Una specifica attività di studio e di eventi valorizzazione sulla “forma canzone”, uno dei contributi italiani più importanti alla storia della musica europea tra XVI e XVIII secolo, legato con le villanelle e la canzone della scuola napoletana alla più recente tradizionale canzone napoletana ottocentesca.
Sono i contenuti del progetto promosso ed organizzato dal’Associazione Festival Barocco Napoletano sul tema, presentato stamattina dal presidente Massimiliano Cerrito e dal direttore artistico Keith Goodman, con l’intervento del giornalista Claudio Silvestri, Segretario Aggiunto FNSI, presso la sede del Sindacato Unitario Giornalisti Campania.
L’azione di promozione dell’originale canone musicale che ha ispirato la tradizionale canzone classica napoletana messa in campo dall’’Associazione Festival Barocco Napoletano si propone come un significativo approccio conoscitivo al filo conduttore che attraversa più di tre secoli di storia musicale, mantenendo sorprendentemente intatti alcuni tratti fondamentali. Villanella → Canzone barocca → Aria d’opera → Canzone napoletana ottocentesca. In tal senso – e’ stato annunciato in occasione della presentazione – verrà studiata la figura di Guglielmo Cottrau che ascolto’ direttamente la tradizione orale e raccolse melodie che fino ad allora non erano fissate su carta. Le armonizzò e le adatto per pubblicazione, creando una sorta di ponte tra mondo popolare e mondo colto. La pubblicazione dei Passatempi Musicali rese questi brani accessibili non solo a Napoli ma anche in tutta Europa, contribuendo a diffondere l’idea di “canzone napoletana” come genere riconoscibile. Verra’ altresì approfondita anche la figura di Teodoro Cottrau che continuò e sviluppare il lavoro di Guglielmo ampliando i confini della forma canzone. Ai Cottrau e alla loro influenza sulla scuola musicale napoletana e’ dedicato anche una giornata divulgativa e un concerto celebrativo in programma il 16 Marzo dalle ore 15, 00 alle ore 18,00 presso l’istituto Italiano per gli Studi Filosofici a Palazzo Serra di Cassano. All’evento sul tema: la “Forma canzone” a Napoli, storia, suoni e protagonisti nei 200 anni dalle “Passeggiate musicali” interverranno: Claudio Silvestri Segretario Aggiunto FNSI, Saluti e introduzione; Dott. Gianfranco Campione, “Passeggiate Musicali: 200 anni di riconoscimenti e dimenticanze”; M° Massimo Distilo, “La Famiglia Cottrau prima messaggeria musicale nel mondo. Inquadramento storico i Cottrau e la forma canzone”; M° Emanuela de Rosa, “Aspetti musicologici della forma canzone nel tempo”; Dott. Massimiliano Cerrito “Elementi macroambientali aspetti storici e socio politici.” “Il Real Teatro di San Carlo e la diffusione nei luoghi dedicati”; M°Keith Goodman
Conclusioni
La realizzare di un manoscritto sul lavoro di ricerca svolto, corredato con i brani studiati concluderà le attività informate dal percorso :”Quel che è popolare a Napoli è anche colto”.
Il progetto rientra anche nel cammino che porterà a celebrare nel 2027 i 290 anni del teatro di San Carlo fino ad arrivare alla data del 300 anni del Massimo napoletano nel 2037.
Napoli come epicentro musicale:
Nel XIX secolo Napoli era non solo una grande città portuale e culturale, ma uno dei centri musicali più vivaci d’Europa grazie alla presenza dei conservatori, dei teatri e di una tradizione vocale fortissima. I Cottrau in questo contesto si distinsero:
Guglielmo diventa un ponte tra tradizione orale e musica stampata, favorendo la creazione di un repertorio condiviso.
Teodoro fa di Napoli una culla di canzoni che parlano al mondo, elevando brani locali a livello internazionale (come Santa Lucia).
Grazie a loro, Napoli si afferma come culla della canzone napoletana classica, un genere che non è né pura musica d’arte né folklore semplice, ma una sintesi riconoscibile e universalmente apprezzata.

