Pasqua è appena alle spalle. È stata, al solito, un’occasione per gustare dolci tradizionali come la pastiera napoletana. Ricorrenze che supportano un business tutt’altro che trascurabile.

In Italia abbiamo 18mila esercizi di pasticceria e gelateria artigianali, per sessantacinquemila addetti e un miliardo e trecento milioni di giro d’affari. La Campania è terza in Italia, dopo Lombardia e Sicilia, con 2.800 esercizi, 6500 addetti, un fatturato di 130 milioni. Napoli, in particolare, fa registrare circa 800 esercizi, per un’occupazione di 2400 unità e introiti intorno ai 50 milioni.

Attenzione a questi numeri: riflettono il recente passato, ma sono destinati ad aumentare, se proseguirà un andamento dei flussi turistici che, per Napoli soprattutto ma anche per la regione, sono in progressiva espansione. A dimostrazione del fatto che il turismo, nelle sue espressioni marcatamente artigianali come in quelle in cui si configura con i caratteri di una moderna industria, costituisce una grande fonte di potenziale ricchezza.

Questa risorsa, peraltro, come altri settori produttivi, va coltivata, non può essere considerata come acquisita per sempre. Occorre, dunque, che il territorio si attrezzi per governare il fenomeno dell’incremento di arrivi e presenze. Un piccolo segnale di allarme si è riscontrato proprio a Pasqua, con i disagi alle stazioni della Linea uno della metropolitana, le lunghe file descritte dalle cronache cittadine.

Bene ha fatto l’Anm a rimarcare il dato di ben 265mila persone transitate sulla linea tra domenica e lunedì in Albis. Come ha dichiarato il Direttore Generale Favo, l’azienda è impegnata con l’amministrazione comunale “per un progressivo adeguamento dell’offerta di mobilità alla sempre maggiore vocazione turistica della città”.

Al di là della contingenza, occorre, ad ogni modo, potenziare l’offerta di servizi turistici. Puntando a offrire prestazioni di livello adeguato anche per il segmento alto dell’offerta, quello con maggiore capacità di spesa. Dalla creazione di altri hotel a cinque stelle alla realizzazione di approdi turistici per i grandi yacht.

Su un fronte diverso, occorre evitare l’overtourism, ponendo un argine alla concessione di licenze per bed and breakfast o baretti nel centro storico, valorizzando rioni di periferia, riqualificando aree dove spesso ‘si nascondono’ tesori paesaggistici e monumentali. E dove, in diversi casi, non manca l’offerta di autentiche prelibatezze gastronomiche.

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