Parere positivo del Comitato Unesco riunito a New Dheli per il riconoscimento con la partecipazione del Ministro Tajani. La Presidente Meloni: “Siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo, che onora la nostra identità.” Il Ministro Lollobrigida: “Questo riconoscimento celebra la forza della nostra cultura che è identità nazionale, orgoglio e visione.” Dopo la valutazione tecnica positiva ricevuta dagli organismi consultivi, il dossier della candidatura all’iscrizione nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO della Cucina italiana ha superato anche l’esame finale del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. Il risultato segna un traguardo particolarmente significativo con il riconoscimento del valore culturale della tradizione culinaria italiana, della sostenibilità delle sue pratiche e della sua capacità di trasmettere conoscenze alle generazioni future. Avanzata dal “Collegio Culinario Associazione culturale per l’enogastronomia italiana”, in collaborazione con Casa Artusi,
Accademia della Cucina Italiana e la rivista “La Cucina Italiana”, la candidatura della Cucina Italiana nella lista Unesco è stato il risultato di un lungo lavoro dell’Ufficio UNESCO del Ministero della Cultura, che ha raccolto dati, testimonianze e documentazione per raccontare al meglio l’unicità della tradizione gastronomica italiana con l’intento di promuovere principi e valori tipici della tradizione italiana, fra i quali il contrasto allo spreco alimentare e la riduzione del consumo di risorse. In occasione della sua missione in India, tra New Dehli e Mumbai, per rafforzare le relazioni bilaterali e il dialogo su temi di interesse politico-economico, ai lavori del Comitato Unesco per l’esame della candidatura de “La cucina italiana fra sostenibilità e diversità bio-culturale” all’iscrizione nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCOha partecipato il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani “Siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo, che onora la nostra identità.”- ha affermato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, commentando il riconoscimento dell’Unesco. Il prestigioso riconoscimento non riguarda un singolo piatto o una ricetta, ma un modello culturale condiviso, fatto di esperienze comunitarie, scelta consapevole delle materie prime, convivialità del pasto, trasmissione dei saperi alle nuove generazioni e rispetto delle stagioni e dei territori. Una tradizione che vive quotidianamente nelle famiglie, nelle comunità locali e nelle comunità italiane nel mondo.
“Questo riconoscimento – ha detto il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida – celebra la forza della nostra cultura che è identità nazionale, orgoglio e visione. La Cucina Italiana è il racconto di tutti noi, di un popolo che ha custodito i propri saperi e li ha trasformati in eccellenza, generazione dopo generazione”.
La cucina italiana è un equilibrio tra uomo e ambiente: tutela la biodiversità, valorizza le produzioni locali, favorisce il riuso
degli alimenti e promuove abitudini alimentari consapevoli. Riflette il legame tra i paesaggi naturali e le comunità che li abitano, incarnando memoria, quotidianità e cultura dei territori. Diversamente da altri riconoscimenti gastronomici UNESCO, quella della Cucina italiana celebra un’intera tradizione culinaria quotidiana, diffusa e non legata a un singolo rito o piatto. Sancisce la sua inclusività, superando barriere culturali e generazionali, la sua natura di “cucina degli affetti” che trasmette memoria, cura, relazioni e identità, raccontando storie di famiglie e comunità attraverso il cibo, attestando la sua aderenza a principi come il
contrasto allo spreco alimentare e la riduzione del consumo di risorse che la rende un modello di sostenibilità ambientale. La decisione dell’UNESCO rappresenta anche un riconoscimento del saper fare e del saper esportare delle nostre imprese agro-alimentari, veri e propri ambasciatori non solo del cibo ma della società italiana nel mondo. Un risultato importante anche dal punto di vista della crescita del Paese. Secondo un’indagine Coldiretti/Censis il 94% degli italiani ritiene che il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’Unesco sia un’opportunità di sviluppo per l’economia italiana e per l’Italia in generale.L’iscrizione Unesco dà alla nostra cucina quel che si è conquistata sul campo da tempo, con una sorta di certificazione di alto profilo di cui non potranno che beneficiare filiera e territori coinvolti.
La cucina italiana vale oggi nel mondo ben 251 miliardi di euro, con una crescita del +5% rispetto all’anno precedente, secondo l’analisi Coldiretti su dati Deloitte Foodservice Market Monitor 2025. I soli Stati Uniti e Cina rappresentano insieme oltre il 65% dei consumi globali per la cucina italiana. Ma il riconoscimento è importante anche per fare chiarezza rispetto alla proliferazione dell’italian sounding, con oltre un italiano su due (53%) che all’estero si ritrova abitualmente a tavola pietanze e prodotti tricolori “taroccati”, fatti con ingredienti o procedure che non hanno nulla a che fare con la vera tradizione culinaria nazionale, secondo Ixe’. Per sostenere la candidatura e valorizzarne il risultato Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica, assieme al Ministero italiano degli esteri e della cooperazione internazionale, hanno promosso la creazione dell’Accademia della cultura enogastronomica italiana. Un’Accademia nata per favorire la formazione dei giovani aspiranti professionisti del settore: dalle scuole di cucina e alberghiere alle facoltà e dipartimenti universitari dedicati alle scienze gastronomiche, dell’alimentazione e agroalimentari, fino al mondo esteso dei professionisti che già operano sul cibo e nei servizi correlati (acquirenti, ristoratori,
distributori, cuochi e pizzaioli, giornalisti ed influencer del cibo). Ma tra i destinatari ci sono anche le reti estere di rappresentanza e di promozione del settore agroalimentare nel mondo, con il supporto attivo delle Ambasciate. Partner del progetto sono anche la World Farmers Markets Coalition e la Fondazione Evoschool (Fondazione, promossa da Coldiretti e dal
Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati e supportata da Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano), oltre alla piattaforma «I love Italian food», un’Associazione no profit che si compone attualmente di circa 25.000 contatti tra buyer, chef e pizzaioli, ristoratori, distributori, giornalisti e influencer. Con quello della Cucina Italiana, a oggi, l’UNESCO ha riconosciuto come Patrimonio Immateriale 789 elementi in 150 Paesi del mondo. Gli elementi italiani iscritti nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale salgono a 20, a cui si aggiunge 1 elemento iscritto al Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia.