendicare i risultati ottenuti dal governo nel campo dell’istruzione con la promozione di competenze pratiche e percorsi formativi innovativi, nonostante le critiche di chi teme una “scuola al servizio del capitale”,  Valditara ha citato il riconoscimento internazionale ottenuto dal programma italiano “Agenda Sud” come buona pratica OCSE per la lotta alla dispersione scolastica.

“Con il decreto Caivano, – ha ricordato il Ministro dell’Istruzione e del Merito – è stato introdotto l’obbligo di segnalazione per gli studenti che abbandonano la scuola, con sanzioni più severe per le famiglie. I risultati sono significativi: su 5.300 studenti non frequentanti nella provincia di Napoli, 3.500 sono tornati a scuola.”

Un impegno messo in campo con l’obiettivo di ricostruire una cultura civica e scolastica in cui l’educazione formi cittadini consapevoli, rispettosi e partecipi, riaffermando l’importanza del merito, del lavoro e del riconoscimento del ruolo dei docenti, fondamentali per costruire una società più giusta e responsabile.