L’Italia, la guerra e la politica dei fantocci 

Esercito italiano

di Rosario Lavorgna

A dato elettorale tratto, e con il centro destra che ha travolto le sinistre in Italia, si torna a parlare dell’ipotesi del ripristino della servizio militare obbligatorio.

Bisogna innanzitutto capire che la Leva è stata sospesa come servizio obbligatorio nel 2005, ma non cancellata, infatti nella nostra Carta Costituzionale si riporta ancora la dicitura ‘obbligatorio’. 

Ricordiamo agli smemorati per sport e a chi strumentalizza la Costituzione italiana a fini di becera propaganda elettorale, che l’articolo 11 della nostra Carta recita: “L’Italia ripudia la guerra…” ma come strumento di offesa, naturalmente. Infatti poi l’articolo 52 recita: “La difesa della patria è sacro dovere del cittadino…”. Ma al di là di queste considerazioni puramente tecnicistiche, appare ovvio che con il quadro internazionale, la guerra nel cuore dell’Europa ed il nostro Paese sempre più crocevia di ideologie, uomini e cose, un Esercito di soli professionisti e molto risicato nel numero non basta più, come non bastano più i pochi miliardi impiegati per le spese militari che qualche beota della politica italiana vorrebbe addirittura azzerare. Il dato grottesco, in tutto questo è lo scarsissimo amor di patria che oramai serpeggia tra i giovani sempre più immersi nelle loro realtà virtuali, nei loro smartphone, e per i quali l’inno di Mameli è solo un mp3 da non scaricare.

In questo modo, ovviamente, stiamo  preparando il Paese ad un futuro incerto, fatto di autocrati imbecilli che si svegliano la mattina e mandano i carri armati nel Paese vicino solo per fare qualche milione di morti e conquistare qualche lenzuolo di territorio. Se è questo il futuro che ci aspetta allora meriterebbe una statua d’oro Filippo Tommaso Marinetti, quando nel manifesto del Futurismo scrisse la famosa frase oggi realtà assoluta: “La guerra è l’unica igiene del mondo”. 

Eppure ci sono decine e decine di analisti storici disillusi, per i quali la guerra del futuro (ne parlavano 20 anni fa), sarebbe stata combattuta dietro ad una tastiera di computer. Ebbene si: avevano torto, ed hanno visto molto male nel prossimo futuro. Le guerre da che mondo è mondo si combattono sui campi di battaglia facendo milioni di morti e non milioni di chip in fumo.

Ma le guerre dovrebbe essere abolite dal vocabolario dell’uomo moderno, e l’umanità compatta dovrebbe occuparsi di ben altre catastrofi che potrebbero colpire non il nostro pianeta, ma l’intera galassia. Ma a noi ci piace sbattere i pugni come fa Putin, che ancora non ha concepito che lui e la sua Russia sono solo un puntino infinitesimale in una galassia che tra qualche anno comincerà a combattere con milioni di asteroidi provenienti dallo spazio profondo. Ma questa è un’altra storia.

6 pensiero su “L’editoriale – La Costituzione torna di moda, si torna a parlare di leva obbligatoria: era ora!”
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